Un nuovo studio scientifico rivede al rialzo il ruolo delle masse forestali dell’Arcipelago nella cattura del carbonio.
✍️ Italiano alle Canarie
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Una buona notizia arriva dalle Canarie sul fronte del cambiamento climatico. La Palma e Tenerife concentrano la quota maggiore, mentre la laurisilva di Garajonay raggiunge valori paragonabili a quelli di alcuni boschi tropicali e subtropicali umidi.
La nuova ricerca stima che le masse forestali dell’Arcipelago immagazzinino circa 10,26 milioni di tonnellate di carbonio, una quantità superiore di circa il 25% rispetto alle precedenti stime elaborate dal Ministero spagnolo per la Transizione Ecologica.
Lo studio al quale hanno partecipato l’Universidad de La Laguna, il CSIC e l’Università Goethe di Francoforte, ha permesso di elaborare una mappa ad altissima risoluzione del carbonio presente nelle aree forestali delle Canarie.
Il risultato cambia in parte la fotografia finora disponibile e attribuisce ai boschi dell’Arcipelago un peso ambientale ancora maggiore di quanto si ritenesse.
LA PALMA E TENERIFE CONCENTRANO QUASI L’80%
La distribuzione del carbonio forestale non è uniforme tra le isole.
La Palma concentra da sola circa 4,14 milioni di tonnellate, pari a quasi il 40% del totale dell’Arcipelago.
Tenerife segue con circa il 37,5%, mentre La Gomera rappresenta il 12,4%, mentre Gran Canaria ed El Hierro si attestano intorno al 5% ciascuna.
Lanzarote e Fuerteventura non sono state invece incluse nell’analisi a causa dell’assenza di masse forestali comparabili a quelle presenti nelle isole occidentali.
Il dato conferma quanto la geografia, l’altitudine, il clima e la presenza di ecosistemi forestali molto differenti incidano sulla capacità delle singole isole di immagazzinare carbonio.
IL PESO DEI PINI CANARI
Tra le specie e gli ecosistemi analizzati, un ruolo particolarmente importante è quello dei pini canari, infatti le pinete custodiscono oltre il 57% del carbonio complessivo rilevato dallo studio.
Si tratta di un dato significativo anche perché il pino canario rappresenta uno degli elementi più caratteristici del paesaggio naturale dell’Arcipelago ed è particolarmente adattato alle condizioni climatiche e agli incendi che interessano periodicamente le isole.
La capacità di questi boschi di accumulare carbonio nel tempo ne rafforza quindi anche il valore dal punto di vista delle strategie di mitigazione climatica.
LA SORPRESA DELLA LAURISILVA
Il dato forse più sorprendente arriva però dalla laurisilva, uno degli ecosistemi più preziosi e antichi delle Canarie.
Nel Parco Nazionale di Garajonay, a La Gomera, i ricercatori hanno rilevato concentrazioni medie superiori alle 400 tonnellate di carbonio per ettaro, con valori massimi che possono raggiungere le 730 tonnellate per ettaro.
Numeri che, secondo lo studio, possono essere paragonati a quelli registrati in alcuni boschi tropicali e subtropicali umidi.
La laurisilva conferma così il suo straordinario valore ambientale non soltanto per la biodiversità e la conservazione delle specie, ma anche come grande deposito naturale di carbonio.
UN CAPITALE AMBIENTALE DA PROTEGGERE
I boschi svolgono un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio.
Attraverso la fotosintesi assorbono CO₂ dall’atmosfera e trattengono una parte del carbonio nella biomassa, nei tronchi, nei rami, nelle radici e nel suolo.
Questa capacità permette di sottrarre anidride carbonica all’atmosfera per periodi che possono durare decenni o perfino secoli.
Il nuovo studio consente ora di conoscere con maggiore precisione dove sono concentrate le principali riserve forestali di carbonio delle Canarie.
Un’informazione importante anche per la gestione futura del territorio, perché permette di individuare le aree nelle quali la conservazione e il recupero degli ecosistemi possono avere un impatto maggiore.
L’EVOLUZIONE DEL CLIMA RESTA LA GRANDE INCOGNITA
La ricerca contiene tuttavia anche un avvertimento.
L’aumento delle temperature e una minore disponibilità di acqua potrebbero rallentare la crescita della vegetazione e ridurre progressivamente la capacità dei boschi di catturare nuovo carbonio.
Il dato positivo fotografato oggi non significa quindi che questa capacità rimarrà invariata nel futuro.
Proprio per questo conoscere con maggiore precisione il patrimonio forestale delle Canarie diventa uno strumento essenziale per programmare politiche di conservazione, prevenzione degli incendi e recupero ambientale.
I boschi dell’Arcipelago si confermano così non soltanto una componente fondamentale del paesaggio e della biodiversità delle isole, ma anche una vera infrastruttura naturale di fronte alle future alterazioni delle condizioni climatiche.
Fonte: studio pubblicato su Carbon Balance and Management.

