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Gran Canaria, un viaggio attraverso montagne di colori: lo spettacolo di Los Azulejos

Chi pensa a Gran Canaria immagina quasi automaticamente spiagge, oceano e dune. Basta però lasciare la costa e inoltrarsi nell’interno dell’isola per incontrare paesaggi completamente diversi.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 3 minuti

Percorrendo la carrettera GC-200, tra Puerto de Mogán e La Aldea de San Nicolás incontriamo la Fuente de Los Azulejos, conosciuta semplicemente come Los Azulejos.

Qui la montagna sembra essere stata dipinta.

Verde, azzurro, ocra, giallo, rosso e violetto si alternano lungo i pendii creando grandi fasce di colore che, soprattutto con determinate condizioni di luce, trasformano questa parte dell’isola in qualcosa di molto simile a un enorme quadro naturale.

Il nome “Azulejos” richiama proprio l’impressione delle superfici colorate delle tradizionali piastrelle.

UNA TAVOLOZZA CREATA DALLA NATURA

Dietro questo spettacolo non esiste naturalmente alcun intervento umano. La spiegazione va cercata nella complessa storia vulcanica di Gran Canaria.

Secondo l’Instituto Geológico y Minero de España (IGME), lungo il margine sud-occidentale dell’antica Caldera di Tejeda, tra Veneguera e La Aldea, affiorano depositi caratterizzati da spettacolari alterazioni idrotermali. I colori verdi, gialli, violacei e rossastri derivano dalle trasformazioni subite dalle rocce vulcaniche attraverso la circolazione di fluidi caldi nel sottosuolo.

UNO DEI PAESAGGI PIÙ PARTICOLARI DI GRAN CANARIA

Il bello è che una parte importante di questo spettacolo può essere osservata direttamente percorrendo la GC-200.

Gli affioramenti geologici censiti dall’IGME si sviluppano indicativamente tra i chilometri 41 e 50 della strada che collega l’area di Mogán con La Aldea de San Nicolás.

Anche il portale ufficiale del turismo di Gran Canaria descrive questa strada come una sorta di museo geologico a cielo aperto, inserito in un territorio che conduce verso alcune delle zone più isolate e spettacolari dell’isola, come Veneguera, Tasarte e Tasartico.

Il paesaggio può cambiare ulteriormente dopo periodi di pioggia. L’acqua percorre i canaloni e le pareti della montagna, rendendo ancora più evidenti forme e colori di un territorio normalmente molto arido.

LOS AZULEJOS NON È SOLO UN BELVEDERE

Chi vuole limitarsi ad ammirare il panorama può attraversare la zona in automobile lungo la GC-200, prestando naturalmente attenzione ai punti nei quali è possibile fermarsi in sicurezza.

Per gli appassionati di escursionismo esistono inoltre itinerari che penetrano molto più profondamente nel paesaggio di Los Azulejos e nelle montagne circostanti. In questo caso è bene affrontare l’escursione con preparazione adeguata, acqua sufficiente, protezione dal sole, calzature adatte e un percorso GPS affidabile.

L’obiettivo non dovrebbe essere soltanto arrivare a una fotografia panoramica. Camminare in questa zona significa entrare in uno degli ambienti geologicamente più interessanti dell’isola, tra profondi barrancos, pareti vulcaniche e territori scarsamente urbanizzati.

UN’ALTRA GRAN CANARIA

Los Azulejos racconta forse meglio di molti altri luoghi quanto sia riduttivo identificare Gran Canaria soltanto con il turismo balneare.

Pochi chilometri dopo aver lasciato Puerto de Mogán ci si ritrova davanti a montagne nate da eruzioni, collassi vulcanici, fluidi idrotermali ed erosione avvenuti nell’arco di milioni di anni.

Il mare è ancora relativamente vicino, ma il paesaggio sembra appartenere a un altro mondo e Gran Canaria, ancora una volta, cambia completamente volto nel giro di pochi chilometri.

Los Azulejos è uno di quei luoghi nei quali non serve costruire nulla per creare un’attrazione: è bastato lasciare lavorare la natura per milioni di anni.

 

 

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