L’Arcipelago registra il dato più alto della Spagna nel comparto alberghiero. Exceltur avverte: crescono i costi per le imprese e diventa più difficile migliorare la produttività
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LE CANARIE GUIDANO LA CLASSIFICA DELL’ASSENTEISMO
Le Canarie sono diventate la comunità autonoma spagnola con il più alto livello di assenteismo nel comparto alberghiero. Durante l’estate, secondo i dati di Exceltur, associazione che riunisce alcune delle principali imprese del turismo spagnolo, l’11,9% delle ore di lavoro concordate nel comparto non è stato effettivamente lavorato.
Un dato particolarmente significativo se confrontato con la media nazionale del settore alberghiero, che si ferma al 7,3%. Il divario mette le Canarie in una posizione nettamente diversa anche rispetto ad altre grandi destinazioni turistiche spagnole come Baleari, Andalusia, Catalogna e Comunità Valenciana.
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Arcipelago. Exceltur segnala infatti una crescita dell’assenteismo nell’intero comparto turistico spagnolo durante i mesi estivi. La situazione delle Canarie, tuttavia, appare particolarmente delicata proprio perché interessa uno dei settori fondamentali dell’economia regionale.
PIÙ COSTI E PIÙ DIFFICOLTÀ NELL’ORGANIZZARE IL LAVORO
Per hotel e strutture ricettive l’assenza dei lavoratori non rappresenta soltanto un problema organizzativo, ma vuol dire riorganizzare, personale da sostituire, maggiore pressione sui dipendenti presenti e un aumento dei costi aziendali.
Secondo le stime di Exceltur, l’assenteismo genera per le imprese turistiche spagnole un costo equivalente al 3,8% del fatturato, percentuale che nel settore ricettivo sale al 4,4%.
GLI HOTEL VACANZE SONO I PIÙ ESPOSTI
La situazione risulta particolarmente complessa negli hotel vacanzieri e nelle strutture delle località costiere, dove l’organizzazione del lavoro dipende da un elevato numero di dipendenti e da servizi che devono essere garantiti quotidianamente. Un’assenza improvvisa può incidere direttamente sulle pulizie delle camere, sulla ristorazione, sulla reception e più in generale sulla capacità della struttura di mantenere gli standard di servizio.
Exceltur collega il problema anche alle difficoltà del settore nell’attrarre e trattenere personale qualificato e ritiene necessario intervenire sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni che possono rendere maggiormente attrattive le professioni turistiche.
UN FENOMENO CHE NON RIGUARDA SOLO GLI HOTEL
Il problema, infatti, non si limita alle strutture ricettive. Anche le attività legate al tempo libero registrano livelli elevati di ore non lavorate, mentre percentuali più contenute interessano trasporti, distribuzione e autonoleggio.
UN PROBLEMA STRUTTURALE PER IL TURISMO CANARIO
Per le Canarie il dato assume però un peso particolare. In un territorio nel quale il turismo rappresenta una parte essenziale dell’attività economica e dell’occupazione, un livello di assenteismo vicino al 12% nel comparto alberghiero non può essere considerato soltanto una questione interna alle aziende.
Questo è un problema che tocca contemporaneamente organizzazione del lavoro, costi, produttività e capacità del settore di reperire personale. Un altro elemento di pressione su un’industria turistica che continua a registrare grandi volumi di attività, ma che deve confrontarsi sempre più spesso con difficoltà strutturali sul fronte del lavoro.

