I migliori 5 articoli
di questa settimana

Articoli correlati

Canarie, stretta sull’acquisto di case ai non residenti: ora la decisione passa a Madrid

Il Governo Clavijo ha preparato una proposta di decreto per limitare gli acquisti immobiliari nell’arcipelago.

Di Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: circa 4 minuti

Il Governo delle Canarie accelera sulla proposta di limitare l’acquisto di abitazioni da parte dei non residenti. Il presidente Fernando Clavijo ha annunciato che l’esecutivo regionale ha già messo a disposizione del Governo spagnolo un testo normativo per introdurre restrizioni nel mercato immobiliare dell’arcipelago.

L’obiettivo è ottenere l’approvazione di un decreto-legge statale prima delle elezioni generali anticipate del 29 novembre 2026. Il provvedimento potrebbe essere sottoposto alla Diputación Permanente del Congresso dei Deputati, l’organo parlamentare che mantiene alcune funzioni anche dopo lo scioglimento delle Cortes Generales.

PERCHÉ LA PROPOSTA ARRIVA PROPRIO ADESSO

La scelta dei tempi è legata alla particolare situazione politica spagnola. Dopo lo scioglimento del Parlamento nazionale, l’ordinaria attività legislativa si interrompe, mentre il Governo centrale può continuare ad adottare decreti-legge nei casi di straordinaria e urgente necessità previsti dalla Costituzione.

Questa circostanza apre un percorso potenzialmente più rapido rispetto all’approvazione di una legge attraverso l’iter parlamentare ordinario. La Diputación Permanente può infatti convalidare o respingere un decreto-legge entro 30 giorni dalla sua promulgazione, senza attendere l’insediamento del nuovo Parlamento.

La diversa composizione di questo organismo può inoltre modificare gli equilibri politici rispetto all’intero Congresso, creando condizioni parlamentari differenti da quelle che in passato hanno ostacolato altri provvedimenti sull’abitazione.

Se il Governo Sánchez decidesse di adottare la proposta canaria attraverso un decreto-legge, la misura potrebbe quindi entrare in vigore in tempi relativamente brevi, anche prima delle elezioni del 29 novembre, per poi essere sottoposta alla necessaria convalida.

Il percorso, tuttavia, richiede la volontà politica del Governo centrale e una maggioranza favorevole nella Diputación Permanente. La rapidità della procedura non eliminerebbe inoltre il rischio di successive impugnazioni davanti al Tribunal Constitucional o di contestazioni sulla compatibilità delle restrizioni con il diritto europeo, soprattutto in relazione alla libera circolazione dei capitali.

Resta dunque una domanda: perché un intervento considerato urgente da oltre due anni arriva a una possibile fase decisiva soltanto a poche settimane dalle elezioni generali?

IL PESO DEGLI ACQUISTI STRANIERI

Il presidente canario giustifica l’intervento con la crescente pressione abitativa e demografica sull’arcipelago. Secondo i dati richiamati dall’esecutivo regionale, la popolazione sarebbe aumentata di circa mezzo milione di abitanti negli ultimi 25 anni, con una distribuzione territoriale disomogenea.

Secondo il Colegio de Registradores, nel secondo trimestre del 2026 gli acquirenti stranieri hanno rappresentato il 29,33% delle compravendite immobiliari residenziali nelle Canarie. Un dato significativo, che tuttavia non distingue automaticamente gli stranieri residenti nell’arcipelago da quelli che vivono altrove.

Un cittadino italiano stabilmente residente alle Canarie rientra infatti nelle statistiche degli acquirenti stranieri, pur vivendo regolarmente nell’arcipelago.

La distinzione tra nazionalità e residenza sarà determinante per comprendere chi potrebbe essere effettivamente interessato dalle nuove restrizioni.

IL PROBLEMA DELLA COMPATIBILITÀ EUROPEA

L’eventuale limitazione dovrà confrontarsi con le norme dell’Unione Europea, in particolare con il principio della libera circolazione dei capitali, che comprende anche gli investimenti immobiliari.

Le Canarie dispongono tuttavia di uno status speciale come regione ultraperiferica europea. L’articolo 349 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea consente l’adozione di misure specifiche per territori caratterizzati da particolari difficoltà strutturali.

Questo riconoscimento potrebbe sostenere una disciplina differenziata, ma non equivale a un’autorizzazione automatica a vietare o limitare gli acquisti immobiliari. Qualsiasi restrizione dovrebbe essere giuridicamente motivata e rispettare i principi applicabili, compreso quello di proporzionalità.

COSA CAMBIEREBBE PER I RESIDENTI

Per il momento, nulla. Il testo integrale della proposta non è ancora pubblicamente disponibile e non sono quindi verificabili le eventuali eccezioni, i requisiti di residenza o le tipologie di immobili interessate.

L’iniziativa rappresenta un avanzamento politico, ma la sua trasformazione in una norma effettivamente applicabile dipenderà dalle decisioni di Madrid, dal voto parlamentare e dalla compatibilità delle restrizioni con il diritto europeo.

RESIDENTI O STRANIERI? IL PRECEDENTE DELL’ALTO ADIGE

Un aspetto determinante della proposta riguarda la distinzione tra nazionalità e residenza. Se la restrizione sarà effettivamente basata sulla residenza, potrebbe interessare anche un cittadino spagnolo residente nella Penisola che intenda acquistare una seconda casa alle Canarie, mentre un cittadino italiano, tedesco o francese stabilmente residente nell’arcipelago potrebbe non essere soggetto alle stesse limitazioni.

Un precedente interessante esiste già in Italia, nella Provincia autonoma di Bolzano, in Alto Adige. La legge provinciale n. 9 del 2018 prevede abitazioni riservate all’utilizzo dei residenti, con requisiti collegati alla permanenza sul territorio o all’attività lavorativa nella provincia. La riforma abitativa del 2025 ha ulteriormente rafforzato gli strumenti di tutela dell’edilizia residenziale locale.

Il sistema altoatesino non vieta in generale ai non residenti di acquistare immobili, ma dimostra che esistono strumenti normativi per subordinare l’utilizzo di determinate abitazioni a requisiti territoriali, indipendentemente dalla nazionalità.

Per le Canarie, la questione decisiva sarà dunque capire se il futuro decreto limiterà direttamente la compravendita oppure introdurrà vincoli sulla destinazione e sull’utilizzo degli immobili. Due soluzioni giuridicamente differenti, con conseguenze molto diverse per il mercato immobiliare e per i cittadini europei.

 

 

Articoli popolari