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CANARIE, PRIMA DEL BAGNO MEGLIO CONTROLLARE L’APP

Un biologo ha riunito analisi dell’acqua, scarichi, vento e correnti in una piattaforma aggiornata ogni giorno. Dietro la cartolina patinata emergono 403 punti di scarico, oltre la metà senza autorizzazione.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 4 minuti

Alle Canarie, prima di andare al mare, costume, asciugamano e crema solare potrebbero non essere più sufficienti. Tra le cose da controllare sullo smartphone può entrare anche lo stato dell’acqua della spiaggia scelta.

La ragione è semplice: il biologo Romén Herrera ha creato Vertidos Canarias, “Scarichi Canarie”.

https://vertidoscanarias.org/

Questa è una piattaforma web che permette di consultare in un unico posto analisi sanitarie, punti di scarico, vento, pioggia, correnti e una stima giornaliera della possibile esposizione delle spiagge.

UN BIOLOGO METTE INSIEME DATI CHE GIÀ ESISTEVANO

L’idea di Herrera non nasce dalla creazione di nuovi dati, ma dalla capacità di mettere ordine tra informazioni pubbliche che fino a oggi bisognava cercare attraverso sistemi differenti. I dati arrivano, tra gli altri, dal Ministero della Sanità spagnolo, dalla Cartografia delle Canarie, l’impresa pubblica del Governo delle Canarie che gestisce e diffonde informazioni geografiche e territoriali, e dall’Infrastruttura dei Dati Territoriali delle Canarie, il sistema pubblico che permette di consultare mappe e informazioni geografiche dell’Arcipelago.

Le analisi delle acque di balneazione provengono invece dal Sistema nazionale di informazione sulle acque di balneazione, utilizzato dalle autorità sanitarie spagnole per raccogliere e gestire i dati relativi alla qualità delle acque delle zone ufficialmente riconosciute per la balneazione.

Ogni spiaggia può essere controllata verificando la data dell’ultima analisi disponibile, la classificazione come “adatta” o “non adatta” alla balneazione e i livelli di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, due indicatori utilizzati per individuare una possibile contaminazione fecale.

Un particolare, però, è fondamentale: l’analisi fotografa la situazione nel momento in cui viene effettuato il prelievo. Tra una rilevazione e quella successiva le condizioni possono cambiare.

IL SEMAFORO DEL MARE

La piattaforma prova a colmare proprio questo intervallo attraverso una seconda indicazione, aggiornata quotidianamente. Il calcolo prende in considerazione la distanza dai punti di scarico conosciuti, la pioggia delle 48 ore precedenti, vento e correnti.

Un sistema a tre colori rende tutto immediatamente comprensibile: verde quando non viene rilevata un’esposizione significativa, giallo quando viene suggerita prudenza e rosso quando l’esposizione stimata è elevata e viene consigliato di evitare il bagno.

La previsione non sostituisce naturalmente le autorità sanitarie né decide l’apertura o la chiusura di una spiaggia. Il valore aggiunto sta nella possibilità di affiancare all’ultima analisi ufficiale una fotografia più dinamica delle condizioni del momento.

403 SCARICHI CENSITI ALLE CANARIE

Dietro l’utilità dell’applicazione emerge però una questione decisamente meno rassicurante. L’ultimo Censimento degli scarichi dalla terra al mare, relativo al 2025, registra nelle Canarie 403 punti di scarico diretto dalla terra al mare. Tenerife concentra il 45% del totale e Gran Canaria il 29%. Il 90% dei punti censiti risulta inoltre attivo.

La situazione amministrativa è ancora più significativa: 112 punti risultano autorizzati, 75 hanno l’autorizzazione in corso di procedimento e 216, pari al 54% del totale, risultano privi di autorizzazione. Lo stesso Governo delle Canarie avverte che, per la metodologia utilizzata nel censimento, il numero reale potrebbe essere superiore.

La definizione merita precisione. “Privo di autorizzazione” non significa automaticamente che ogni singolo caso possa essere definito semplicemente come “scarico illegale”, perché possono esistere situazioni amministrative differenti. La normativa stabilisce però chiaramente che ogni scarico dalla terra al mare nelle Canarie deve disporre della relativa autorizzazione dell’amministrazione competente.

OLTRE LA CARTOLINA

Nessuno di questi numeri significa che le acque delle Canarie siano generalmente non balneabili o che le centinaia di spiagge dell’Arcipelago presentino tutte problemi di contaminazione.

La realtà racconta però qualcosa di meno patinato della tradizionale immagine del mare cristallino garantito sempre e ovunque. Scarichi, depurazione, reti fognarie, piogge e condizioni marine possono incidere localmente sulla qualità dell’acqua, mentre alcune piccole calette frequentate dai bagnanti non rientrano nemmeno nei controlli sanitari periodici previsti per le zone ufficiali di balneazione.

PRIMA DEL BAGNO, UNO SGUARDO AL TELEFONO

Per residenti e turisti Vertidos Canarias può quindi diventare uno strumento molto pratico: pochi secondi per controllare quando è stata analizzata l’acqua, quale risultato è stato registrato e se le condizioni del giorno possono favorire l’arrivo verso costa di un eventuale scarico.

La tecnologia rende più accessibili informazioni che già esistevano. Il paradosso resta tutto canario: in un Arcipelago che vende al mondo sole, spiagge e oceano, per scegliere con maggiore consapevolezza dove tuffarsi oggi può essere utile portare con sé anche una mappa degli scarichi.

Fonti: Vertidos Canarias; Ministero della Sanità spagnolo – Sistema nazionale di informazione sulle acque di balneazione; Governo delle Canarie – Censimento degli scarichi dalla terra al mare 2025 e Bollettino Ufficiale delle Canarie; Cartografia delle Canarie e Infrastruttura dei Dati Territoriali delle Canarie.

 

 

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