di Stefano Dottori

 

 

La cosa ridicola è che il Governo lo votiamo noi; ci facciamo incantare sempre dalle novità e forse anche a ragione, andando poi dalla padella a finire nella brace. Certamente, stanchi e delusi dal Governo che abbiamo votato, quando si affaccia nella vita politica qualche soggetto che si presenta elegante, faccia pulita e sorridente, ma anche rassicurante, che sappia dire due, tre parole ben orchestrate (ci avete fatto caso che poi sono sempre ripetitivi e dicono sempre le stesse cose come una cantilena per bambini?) noi italiani – pure io – abbocchiamo sempre e lo crediamo il salvatore della Patria, ma come è sempre avvenuto finora, la delusione, sempre più scottante, non tarda ad arrivare facendoci ricadere nello sconforto più totale.

Molti sono i casi di malgoverno, ma principalmente uno è palesemente grossolano ed evidente e, guarda caso, c’è di mezzo sempre il baraccone I.N.P.S. che neanche si preoccupa di interessarsi della questione, anzi fa orecchie da mercante e tira avanti come se niente fosse sperando, magari, che possa accadere qualcosa per la quale questi pensionati disturbatori della quiete tacciano senza grossi sconquassi.

Parlano molto bene, il linguaggio è forbito, anche se monotono come ho detto, ma la parola vergogna non la conoscono proprio, non la sanno pronunciare se non per squalificare qualche avversario politico che disturba così pressantemente il malgoverno in atto del quale fanno parte.


Un grosso problema è quello della ormai nota discriminazione tra i pensionati INPS ed EX INPDAP. Una cosa veramente vergognosa. Ancora più vergognosa è la risposta dell’INPS che ricorda l’esistenza di un trattato del Governo Italia-Spagna per il quale i pensionati pubblici devono pagare le tasse in Italia e non in Spagna, solo che spesso in Spagna le tasse le chiedono lo stesso e perdi tempo e soldi per accumulare tutta quella serie di pratiche per dimostrare il tuo essere un pensionato pubblico, già perché l’INPS neanche si prende lo scrupolo di comunicare allo Stato spagnolo i nominativi dell’A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) .

La cosa sarebbe ridotta alla sola disputa con l’INPS sulla legittimità di questo trattato Italia-Spagna se questo evento riguarderebbe tutti i pensionati, già non riguarda tutti. Infatti, i pensionati INPS, non pubblici, possono richiedere la defiscalizzazione della pensione (e la ottengono), mentre quelli pubblici no! Perché? Perché c’è quel trattato! Ma quale persona sana di mente avrebbe potuto partorire quella mostruosità? Quali erano gli interessi, perché di questo si tratta, per ideare una malvagità di questo tipo? Ma la cosa non finisce qui! Se un pensionato pubblico va a vivere in Tunisia, Senegal, Cile o Australia (con qualche maggiore difficoltà perché i filtri australiani sono più selezionanti) allora anche i pensionati ex Inpdap possono usufruire della defiscalizzazione della pensione. E gli altri che scelgono di vivere in altri Paesi?

Più volte l’INPS è stata sollecitata a rivedere la questione, come pure richieste sono state fatte ai vari partiti politici, ma tutti, pur prestando molta attenzione (momentanea), hanno sempre posto questo problema nel fondo del cassetto più basso, quello delle pratiche da dimenticare. Certo che a livello politico il problema può essere scomodo ed è facile porre il fianco ai sicuri attacchi degli partiti di vedute opposte. Questo vale per tutti i partiti politici, naturalmente. Gli ex-inpdap sono migliaia, solo nell’isola di Gran Canaria – da dove scrivo – e se consideriamo tutto l’arcipelago e tutta la parte continentale della Spagna il numero degli italiani pensionati che si trovano in questa deprecabile situazione sono veramente tanti. E questi sono voti, migliaia di voti!!! Possibile che non ci sia nessun partito (lungimirante) che non gradisca questi voti?

Purtroppo, non abbiamo mai visto alcun segnale di buona volontà da parte di INPS e Governo e, in conseguenza a questo vergognoso menefreghismo, Giuseppe Bucceri, presidente dell’A.P.I.C.E. (Associazione dei Pensionati Italiani e dei Connazionali all’Estero) e neo eletto Segretario del Com.It.Es. Isole Canarie (Comitato degli Italiani all’Estero) già da tre anni ha intrapreso le vie legali per ricorrere a questo iniquo e discriminatorio trattamento. Il ricorso, anche se lentamente, sta facendo il suo tragitto giudiziario ed ora è in giacenza presso la Corte Costituzionale in attesa di discussione) e nella mani del nostro legale Avv. Michela SCAFETTA che non molla. Naturalmente i costi dell’azione legale a carico dei pensionati! Questa situazione penosa non poteva essere superata con un po’ di buona volontà da chi detiene il potere? Questa discriminazione evidentemente è il risultato di un malgoverno gestito superficialmente, orientato a chissà quali altri interessi (spesso, e questo lo sappiamo quotidianamente attraverso i media) non proprio sociali, …

Il malgoverno non riguarda solo questo problema. Per esempio, un  pensionato che e’ stato posto in congedo con la categoria IO ,  per usufruire di un prestito mediante la cessione del quinto deve essere residente in Italia e non puo’ essere residente all’Estero. E’ fuori da ogni logica.  Ma il tanto vantato discorso dell’Europa? Tutto bla, bla, bla …?

A fare eco a quanto detto, c’è Antonino Cacace, coordinatore M.A.I.E. (Movimento Associativo degli Italiani all’Estero) a Valencia, che in un recente intervento (27-01-22) si è così espresso:

Noi, cittadini italiani, non idioti e pertanto non italioti, rispettosi delle leggi italiane, che continuiamo a pagare le tasse in Italia, pur essendo residenti all’estero, con gli stessi diritti di coloro che vivono in Italia, ripeto, perché paghiamo le tasse in Italia, continuiamo ad essere perseguitati e discriminati dalla Pubblica Amministrazione italiana, considerati evidentemente come scoria della società, non possiamo continuare a tollerare tutti questi abusi”.

Gia’ da anni il Presidente Bucceri, aveva interessato gli organi competenti per un’altra situazione che dell’inverosimile. Il riferimento è al caso di un carabiniere che si è trovato forzatamente, per una legge ormai anacronistica a dover pagare ( addizionali regionali e comunali ) tasse superiori del dovuto perché, come residente all’estero, le imposte applicate sono quelle di Roma (tra le più alte o la più alta d’Italia), pur essendo lui napoletano e vivendo a Napoli, queste tasse erano inferiori). Questa non è discriminazione (anzi doppia discriminazione: perché non può defiscalizzare la pensione e perché gli è stata applicata la tariffa più alta)?

Come potete vedere tutti noi che siamo all’estero ci troviamo a dover fronteggiare situazioni veramente tristi, maturate da un governo incapace (mi riferisco a quei Governi che hanno promosso certe scandalose iniziative), costituito da membri di discutibile condotta (non tutti per fortuna, ma parecchi purtroppo) che anziché assicurarsi del buon funzionamento degli enti preposti alla buona vita della società italiana pensano ad altro …, chissà cosa? Anche i pensionati, per ora non direttamente coinvolti in queste tristi vicende, possono essere prima o poi toccati dalle pericolose elucubrazioni di questo o di altri malgoverni (pare che noi italiani non siamo capaci di avere un buongoverno): da più fonti cominciano ad arrivare notizie – certo tutte da verificare – che confermano un certo lavoro nascosto di commissioni che stanno lavorando per scoraggiare i pensionati ad andarsene dall’Italia e colpire chi già vive all’estero per farlo tornare. L’unico modo per poter fronteggiare eventuali future iniziative malevole nei nostri confronti è il numero di coloro che vogliono unirsi ad una battaglia pacifica  per difendere i propri diritti e le associazioni (come l’A.P.I.C.E.) che da anni , hanno lo scopo di far valere i diritti degli italiani all’estero (di tutti gli italiani all’estero!!!).