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Spagna, quasi quattro adulti su dieci hanno un basso livello d’istruzione. Alle Canarie l’abbandono scolastico resta tra i più alti

Secondo gli ultimi dati Eurostat, riferiti al 2025, la Spagna registra una percentuale di adulti con un basso livello d’istruzione anche leggermente superiore a quello italiano: 38,4% contro 37,2%.

✍️ Italiano alle Canarie

Chi pensava che soltanto l’Italia avesse un grave problema d’istruzione potrebbe avere una sorpresa.

La differenza è limitata, appena 1,2 punti percentuali. Il confronto tra i due Paesi, però, racconta una realtà molto più complessa della semplice classifica tra chi sta meglio e chi sta peggio.

La Spagna ha infatti molti più cittadini con un livello d’istruzione superiore rispetto all’Italia: 39,4% contro 20,3%.

Il vero punto debole spagnolo si trova nel mezzo.

Soltanto il 22,2% degli spagnoli tra i 25 e i 74 anni possiede un livello d’istruzione intermedio, composto dalla scuola secondaria superiore, dalla formazione tecnica e dai percorsi post-secondari non universitari.

In Italia questa fascia raggiunge invece il 42,5%.

La Spagna appare quindi come un Paese fortemente polarizzato: molti cittadini con un titolo superiore, moltissime persone ferme ai livelli scolastici più bassi e una fascia intermedia sorprendentemente ridotta.

Non è certamente una fotografia della quale andare particolarmente fieri.

Nel 2025, il 38,4% degli spagnoli tra i 25 e i 74 anni possedeva un basso livello d’istruzione, vale a dire che aveva completato al massimo la scuola secondaria inferiore, equivalente indicativamente alla cosiddetta “terza media” italiana.

La media dell’Unione europea è del 21,2%.

La percentuale spagnola supera quindi di oltre 17 punti la media europea. Soltanto il Portogallo presenta un dato peggiore, mentre Malta e Italia completano il gruppo dei quattro Paesi nei quali più del 35% della popolazione adulta possiede un basso livello d’istruzione.

IL VUOTO CENTRALE DELL’ISTRUZIONE SPAGNOLA

Il problema della Spagna non consiste soltanto nell’elevata percentuale di persone con pochi studi.

Esiste anche quello che potremmo definire un vero e proprio “vuoto centrale” dell’istruzione.

Nell’Unione europea il 44,4% della popolazione tra i 25 e i 74 anni possiede un livello d’istruzione medio. In Spagna la percentuale rimane invece sotto il 30% e, analizzando nel dettaglio il grafico Eurostat, si ferma al 22,2%.

La media europea comprende un 9,5% di persone con formazione generale e un 34,9% con una qualificazione professionale.

In Spagna la formazione generale intermedia pesa più di quella professionale, una situazione piuttosto insolita nell’Unione europea. Nella maggior parte dei Paesi, infatti, la componente professionale è nettamente prevalente.

L’Italia, pur avendo una delle percentuali più basse d’Europa di persone con istruzione superiore, presenta una fascia media molto più consistente, soprattutto grazie al peso dei diplomi e delle qualifiche professionali.

Il confronto mostra quindi due debolezze differenti

L’Italia soffre soprattutto per il numero ridotto di laureati e di persone con istruzione superiore.

La Spagna possiede invece una quota molto più elevata di titoli superiori, ma presenta contemporaneamente una grande massa di cittadini con bassa istruzione e una fascia intermedia estremamente debole.

LE CANARIE NON SONO FUORI DAL PROBLEMA

Per le Canarie non è ancora disponibile, nelle fonti consultate, un dato 2025 perfettamente sovrapponibile a quello Eurostat relativo all’intera popolazione tra i 25 e i 74 anni.

Esiste però un altro indicatore molto significativo.

Nel 2025 l’abbandono educativo precoce alle Canarie ha raggiunto il 15,94%, contro una media spagnola del 12,8%.

L’Arcipelago si colloca quindi nettamente sopra la media nazionale. Il dato ufficiale del Governo delle Canarie mostra inoltre un peggioramento rispetto al minimo storico dell’11,93% registrato nel 2021.

L’indicatore riguarda i giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno completato al massimo la scuola secondaria inferiore e che non stanno seguendo alcun percorso d’istruzione o formazione.

Non è lo stesso indicatore utilizzato da Eurostat per misurare il livello educativo complessivo della popolazione adulta.

Segnala però che alle Canarie una parte consistente dei giovani continua a uscire prematuramente dal sistema educativo, senza conseguire un diploma superiore o una qualifica professionale.

Il Governo delle Canarie riconosce che il fenomeno è collegato anche all’ingresso precoce nel mercato del lavoro. Nei periodi in cui aumenta l’occupazione giovanile, soprattutto nelle attività che richiedono poche qualifiche, cresce anche la tendenza ad abbandonare gli studi.

Si tratta di un elemento particolarmente importante in un’economia come quella canaria, fortemente dipendente dal turismo, dalla ristorazione, dal commercio e da altri settori nei quali è possibile trovare un primo impiego senza una formazione elevata.

Il guadagno immediato rischia però di trasformarsi, nel lungo periodo, in precarietà, salari bassi e minori possibilità di crescita professionale.

UN PROBLEMA CHE VA OLTRE LA SCUOLA

Un basso livello educativo non significa automaticamente minore intelligenza, minore capacità o minore valore personale.

Una laurea, allo stesso modo, non garantisce da sola cultura, competenza o spirito critico.

Sarebbe però altrettanto sbagliato ignorare le conseguenze collettive di una società nella quale una parte molto elevata della popolazione non ha superato i livelli scolastici più bassi.

Un’istruzione insufficiente riduce mediamente le possibilità di trovare un lavoro stabile e qualificato, limita la produttività, favorisce salari più bassi e rende più difficile aggiornarsi in un mercato del lavoro in continua trasformazione.

Eurostat mostra che nel 2025 il tasso di disoccupazione europeo tra le persone con un basso livello d’istruzione era del 10,5%, contro il 4,7% delle persone con istruzione media e il 3,6% di quelle con istruzione superiore.

L’istruzione non elimina automaticamente la disoccupazione, ma offre mediamente strumenti e opportunità molto maggiori.

Esiste poi una conseguenza più difficile da misurare, ma non meno importante.

Una società con strumenti culturali fragili è generalmente più esposta alla disinformazione, agli slogan, alle semplificazioni e alle promesse politiche prive di fondamento.

Fatica maggiormente a comprendere fenomeni complessi, a distinguere una fonte affidabile da una manipolazione e a partecipare consapevolmente alla vita pubblica.

Questo non significa che ogni persona con pochi studi sia facilmente manipolabile.

Significa che, nel complesso, l’istruzione alza la qualità del dibattito pubblico, rafforza la libertà individuale e amplia le opportunità di una società.

La Spagna ha compiuto progressi importanti negli ultimi dieci anni. La percentuale di giovani che completa almeno la scuola secondaria superiore è aumentata di 11,9 punti tra il 2015 e il 2025, uno degli incrementi più elevati dell’Unione europea.

Il dato del 38,4%, tuttavia, mostra che il Paese continua a trascinarsi dietro una frattura educativa profonda.

Alle Canarie questa frattura rischia di sommarsi alla povertà, al lavoro poco qualificato, ai bassi salari e a un’economia ancora eccessivamente dipendente da settori a modesto valore aggiunto.

Il problema non riguarda soltanto quanti diplomi siano appesi alle pareti.

Riguarda quale società si vuole costruire.

Una società che non riesce a portare una parte consistente della popolazione almeno a un livello medio d’istruzione finisce quasi sempre per pagare un prezzo molto più elevato in precarietà, disuguaglianze, scarsa produttività e debolezza del dibattito democratico.

Fonti ufficiali
Eurostat – Disoccupazione e livello d’istruzione nel 2025
Governo delle Canarie – Abbandono educativo precoce nel 2025

 

 

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