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IL SUD DI GRAN CANARIA INVECCHIA: IL BOOM TURISTICO NON BASTA A COSTRUIRE UNA COMUNITÀ

Recentemente un quotidiano locale del sud di Gran Canaria ha acceso i riflettori sui dati demografici relativi al 2025 di San Bartolomé de Tirajana, uno dei principali centri turistici dell’arcipelago.

✍️ Italiano alle Canarie

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Questi numeri meritano attenzione perché raccontano un territorio economicamente fortissimo, capace di attirare ogni anno milioni di visitatori e migliaia di nuovi residenti dall’estero, ma che contemporaneamente mostra segnali evidenti di invecchiamento della popolazione e di debole ricambio generazionale.

I dati ufficiali disponibili presso l’Instituto Nacional de Estadística (INE) confermano infatti una struttura demografica che pone diverse domande sul futuro di uno dei principali motori economici delle Canarie.

UNA POPOLAZIONE CHE INVECCHIA

Secondo i dati l’indice di invecchiamento di San Bartolomé de Tirajana ha raggiunto nel 2025 quota 169,26, contro una media delle Canarie di 149,47.

La popolazione infantile rappresenta appena il 10,13% del totale, quella giovane il 15,23%, mentre l’indice di ricambio della popolazione attiva scende al 61,38%, contro il 74,89% della media regionale.

Tradotto: le nuove generazioni disponibili a sostituire progressivamente quelle che escono dal mercato del lavoro sono sempre meno.

IL PARADOSSO DELLA LOCOMOTIVA TURISTICA

San Bartolomé de Tirajana è uno dei territori economicamente più importanti delle Canarie ed è costruito attorno a una delle industrie turistiche più forti della Spagna.

Il paradosso è evidente.

Un territorio può generare ricchezza, attirare capitali, creare occupazione e registrare numeri turistici importanti senza necessariamente riuscire a creare le condizioni perché le nuove generazioni possano stabilirvisi e costruire il proprio futuro.

Il problema demografico non può quindi essere completamente separato dal dibattito su prezzo delle abitazioni, affitti, salari, stabilità lavorativa e costo della vita.

Se vivere nel territorio in cui si è nati diventa progressivamente più difficile, la crescita economica rischia di non tradursi automaticamente in stabilità sociale.

TRE RESIDENTI SU DIECI SONO STRANIERI

Un altro dato particolarmente significativo riguarda la composizione della popolazione.

Secondo i dati riportati dal quotidiano locale, i residenti stranieri sono 15.602, pari al 28,41% della popolazione, contro 39.323 cittadini spagnoli.

All’interno della popolazione straniera la componente europea è nettamente maggioritaria: quasi il 70% proviene infatti da altri Paesi europei.

La questione interessante è piuttosto un’altra: come può uno dei territori più dinamici delle Canarie essere capace di attirare migliaia di persone dall’estero e contemporaneamente mostrare così evidenti difficoltà nel ricambio generazionale della propria popolazione?

CRESCERE NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE VIVERE MEGLIO

È una domanda che supera i confini di San Bartolomé de Tirajana e riguarda più in generale il modello di sviluppo delle zone turistiche delle Canarie.

Il successo di un territorio non può essere misurato soltanto attraverso numero di turisti, occupazione alberghiera, investimenti, fatturati o crescita economica.

Conta anche la capacità di permettere a chi ci vive di trovare una casa sostenibile, avere un reddito adeguato, programmare il futuro e, per chi lo desidera, mettere su famiglia.

Il turismo può far crescere economicamente un territorio. La vera sfida è capire se quella crescita riesca anche a costruire una comunità capace di avere un futuro.

Fonti:
Instituto Nacional de Estadística (INE), dati ufficiali di popolazione e indicatori demografici municipali 2025.

 

 

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