Il turismo internazionale rallenta alle Canarie, in controtendenza rispetto alla crescita registrata nel resto della Spagna. Il caro vacanze e la concorrenza di Marocco ed Egitto mettono alla prova la competitività dell’Arcipelago.
✍️ Italiano alle Canarie
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Le Canarie iniziano a fare i conti con una concorrenza internazionale sempre più agguerrita. Dopo anni di crescita turistica, i primi segnali di rallentamento arrivano proprio dai visitatori stranieri, mentre destinazioni come Marocco ed Egitto conquistano maggiore spazio nelle programmazioni delle compagnie aeree e dei tour operator.
Tra gennaio e agosto 2026, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (INE), l’Arcipelago ha accolto circa 10,3 milioni di turisti internazionali, registrando una diminuzione dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un andamento in controtendenza rispetto al resto della Spagna, dove gli arrivi dall’estero sono aumentati del 5,4%.
Anche la spesa turistica mostra segnali di debolezza relativa: 16,3 miliardi di euro, con una crescita limitata allo 0,3%, contro un incremento dell’8% a livello nazionale.
LA CONCORRENZA DI MAROCCO ED EGITTO
A lanciare l’allarme è stata Jessica de León, assessora al Turismo e all’Occupazione del Governo delle Canarie, intervenuta il 13 ottobre davanti al Parlamento regionale in risposta a un’interrogazione del deputato Casimiro Curbelo.
«Le Canarie non hanno 18 milioni di turisti assicurati. Dobbiamo conquistarceli ogni giorno», ha avvertito la responsabile del Turismo, richiamando l’attenzione sulla crescente competitività internazionale.
Particolarmente significativa la situazione dei collegamenti aerei. Secondo De León, compagnie importanti come Jet2 stanno orientando parte della propria programmazione verso destinazioni dove trascorrere le vacanze costa meno, citando esplicitamente Egitto e Marocco.
Il Marocco punta su un’offerta turistica diversificata, prezzi competitivi e nuove opportunità di collegamento con i mercati europei. L’Egitto, da tempo concorrente delle Canarie nel turismo balneare invernale, continua invece a valorizzare le località del Mar Rosso, proponendo pacchetti vacanza che possono risultare particolarmente convenienti.
La scelta delle compagnie aeree rappresenta un elemento strategico: una maggiore disponibilità di voli verso destinazioni concorrenti può indirizzare anche le preferenze dei viaggiatori.
IL PESO DEL CARO VACANZE ALLE CANARIE
Il problema non riguarda soltanto la crescita dei concorrenti, ma anche il costo complessivo di una vacanza nell’Arcipelago.
Negli ultimi anni gli aumenti dei prezzi hanno interessato numerose componenti dell’offerta turistica, dall’alloggio alla ristorazione, dai trasporti ai servizi. A questi si aggiunge il possibile rincaro dei biglietti aerei, legato anche ai costi del carburante.
Per chi parte da Germania, Regno Unito o Francia, mercati fondamentali per il turismo canario, il confronto economico fra destinazioni assume quindi un’importanza crescente.
Una famiglia che deve scegliere dove trascorrere una settimana al sole non valuta soltanto il clima o la qualità delle strutture, ma soprattutto il costo finale del soggiorno, comprensivo di volo, pernottamento e spese quotidiane.
Le Canarie conservano importanti vantaggi competitivi, dalla stabilità climatica alla qualità dei servizi e delle infrastrutture turistiche. Tuttavia, questi elementi non garantiscono automaticamente la fedeltà dei visitatori quando la differenza di prezzo con altre destinazioni diventa significativa.
LA STAGIONE INVERNALE SARÀ DECISIVA
Il Governo regionale guarda ora alla stagione invernale, tradizionalmente il periodo di maggiore attrattiva internazionale per le isole, come occasione per riequilibrare i risultati.
Jessica de León ha tuttavia riconosciuto che il quadro rimane incerto. L’inflazione, il costo del carburante, le tensioni internazionali e la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie europee rappresentano fattori che possono condizionare la domanda turistica.
UN MODELLO TURISTICO CHIAMATO A RESTARE COMPETITIVO
Il calo dello 0,5% non significa che il turismo alle Canarie sia entrato in crisi. I flussi restano elevati e l’Arcipelago continua a rappresentare una delle principali destinazioni europee per le vacanze invernali.
Il dato evidenzia però un cambiamento da non sottovalutare: mentre altri mercati crescono, le Canarie mostrano una prima flessione degli arrivi internazionali.
La concorrenza non si gioca più soltanto sulla bellezza delle spiagge, sul clima o sulla capacità ricettiva, ma anche sul rapporto tra prezzo e qualità dell’esperienza offerta.
Il vero interrogativo, quindi, non è soltanto quanti turisti continueranno ad arrivare, ma quanto le Canarie riusciranno a rimanere competitive in un mercato nel quale le alternative aumentano e il prezzo delle vacanze pesa sempre di più sulle decisioni dei viaggiatori.

