Il nuovo decreto regionale vieterà la permanenza turistica fuori dalle aree autorizzate. La semplice sosta resterà possibile, ma campeggi e strutture dovranno rispettare una lunga serie di requisiti
✍️ Italiano alle Canarie
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Per anni, nelle Canarie, il turismo in camper e autocaravan è cresciuto molto più rapidamente delle regole chiamate a governarlo.
Veicoli parcheggiati per giorni vicino alle spiagge, tavolini e sedie sistemati sulla strada, tende, verande, cunei, scarichi improvvisati e pernottamenti in aree prive di servizi sono diventati una presenza abituale in numerose località dell’arcipelago.
Adesso, per dirla alla spagnola, se acabó la fiesta.
Il Governo delle Canarie ha avviato la fase conclusiva del progetto di decreto che regolamenterà per la prima volta i campeggi, le aree destinate alle autocaravan, le zone di pernottamento e le altre forme di alloggio turistico all’aperto.
Il testo è stato trasmesso al Consejo Consultivo e non è quindi ancora entrato in vigore. Dopo il parere dell’organo consultivo dovrà tornare al Consiglio di Governo per l’approvazione definitiva.
VIETATO ACCAMPARSI DOVE CAPITA
La novità più rilevante è il divieto dell’accampamento libero o non autorizzato quando abbia finalità turistica.
Sarà considerata accampamento libero la permanenza o il pernottamento all’aperto, fuori dalle strutture riconosciute, utilizzando tende, roulotte, autocaravan, camper o altri mezzi, senza un’autorizzazione o un diritto d’uso del terreno.
In sostanza, non sarà più possibile scegliere liberamente un piazzale, una zona costiera o un terreno e trasformarlo in un campeggio temporaneo.
Chi violerà le regole potrà essere sanzionato secondo quanto previsto dalla normativa turistica regionale.
La distinzione fondamentale riguarda però la differenza tra sosta e campeggio.
Un’autocaravan regolarmente parcheggiata in una zona dove la sosta è consentita non sarà automaticamente considerata in campeggio, purché il veicolo resti appoggiato sulle proprie ruote, non utilizzi cunei o strutture esterne e non scarichi liquidi o rifiuti sulla strada.
Dormire all’interno del veicolo parcheggiato correttamente, quindi, non dovrebbe essere vietato di per sé. Occupare lo spazio pubblico come se fosse una piazzola privata sarà invece un’altra storia.
DODICI REQUISITI PER LE AREE ATTREZZATE
La stretta non riguarderà soltanto i viaggiatori. Anche chi vorrà aprire o gestire un’area per camper e autocaravan dovrà affrontare una lista piuttosto impegnativa di obblighi.
Le strutture dovranno disporre di punti per lo scarico delle acque nere e grigie, separati e schermati rispetto alle piazzole. Sopra i quindici veicoli diventeranno obbligatori docce e servizi igienici, con almeno un bagno, un lavabo e una doccia ogni venti piazzole, acqua calda e strutture accessibili alle persone con mobilità ridotta.
Nelle aree con più di trenta piazzole sarà necessaria anche una stazione per la ricarica dei veicoli elettrici.
Sono inoltre previsti attrezzature di primo soccorso, raccolta differenziata dei rifiuti, collegamento a Internet, lavatrice industriale, spazi per gli animali domestici e pannelli informativi in cinque lingue: spagnolo, inglese, tedesco, francese e italiano.
Almeno la metà delle piazzole dovrà essere protetta dal sole oppure compensata dalla presenza di aree ombreggiate, tavoli da picnic e spazi per il barbecue.
ORDINE NECESSARIO, MA SERVONO LE AREE
La regolamentazione era necessaria. Una modalità turistica cresciuta enormemente nell’ultimo decennio non poteva continuare a svilupparsi in una zona grigia, senza regole chiare per utenti, amministrazioni e residenti. Il Governo regionale sostiene che il nuovo quadro servirà a garantire qualità, sostenibilità, tutela ambientale e sicurezza giuridica.
Il rischio, tuttavia, è evidente.
Vietare è relativamente semplice. Molto più difficile sarà creare un numero sufficiente di aree legali, distribuite tra le diverse isole e dotate dei servizi richiesti.
I dodici requisiti previsti possono migliorare la qualità dell’offerta, ma potrebbero anche rendere costosa l’apertura di nuove strutture e scoraggiare i piccoli operatori.
La vera prova del decreto non sarà quindi il numero delle sanzioni elevate, bensì la quantità di spazi regolari che amministrazioni e imprese riusciranno realmente a mettere a disposizione.
Senza alternative adeguate, il rischio è che l’accampamento libero venga eliminato sulla carta, mentre il problema continuerà semplicemente a spostarsi da una strada all’altra.
Una cosa, comunque, appare ormai chiara: l’epoca del camper piazzato ovunque, con tavolino, veranda e vista sull’oceano, sta arrivando al capolinea.

