Il trasporto pubblico può essere gratuito, ma se passa poco, impiega troppo tempo o non arriva dove serve, il problema non è più soltanto la mobilità.
✍️ Italiano alle Canarie
Alle Canarie spostarsi non significa la stessa cosa per tutti.
Vivere a Las Palmas de Gran Canaria o nell’area metropolitana di Tenerife, avere un’automobile oppure dipendere esclusivamente da una guagua, abitare vicino a un grande centro urbano o in un comune periferico può cambiare completamente il tempo e le possibilità necessarie per raggiungere il lavoro, l’università, un ospedale o semplicemente svolgere le normali attività quotidiane.
I dati ufficiali cominciano a fotografare con chiarezza questa differenza.
IL 69% SI MUOVE IN AUTO
Secondo l’indagine sulla mobilità pubblicata dall’ISTAC, il 69% degli adulti delle Canarie utilizza l’automobile nei propri spostamenti abituali, anche eventualmente combinandola con altri mezzi.
Il trasporto pubblico viene utilizzato dal 38%, mentre il 27% si sposta anche a piedi.
Il dato interessante, però, arriva quando si chiede perché si continua a utilizzare l’automobile.
Tra chi non sarebbe disposto ad abbandonarla, il 27% afferma che gli altri mezzi non soddisfano le proprie necessità e il 26% segnala che il trasporto pubblico nella propria zona è assente o insufficiente.
Non sempre, quindi, utilizzare l’automobile è semplicemente una scelta di comodità. In alcuni territori può diventare quasi una necessità.
GRATUITO NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE ACCESSIBILE
Nel 2026 alle Canarie continua la bonificazione del 100% degli abbonamenti e dei titoli multiviaggio del trasporto pubblico terrestre.
È una misura economicamente importante e il suo utilizzo ha contribuito ad aumentare il numero degli utenti. Uno studio del Governo delle Canarie indicava inoltre che il 30,3% degli utenti del Bono Residente Canario aveva lasciato l’automobile per incorporare il trasporto pubblico nella propria routine.
Il prezzo, tuttavia, è soltanto una parte del problema.
Una guagua gratuita che passa raramente, richiede più coincidenze oppure trasforma un tragitto di pochi chilometri in un viaggio molto lungo continua a rappresentare un limite.
Lo dimostra un altro dato ISTAC: il 30% delle persone che si spostano per lavoro o studio impiega complessivamente almeno un’ora al giorno tra andata e ritorno.
Nel nord di Gran Canaria questa percentuale raggiunge addirittura il 44,4%.
NON ESISTE UNA SOLA MOBILITÀ CANARIA
Anche all’interno dell’arcipelago i problemi cambiano.
A Lanzarote e Fuerteventura il trasporto pubblico esiste, ma la rete è meno capillare rispetto a quella di Gran Canaria e Tenerife e in diverse zone frequenze e collegamenti possono risultare più limitati.
A La Gomera e La Palma, invece, emerge soprattutto il problema della scarsità degli orari disponibili.
Gran Canaria e Tenerife dispongono delle reti di trasporto pubblico più estese e utilizzate dell’arcipelago, ma devono confrontarsi maggiormente con traffico, congestione e tempi di percorrenza.
A tutto questo si aggiunge la condizione insulare.
Per spostarsi tra le isole bisogna prendere un aereo o una nave. I residenti beneficiano di importanti agevolazioni, compreso lo sconto del 75% sui collegamenti interinsulari, ma rimangono inevitabilmente dipendenti da frequenze, disponibilità dei collegamenti e infrastrutture.
QUANDO LA MOBILITÀ DIVENTA UN PROBLEMA SOCIALE
È qui che il discorso sui trasporti incontra quello sulla disuguaglianza.
Nel 2025 il 31,2% della popolazione canaria risultava a rischio di povertà o esclusione sociale e il 50% dichiarava di non essere in grado di affrontare una spesa imprevista.
Per una famiglia con redditi bassi, essere costretta a possedere un’automobile significa sostenere carburante, assicurazione, manutenzione, tasse e riparazioni.
Per chi l’automobile non può permettersela, invece, una rete pubblica insufficiente può significare impiegare molto più tempo per raggiungere lo stesso posto oppure avere meno possibilità di scegliere dove lavorare, studiare o vivere.
La gratuità del trasporto pubblico ha eliminato una barriera importante. Non può però eliminare da sola tutte le altre.
Perché una rete di trasporto realmente accessibile non si misura soltanto da quanto costa salire su una guagua.
Si misura anche da dove arriva, ogni quanto passa e da quanto tempo della propria vita bisogna utilizzare per arrivare a destinazione.
Fonti: ISTAC – Movilidad en Canarias, ECOSOC 2025; ISTAC – Encuesta de Condiciones de Vida 2025; Gobierno de Canarias – Consejería de Obras Públicas, Vivienda y Movilidad; Ministerio de Transportes y Movilidad Sostenible.

