Il Mirador del Río sorge su un antico enclave della Difesa. Manrique lo trasformò in un’opera scavata nel terreno e ricoperta di pietra vulcanica, quasi invisibile dall’esterno.
✍️ Italiano alle Canarie
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A quasi 500 metri sopra l’Atlantico, nel nord di Lanzarote, si trova una delle opere più conosciute di César Manrique. Oggi il Mirador del Río è famoso soprattutto per la spettacolare vista su La Graciosa e sull’Arcipelago Chinijo. Molto meno conosciuta è invece la storia del luogo sul quale venne costruito.
Prima di diventare uno dei simboli turistici dell’isola, infatti, questo punto del Risco de Famara aveva una funzione completamente diversa: era un enclave militare strategico.
UNA POSIZIONE MILITARE SULL’ATLANTICO
Il luogo apparteneva al Ministero della Difesa e ospitava un’antica posizione di artiglieria conosciuta come Baterías del Río.
La scelta non era casuale. Da questo punto, situato a circa 480 metri di altitudine, era possibile controllare visivamente El Río, lo stretto tratto di mare che separa Lanzarote da La Graciosa, e buona parte dell’area settentrionale dell’isola.
Secondo la documentazione divulgativa del Governo delle Canarie, la posizione difensiva risale alla fine dell’Ottocento ed era collegata alle misure adottate durante il conflitto del 1898 tra Spagna e Stati Uniti per Cuba. In quel periodo si temeva che un’eventuale azione militare statunitense potesse raggiungere anche le Canarie.
Decenni dopo, quello stesso luogo scelto per la sua importanza strategica sarebbe diventato il punto di partenza di una delle opere più particolari di César Manrique.
DALLE BATTERIE MILITARI A MANRIQUE
All’inizio degli anni Sessanta il Cabildo di Lanzarote avviò una politica destinata a valorizzare alcuni degli ambienti naturali più spettacolari dell’isola attraverso interventi capaci di integrare turismo, arte e paesaggio.
Il Mirador del Río rientrò in questo progetto.
I lavori iniziarono nel 1971 e l’opera venne inaugurata nel 1973. César Manrique ne fu il principale artefice, affiancato dall’architetto Eduardo Cáceres e dall’artista Jesús Soto.
La Fundación César Manrique conferma che l’area apparteneva precedentemente al Ministero della Difesa proprio per la sua posizione strategica.
La soluzione scelta da Manrique fu però quasi l’opposto di ciò che ci si potrebbe aspettare costruendo un belvedere in una posizione tanto spettacolare.
Invece di realizzare un edificio dominante sulla sommità del risco, decise di farlo praticamente scomparire.
UN EDIFICIO SCAVATO NELLA MONTAGNA
Il Mirador venne scavato direttamente nel terreno. Terminata la costruzione, la struttura fu ricoperta con pietra vulcanica in modo da integrarsi nel Risco de Famara.
Ancora oggi, osservandolo dall’esterno, il volume dell’edificio è difficile da distinguere dalla montagna.
È una scelta confermata dagli stessi Centros de Arte, Cultura y Turismo di Lanzarote: il Mirador fu concepito come una costruzione scavata nel terreno e successivamente coperta di pietra vulcanica proprio per ridurne al minimo l’impatto visivo.
Anche la facciata in pietra segue le forme del paesaggio. La Fundación César Manrique sottolinea come la struttura richiami visivamente i tradizionali terrazzamenti agricoli dell’isola.
L’EFFETTO SORPRESA
La discrezione dell’esterno contrasta completamente con ciò che accade entrando.
Il visitatore attraversa inizialmente un percorso relativamente chiuso, progettato per non anticipare ciò che apparirà pochi metri dopo. Poi il paesaggio si apre improvvisamente.
Due enormi finestre ad arco incorniciano El Río, La Graciosa e l’Arcipelago Chinijo come due grandi occhi rivolti verso l’Atlantico.
Manrique inserì nell’opera anche numerosi elementi artistici. All’ingresso una scultura che unisce le forme di un uccello e di un pesce richiama simbolicamente l’aria e l’acqua, mentre all’interno compaiono sculture, riferimenti alla ceramica aborigena e una scala elicoidale che conduce alla terrazza superiore.
Il risultato è probabilmente uno degli esempi più chiari della filosofia di César Manrique.
Un luogo scelto nell’Ottocento perché permetteva di dominare e sorvegliare il territorio venne trasformato quasi un secolo dopo in un’architettura concepita per fare esattamente il contrario: non dominare il paesaggio, ma scomparire dentro di esso.
Quella che un tempo era una posizione militare affacciata sull’Atlantico è diventata così una costruzione scavata nella terra, coperta di roccia vulcanica e quasi invisibile dall’esterno, davanti a uno dei panorami più spettacolari di Lanzarote.
Fonti: Fundación César Manrique; Centros de Arte, Cultura y Turismo de Lanzarote; Gobierno de Canarias.

