Nata per avvicinare la capitale, l’aeroporto e il sud dell’isola, la GC-1 ha accompagnato oltre mezzo secolo di sviluppo economico, urbano e turistico. Oggi, però, basta un incidente per trasformarla in una via crucis senza scampo.
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Ogni giorno decine di migliaia di persone percorrono la GC-1 per andare al lavoro, raggiungere l’aeroporto, spostarsi tra la capitale e il sud o rientrare a casa. È la grande arteria della costa orientale e meridionale di Gran Canaria, la strada sulla quale corre una parte essenziale della vita economica e sociale dell’isola.
La utilizziamo come se fosse sempre esistita. In realtà, la GC-1 è il risultato di oltre mezzo secolo di ampliamenti, trasformazioni e prolungamenti. La sua storia coincide in buona parte con quella della Gran Canaria moderna: prima lo sviluppo agricolo del sud-est, poi l’apertura dell’isola al turismo internazionale, la crescita dei centri abitati, l’espansione dell’aeroporto e infine l’aumento continuo della mobilità privata.
Prima della GC-1
Fino alla metà del Novecento, raggiungere il sud da Las Palmas de Gran Canaria significava affrontare un percorso lungo e molto diverso da quello attuale. La vecchia Carretera General del Sur attraversava o lambiva diversi centri dell’interno e del sud-est, collegando Telde, Ingenio, Agüimes e Santa Lucía de Tirajana.
Era una strada adeguata a un’isola con meno abitanti, meno automobili e un’economia ancora fortemente legata all’agricoltura. Il progressivo sviluppo agricolo del sud-est e la necessità di migliorare i collegamenti con l’aeroporto di Gando cominciarono però a renderla insufficiente.
Negli anni Cinquanta prese così forma l’idea di un collegamento più rapido lungo la costa. Il primo passo arrivò nel 1964, con la costruzione di una nuova strada a una corsia per senso di marcia tra la zona di Marzagán e l’aeroporto. Da lì, il traffico tornava sulla vecchia strada generale, attraversando località come Carrizal, Cruce de Arinaga e Vecindario.
Quella nuova carreggiata rappresentava già un importante cambiamento, ma non era ancora l’autostrada che conosciamo oggi.
Il turismo cambia il sud e accelera la costruzione
All’inizio degli anni Settanta Gran Canaria stava cambiando rapidamente. Il turismo trasformava Maspalomas e le località meridionali, aumentava il numero delle automobili e centri come Vecindario crescevano insieme alle nuove attività economiche e industriali.
Il progetto della nuova Autopista del Sur venne suddiviso in più fasi. Il tratto tra Las Palmas de Gran Canaria e l’aeroporto fu realizzato raddoppiando la strada costruita negli anni Sessanta e venne inaugurato nel 1975. Il collegamento tra l’aeroporto e Bahía Feliz, costruito su un nuovo tracciato che evitava l’attraversamento di Cruce de Arinaga e Vecindario, entrò invece in funzione nel 1980.
La GC-1 non si limitò ad accompagnare lo sviluppo dell’isola, contribuì ad accelerarlo, riducendo i tempi di percorrenza, avvicinando la capitale all’aeroporto e rendendo più accessibili le nuove zone turistiche del sud. Territori che fino a pochi decenni prima apparivano lontani entrarono progressivamente nello stesso sistema economico e urbano.
L’autostrada avanza verso sud
Nei decenni successivi, la GC-1 continuò ad allungarsi seguendo l’espansione turistica lungo la costa meridionale.
Nel 1990 venne aperto il prolungamento verso Maspalomas e Pasito Blanco. Nel 1993 l’autostrada raggiunse Arguineguín. Dieci anni dopo arrivò nella zona di Puerto Rico e Tauro.
L’ultimo grande tassello venne completato nel marzo del 2013, quando fu inaugurato il tratto tra Puerto Rico e Puerto de Mogán. La nuova infrastruttura sostituì come collegamento principale la tortuosa GC-500, caratterizzata da curve, attraversamenti urbani, semafori e un traffico ormai molto intenso. Il tratto finale comprendeva tunnel, viadotti e nuovi svincoli, completando un asse stradale sviluppato lungo circa cinquant’anni.
Una strada alla quale Gran Canaria ha affidato quasi tutto
Oggi sulla GC-1 si sovrappongono flussi di traffico molto diversi. Ci sono i pendolari che si muovono quotidianamente tra il sud-est, Telde e la capitale, i lavoratori diretti verso le zone turistiche, i mezzi pesanti delle aree industriali, gli autobus, il traffico legato all’aeroporto e i veicoli dei visitatori.
La strada collega direttamente o indirettamente la capitale, il porto, l’aeroporto, le principali aree commerciali e industriali del sud-est e gran parte dell’economia turistica di Gran Canaria.
Il problema non è semplicemente che sulla GC-1 circolino troppe automobili. Il problema è che gran parte della mobilità e dell’economia dell’isola dipende in maniera quasi assoluta da questo unico grande corridoio.
Tra La Estrella e Las Terrazas, nel territorio di Telde, la strada sopporta oltre 160.000 veicoli al giorno. Proprio in questa zona si crea un effetto imbuto: la congestione tende a concentrarsi verso sud durante la mattina e in direzione della capitale nel pomeriggio.
Gli ingorghi, quindi, non sono sempre il risultato di un evento eccezionale. In diversi punti la circolazione si trova già normalmente vicina al limite della capacità disponibile.
Quando basta un incidente per fermare tutto
La conseguenza è sotto gli occhi di chi percorre abitualmente la GC-1. Basta un tamponamento, un veicolo fermo, un restringimento o la chiusura temporanea di una corsia per produrre code di diversi chilometri.
Il problema non riguarda soltanto il tempo perduto dagli automobilisti. Quando la GC-1 si blocca, vengono rallentati i collegamenti con l’aeroporto, il trasporto delle merci, gli spostamenti dei lavoratori e l’accesso alle principali zone economiche dell’isola.
Le strade secondarie non hanno la capacità necessaria per assorbire un trasferimento massiccio del traffico. In molti casi, inoltre, attraversano centri abitati e finiscono rapidamente per congestionarsi a loro volta.
Aggiungere corsie non può essere l’unica risposta
Nel 2026 è avanzato il progetto di ampliamento tra La Estrella e Las Terrazas, con la realizzazione di una quarta corsia in entrambi i sensi e la riorganizzazione di accessi e svincoli. L’intervento punta a eliminare uno dei principali colli di bottiglia della strada.
Si tratta di un’opera necessaria, ma sarebbe un errore pensare che ogni problema possa essere risolto semplicemente aggiungendo nuove corsie.
Anche le istituzioni canarie hanno riconosciuto che le risposte alla mobilità non possono basarsi esclusivamente sull’ampliamento della rete stradale. Servono un trasporto pubblico più competitivo, collegamenti efficienti tra i comuni, una migliore gestione degli incidenti e alternative concrete all’automobile privata.
Oggi, però, rischia di soffocare sotto il peso di quella stessa crescita.
La domanda non è soltanto quante corsie aggiungere al prossimo tratto congestionato, ma se Gran Canaria continuerà ad affidare quasi tutta la propria mobilità a un’unica arteria oppure saprà finalmente costruire intorno alla GC-1 un sistema di trasporto più equilibrato, moderno e meno fragile.

