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Canarie, il coliving: nuovo modo di abitare o vecchia povertà con un nome moderno?

Alle Canarie il coliving si presenta come una soluzione abitativa moderna e conveniente. Dietro la condivisione degli spazi, però, emerge una realtà meno attraente: affitti sempre più cari, stipendi insufficienti e giovani che faticano a conquistare la propria indipendenza.

✍️ Italiano alle Canarie

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IL COLIVING, TRA INNOVAZIONE E CONVENIENZA

Il coliving è un modello abitativo che combina camere private e spazi comuni condivisi, spesso con servizi inclusi come internet, pulizie e ambienti di lavoro.

Rivolto soprattutto a giovani professionisti, studenti e nomadi digitali, offre flessibilità, occasioni di socializzazione e la possibilità di contenere alcune spese. .

ALLE CANARIE I NUMERI RACCONTANO UN’ALTRA REALTÀ

Secondo Idealista, a settembre 2026 il prezzo richiesto per gli affitti alle Canarie ha raggiunto 15,2 euro al metro quadrato, con un aumento del 4,3% su base annua.

Ancora più significativo è il dato riportato nel Bollettino Ufficiale delle Canarie del 17 settembre 2026: alla fine del 2025, il costo medio dell’affitto di un’abitazione corrispondeva al 98,7% dello stipendio di un giovane lavoratore.

Soltanto il 25,2% dei giovani occupati viveva fuori dalla famiglia d’origine. Una situazione nella quale persino avere un lavoro non garantisce l’indipendenza abitativa.

IL MERCATO DELLE STANZE GUADAGNA TERRENO

Nel primo trimestre del 2026, secondo Idealista, l’offerta di camere in appartamenti condivisi a Las Palmas de Gran Canaria è aumentata del 67% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato non riguarda esclusivamente il coliving, ma conferma la crescente presenza delle soluzioni abitative condivise.

Occorre distinguere il coliving commerciale, spesso rivolto a professionisti e lavoratori da remoto, dal tradizionale affitto di una stanza, al quale ricorrono anche persone con redditi modesti.

La condivisione può ridurre le spese individuali, ma non necessariamente rappresenta un’alternativa economica. Alcune strutture, soprattutto quelle dotate di servizi aggiuntivi, propongono prezzi elevati.

LA MODERNITÀ NON RISOLVE LA CRISI ABITATIVA

Innovazione, sostenibilità e socializzazione sono gli elementi con cui viene promosso il coliving. Vantaggi concreti, che tuttavia non modificano il problema principale: la crescente distanza tra il costo delle abitazioni e il potere d’acquisto dei residenti.

Le nuove formule abitative possono ampliare le possibilità offerte dal mercato, ma non sostituiscono la necessità di costruire più case accessibili e garantire condizioni economiche adeguate.

LA DOMANDA CHE LA POLITICA DOVREBBE PORSI

Il coliving può rappresentare un’opportunità, ma sarebbe un errore celebrarlo come il futuro dell’abitare senza considerare il contesto economico nel quale si sviluppa.

Una società che cresce economicamente, ma nella quale lavorare non basta più per permettersi una casa, dovrebbe interrogarsi sulla qualità di quella crescita.

La vera modernità non consiste nel dare un nome nuovo alla condivisione degli spazi abitativi, ma nel costruire un mercato della casa accessibile anche a chi dispone di redditi normali.

Il progresso non si misura dalle nuove formule abitative che il mercato riesce a inventare, ma dalle condizioni di vita che una società riesce a garantire ai propri cittadini.

 

 

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