Doveva entrare in funzione nel 2021. Poi l’orizzonte si è spostato al 2024-2025 e successivamente al 2028. Adesso anche quella previsione è saltata: non c’è più neanche una data.
✍️ Italiano alle Canarie
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La storia della MetroGuagua di Las Palmas de Gran Canaria comincia con un’ambizione precisa: cambiare radicalmente la mobilità della città, attraverso una linea di autobus ad alta capacità, un sistema BRT capace di funzionare, per frequenza e priorità di transito, in maniera simile a un tram.
Il percorso previsto è di 11,7 chilometri tra Hoya de La Plata e Manuel Becerra, con corsie riservate, priorità semaforica, fermate dedicate e mezzi ad alta capacità.
Nel 2017, quando Guaguas Municipales e la Banca Europea per gli Investimenti ratificarono il finanziamento del progetto, il quadro sembrava piuttosto chiaro: investimento superiore ai 100 milioni di euro e MetroGuagua in funzione nel 2021. La Banca Europea per gli Investimenti avrebbe finanziato 50 milioni, circa la metà dell’investimento previsto.
DAL 2021 AL 2025
I lavori erano partiti nel 2017 con una strategia precisa: suddividere l’intervento in otto tratti per evitare di concentrare contemporaneamente i cantieri in tutta la città. Alcune parti sono state effettivamente realizzate e hanno prodotto anche importanti trasformazioni urbanistiche.
Nel marzo 2022 venivano completati appena 4,5 chilometri dei quasi 12 previsti.
Perso l’obiettivo del 2021, le previsioni continuarono a spostarsi. Nel rapporto di Guaguas Municipales relativo al 2022 si indicava ormai l’entrata in funzione tra la fine del 2024 e il primo semestre del 2025, ma come i fatti hanno confermato nel tempo, anche quella previsione sarebbe saltata.
HOYA DE LA PLATA: DA 8,6 A QUASI 30 MILIONI
Uno dei casi che meglio raccontano le difficoltà del progetto è quello della stazione di Hoya de La Plata, all’entrata di Las Palmas.
L’opera era stata aggiudicata nel 2021 per circa 8,6 milioni di euro, con 17 mesi di lavori. Il cantiere partì il 21 settembre dello stesso anno e avrebbe dovuto concludersi nel febbraio 2023. Alla scadenza risultava realizzato appena il 5% dell’opera.
Il contratto venne quindi risolto. Tra le cause indicate dall’impresa figuravano ritardi nei pagamenti, servizi presenti nel sottosuolo non contemplati inizialmente e resti di una vecchia discarica. Elementi, questi ultimi, che inevitabilmente sollevano interrogativi sull’accuratezza delle verifiche e degli studi preliminari effettuati prima dell’avvio dei lavori.
La mancata esecuzione comportò inoltre la restituzione allo Stato di una sovvenzione da 10 milioni di euro.
Oggi, settembre 2026, si riparte praticamente da un altro progetto.
La nuova previsione economica per Hoya de La Plata sfiora infatti 30 milioni di euro, contro gli 8,6 milioni dell’aggiudicazione del 2021. L’inizio dei nuovi lavori è previsto nel primo trimestre del 2027 e la conclusione viene collocata nell’estate del 2029.
Una sola stazione racconta così buona parte della storia della MetroGuagua: progetto, aggiudicazione, cantiere, blocco, risoluzione del contratto, riprogettazione, nuova gara e costi profondamente diversi da quelli iniziali.
SANTA CATALINA, L’ALTRO GRANDE PROBLEMA
La situazione non è molto diversa a Santa Catalina, uno dei punti più delicati dell’intero percorso. Nel marzo 2022 le opere del passaggio sotterraneo e dell’area delle fermate furono aggiudicate per circa 16,55 milioni di euro, con un tempo previsto di esecuzione di nove mesi.
Nel 2024 Guaguas Municipales ha risolto il contratto dopo aver constatato l’impossibilità di realizzare l’opera secondo le condizioni inizialmente previste. La modifica necessaria avrebbe comportato un incremento superiore al 50% rispetto al prezzo di aggiudicazione.
Il risultato è visibile ancora oggi: recinzioni, lavori interrotti e un’infrastruttura incompleta in uno dei luoghi più frequentati e turistici della città.
La sindaca Carolina Darias ha quindi annunciato che il progetto nell’area di Santa Catalina subirà “importanti modifiche”, senza indicare una data per la conclusione.
IL TRATTO PIÙ DIFFICILE DEVE ANCORA ARRIVARE
Rimane poi il Tramo 3, probabilmente il segmento tecnicamente più complesso dell’intera MetroGuagua.
È l’intervento previsto sul fronte marittimo di Vegueta, dove il progetto contempla di guadagnare spazio al mare per consentire il passaggio del sistema di trasporto e riorganizzare contemporaneamente la Avenida e il paseo marítimo. Già nel progetto originario si prevedeva un ampliamento di circa 15 metri verso il mare.
Proprio questo tratto è diventato uno degli elementi decisivi per determinare quando la MetroGuagua potrà realmente essere completata.
La sua esecuzione dipende dal Governo delle Canarie e dalla relativa valutazione ambientale. Secondo quanto dichiarato ora da Carolina Darias, il Comune non disporrebbe ancora di informazioni sufficienti nemmeno sullo stato di questa procedura.
Un particolare tutt’altro che secondario considerando che, già in sede municipale, era stato indicato per il Tramo 3 un tempo di esecuzione nell’ordine dei tre anni. Nel 2023 si ragionava infatti che, anche ipotizzando un’aggiudicazione nel 2025, il completamento non sarebbe potuto arrivare prima del 2028. Ora anche quella ipotesi appartiene al passato.
2028, UNA DATA CHE È ORMAI UN MIRAGGIO
Ancora nell’aprile 2025 Guaguas Municipales indicava ufficialmente alla Banca Europea per gli Investimenti una previsione di entrata in funzione della MetroGuagua nel secondo semestre del 2028, subordinandola comunque all’andamento delle opere ancora pendenti.
Oggi il quadro è cambiato nuovamente.
Hoya de La Plata, da sola, punta ormai all’estate del 2029. Santa Catalina deve essere modificata. Il grande Tramo 3 resta legato a una complessa procedura che coinvolge il Governo delle Canarie.
Carolina Darias evita adesso di indicare una data complessiva e preferisce parlare di avanzamento “progetto per progetto”.
Il 2028, ultima grande previsione ufficiale, appare ormai solo un numero inutile.
LA TELA DI PENELOPE
Il paragone può sembrare provocatorio, ma dopo quasi un decennio di lavori la MetroGuagua assomiglia sempre più alla tela di Penelope.
Si costruisce un tratto mentre un altro si ferma. Si aggiudica un’opera e successivamente si risolve il contratto. Si approva un progetto e qualche anno dopo bisogna modificarlo. Si fissa una data e, prima di raggiungerla, l’orizzonte si sposta ancora.
Nel 2017 veniva presentato come un progetto superiore ai 100 milioni di euro destinato a entrare in servizio nel 2021. Negli anni successivi le stime complessive hanno raggiunto cifre intorno ai 170 milioni, mentre alcune componenti fondamentali devono ancora essere completate o riprogettate.
La questione, quindi, non è più soltanto chiedersi quando finiranno i lavori, ma: quanto costerà alla fine la MetroGuagua e in quale anno saliranno realmente a bordo i primi passeggeri?
A questo punto neanche Penelope, Carolina Darias, ha il coraggio di pronunciare una data.
Alla luce di tutto questo, anche volendo essere generosi, è difficile sostenere che si sia lavorato bene: ritardi, progetti rifatti, contratti risolti e costi moltiplicati raccontano una storia difficile da conciliare con l’idea di una programmazione efficace.

