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Alle Canarie la casa costa sempre di più: cresce chi sceglie di condividere un appartamento

Con affitti sempre più elevati e requisiti di solvibilità più rigidi, dividere casa con un’altra persona sta diventando per molti una delle poche strade per riuscire a rendersi indipendenti

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 4 minuti

Il prezzo delle abitazioni alle Canarie continua a salire e la pressione sul mercato immobiliare sta cambiando anche il modo in cui molti residenti organizzano la propria vita.

Comprare casa è diventato sempre più difficile, ma anche riuscire ad affittare un appartamento da soli rappresenta ormai un ostacolo importante per chi dispone di un reddito medio.

Una delle conseguenze è la crescita dell’interesse verso gli appartamenti condivisi. Non più soltanto una soluzione tipica degli studenti o dei giovanissimi, ma una possibilità presa in considerazione anche da lavoratori adulti o pensionati soli che, mettendo insieme due redditi, riescono ad affrontare più facilmente un canone mensile sempre più alto.

Prezzi aumentati di oltre l’80%

Secondo i dati riportati da RTVC, tra il 2014 e il 2025 il prezzo delle abitazioni alle Canarie è aumentato di oltre l’80%.

Negli ultimi anni la crescita è stata particolarmente intensa. Nell’ultimo trimestre del 2025 la variazione annuale si è avvicinata all’11%, consolidando una tendenza che si è mantenuta anche durante il 2026.

Il risultato è un mercato nel quale la distanza tra prezzo delle abitazioni e capacità economica di una parte della popolazione continua ad aumentare.

Una stanza può costare 400 o 500 euro o più

Anche condividere casa, tuttavia, non significa necessariamente spendere poco.

Alle Canarie il costo di una stanza in un appartamento condiviso si colloca ormai frequentemente tra i 400 e i 500 euro al mese. Già nel 2025 Fotocasa indicava per l’Arcipelago una media di 488 euro mensili, con un aumento del 54,1% in cinque anni.

La situazione è diventata particolarmente evidente anche nelle città universitarie. Nell’agosto 2026 RTVC segnalava come a La Laguna fosse ormai difficile trovare una stanza in un appartamento condiviso per meno di 400 euro al mese.

Cifre che fino a qualche anno fa potevano avvicinarsi al canone di un intero piccolo appartamento.

Due redditi per riuscire ad affittare

La condivisione può però offrire un vantaggio che va oltre la semplice divisione delle spese.

Due lavoratori che dispongono, per esempio, di redditi netti intorno ai 1.300-1.400 euro mensili ciascuno possono mettere insieme tra 2.600 e 2.800 euro al mese. Una disponibilità economica complessiva che rende più sostenibile un affitto da 900, 1.000 o anche 1.100 euro rispetto a quanto potrebbe fare una sola persona.

Questo aspetto diventa ancora più importante considerando che molti proprietari chiedono oggi garanzie economiche elevate prima di concedere un’abitazione.

Secondo un’analisi di donpiso pubblicata nell’agosto 2026, il 70% dei proprietari richiede redditi minimi pari ad almeno tre volte l’importo dell’affitto, mentre il 60% domanda ulteriori garanzie, come assicurazioni contro la morosità o fideiussioni.

Inoltre, contratto di lavoro, ultime buste paga e dimostrazione della solvibilità sono documenti comunemente richiesti durante la selezione degli inquilini.

Presentarsi in due con due redditi stabili può quindi facilitare sensibilmente l’accesso a un appartamento.

Condividere casa non soltanto per necessità

Naturalmente vivere insieme significa anche condividere spazi, abitudini e quotidianità.

Per questo una soluzione del genere può risultare particolarmente praticabile quando a dividere l’appartamento sono due persone che già si conoscono, amici, colleghi o persone che hanno comunque una buona compatibilità personale.

Non è però necessariamente questa la situazione di tutti: il mercato delle stanze continua infatti a essere utilizzato anche da persone che si incontrano proprio attraverso gli annunci immobiliari.

Il cambiamento più interessante è un altro.

Condividere un appartamento non rappresenta più soltanto una fase transitoria della vita. Per una parte crescente della popolazione rischia di diventare una vera strategia abitativa per poter lasciare la famiglia d’origine, mantenere la propria indipendenza oppure semplicemente riuscire a sostenere i costi della casa.

Quando l’indipendenza passa dalla condivisione

L’aumento dei prezzi sta quindi producendo un effetto che va ben oltre il mercato immobiliare.

Sta modificando il concetto stesso di indipendenza abitativa.

Per molti residenti delle Canarie essere indipendenti non significa più necessariamente poter affittare un appartamento da soli. Può significare riuscire a condividerlo con qualcun altro, dividendo spese e responsabilità e sommando due capacità di reddito.

Una scelta che fino a pochi anni fa poteva essere considerata temporanea e che oggi, con gli attuali livelli dei prezzi, rischia di diventare normale.

Fonti: Fotocasa, idealista/donpiso

 

 

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