I migliori 5 articoli
di questa settimana

Articoli correlati

CANARIE, IL TEMPO LENTO CHE NON ESISTE PIÙ

C’era un tempo in cui trasferirsi alle Canarie significava anche scegliere un altro ritmo.

Tempo di lettura: 3 minuti

✍️ Italiano alle Canarie

Non necessariamente una vita più facile, certamente una vita diversa. Meno frenetica, meno compressa, con quella sensazione quasi immediata che qui le giornate avessero qualche ora in più.

QUANDO IL TEMPO SEMBRAVA PIÙ LUNGO

Il caffè preso senza guardare continuamente l’orologio, il traffico che raramente diventava un problema, il pranzo che poteva durare un po’ più del necessario, la spiaggia raggiunta senza programmare tutto con anticipo. Anche la burocrazia, nel bene e nel male, sembrava seguire quella filosofia: mañana, con calma.

Oggi quella sensazione non è completamente scomparsa. Sarebbe falso sostenerlo. Basta allontanarsi dalle zone più congestionate, entrare in un piccolo paese dell’interno o sedersi in una piazza lontana dai grandi centri per ritrovare ancora qualcosa di quel mondo.

Il problema è che nella vita quotidiana di una parte sempre maggiore della popolazione quel ritmo sta diventando un ricordo.

ISOLE PIÙ PIENE, GIORNATE PIÙ STRETTE

Le città sono cresciute. Le strade si sono riempite. Gli spostamenti richiedono più tempo. Il turismo continua a macinare numeri importanti, mentre aumenta la pressione sui servizi, sugli alloggi e sulle infrastrutture.

Anche il costo della vita ha cambiato il rapporto con il tempo.

Quando l’affitto pesa di più, quando fare la spesa costa di più e quando gli stipendi faticano a seguire l’aumento dei prezzi, la vita rallenta molto meno. Bisogna lavorare, organizzarsi, fare conti, rincorrere scadenze. Quella leggerezza che molti associavano alle isole finisce inevitabilmente per ridursi.

ANCHE LE CANARIE HANNO IMPARATO A CORRERE

C’è poi un altro cambiamento meno visibile: quello culturale.

Le Canarie sono sempre più connesse al resto d’Europa. Smartphone, lavoro online, consegne rapide, social network, turismo internazionale e nuovi modelli di consumo hanno portato anche qui quella cultura dell’immediatezza che un tempo sembrava appartenere soprattutto alle grandi metropoli.

Tutto deve essere veloce, una risposta, un acquisto, uno spostamento, una prenotazione.

Il paradosso è evidente: viviamo in isole dove il clima invita a rallentare, ma abbiamo costruito una quotidianità che ci chiede continuamente di accelerare.

IL TEMPO È DIVENTATO UN INDICATORE

Forse il vero cambiamento delle Canarie degli ultimi anni non si misura soltanto nei nuovi hotel, nei prezzi delle case, nel numero dei turisti o nelle code sulle autostrade.

Si misura nel tempo, quello che perdiamo nel traffico, che dedichiamo a cercare una casa, per risolvere una pratica o arrivare al lavoro.

Quel famoso ritmo canario esiste ancora, ma non è più garantito, bisogna cercarlo fosrse allontanandosi di qualche chilometro dalle zone più affollate, magari spegnendo per qualche ora il telefono, ma ricordandosi che vivere su un’isola non significa necessariamente vivere lentamente.

IL VERO LUSSO È AVERE TEMPO

Le Canarie sono cambiate, forse siamo cambiati anche noi, e quella sensazione che una volta sembrava naturale — avere finalmente tempo — oggi rischia di essere diventata uno dei piccoli lussi più difficili da trovare.

 

 

Articoli popolari