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Canarie, tutti green finché non tocca pagare

Uno studio dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria rivela che il 62,7% dei turisti sarebbe disposto a spendere di più per ridurre la propria impronta di carbonio. Ma solo uno su dieci accetterebbe di superare il 10% del costo del viaggio.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 3 minuti

La sostenibilità piace. Almeno a parole.

Quando però dalla dichiarazione di principio si passa al portafoglio, l’entusiasmo si ridimensiona parecchio.

Uno studio dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria, basato su 78.874 risposte valide di turisti arrivati nelle Canarie tra il 2022 e il 2023, mette un numero abbastanza eloquente sopra questo divario: il 62,7% dei visitatori afferma di essere disposto a spendere qualcosa in più per ridurre l’impronta di carbonio del proprio viaggio.

Quando il green arriva al portafoglio

Quel “qualcosa”, però, nella maggior parte dei casi deve essere una piccola somma.

Il 30,3% accetterebbe di pagare al massimo fino al 5% in più rispetto al costo del viaggio. Soltanto il 10,5%, praticamente un turista su dieci, sarebbe disposto a superare un sovrapprezzo del 10%.

Tradotto: la sensibilità ambientale esiste, ma quando la sostenibilità comincia ad avere un costo concreto la disponibilità si restringe drasticamente.

Il divario tra intenzioni e comportamenti

È un dato particolarmente interessante in un territorio come le Canarie, dove da anni si parla di turismo sostenibile, transizione ecologica, riduzione delle emissioni, pressione sul territorio e necessità di cambiare modello turistico.

Tra dichiararsi favorevoli alla sostenibilità e finanziarla direttamente con il proprio denaro esiste evidentemente una distanza.

Lo studio, pubblicato su Annals of Tourism Research Empirical Insights, individua inoltre quattro diversi profili di visitatori, dai turisti che non intendono pagare nulla per compensare la propria impronta fino a quelli maggiormente disposti a sostenere economicamente forme di turismo a minore impatto.

Non basta chiedere “più coscienza”

La ricerca mette in discussione anche un’altra idea abbastanza diffusa: che basti sensibilizzare maggiormente il turista.

Non tutti reagiscono allo stesso modo.

Per alcuni visitatori potrebbero funzionare compensazioni ambientali incorporate direttamente nei pacchetti turistici, per altri potrebbero essere più efficaci incentivi, strumenti per calcolare l’impronta di carbonio, premi per le scelte a basso impatto o progetti verificati di compensazione.

Il messaggio dello studio è quindi più complesso del semplice “i turisti non vogliono pagare”.

La sostenibilità interessa a una maggioranza significativa, ma l’adesione diminuisce quando il costo richiesto diventa rilevante.

Il green alla prova dei fatti

Questo non significa che i turisti siano improvvisamente diventati “anti-green”.

Significa qualcosa di probabilmente più realistico: anche la sostenibilità ha un prezzo e, quando quel prezzo viene presentato direttamente al consumatore, le convinzioni vengono immediatamente messe alla prova.

Nelle Canarie il dibattito sul futuro del turismo passa anche da qui: non soltanto da quanto siamo tutti favorevoli a un modello più sostenibile, ma da chi sarà realmente disposto a sostenerne il costo.

Fonte
Università di Las Palmas de Gran Canaria – studio pubblicato su **Annals of Tourism Research Empirical Insights

 

 

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