Il Governo canario valuta tariffe massime a Natale e in estate, controlli sui prezzi e maggiore trasparenza sullo sconto del 75%.
✍️ Italiano alle Canarie
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Per chi vive alle Canarie, prendere un aereo per raggiungere la Penisola non è sempre una scelta turistica. Significa spesso tornare dalla famiglia, affrontare una necessità personale o semplicemente mantenere quei legami che la distanza geografica rende inevitabilmente più complicati.
Una situazione che diventa particolarmente evidente a Natale, durante l’estate e nei periodi di maggiore richiesta, quando il costo dei biglietti può aumentare sensibilmente, anche per chi beneficia dello sconto residenti del 75%.
Il Governo delle Canarie torna ora ad affrontare il problema con una proposta contenuta nella bozza della nuova Strategia di Mobilità Sostenibile e Intelligente: introdurre un tetto temporaneo ai prezzi dei voli tra l’arcipelago e la Penisola nei periodi di maggiore domanda.
L’obiettivo sarebbe impedire che le tariffe di partenza superino determinati limiti, contenendo così anche il prezzo finale pagato dai residenti dopo l’applicazione dello sconto del 75%. Per esempio, se venisse stabilito un prezzo massimo di 200 euro per un determinato collegamento, il residente pagherebbe 50 euro sulla tariffa interamente sovvenzionabile, mentre lo Stato contribuirebbe con i restanti 150 euro.
Il tetto non sarebbe permanente, ma verrebbe applicato soltanto nei periodi più critici, come Natale e l’estate, quando la maggiore domanda può provocare forti aumenti delle tariffe. Restano ancora da definire gli importi, le rotte interessate e le modalità di applicazione.
LO SCONTO DEL 75% NON RISOLVE TUTTO
Il punto più interessante della proposta riguarda però il funzionamento dello stesso sconto residenti.
Dal 2018 la sovvenzione sui collegamenti con la Penisola è stata portata dal 50% al 75%, con l’obiettivo di compensare gli svantaggi dell’insularità. Il problema è che lo sconto viene calcolato sul prezzo del biglietto, che può aumentare proprio nei periodi di maggiore richiesta.
Un esempio chiarisce il meccanismo: se un volo costa 200 euro, il residente ne paga 50. Se il prezzo sale a 400 euro, ne paga 100, mentre il contributo dello Stato passa da 150 a 300 euro.
Lo sconto rimane identico, ma aumentano sia il costo per il viaggiatore sia la spesa pubblica.
Non è una questione nuova. Già nel 2020 la Commissione nazionale spagnola per i mercati e la concorrenza (CNMC) aveva evidenziato un aumento medio delle tariffe del 9% sui collegamenti con le Canarie nel periodo esaminato, segnalando che una parte dei benefici della sovvenzione poteva trasferirsi ai prezzi dei biglietti.
Per questo la nuova strategia propone un osservatorio incaricato di monitorare le tariffe prima dell’applicazione dello sconto, verificando eventuali aumenti anomali.
Sono previsti anche possibili controlli sugli algoritmi utilizzati dalle compagnie aeree per modificare i prezzi in base alla domanda e una maggiore trasparenza sul costo effettivo dei biglietti.
IL PRECEDENTE LANZAROTE-MADRID INVITA ALLA PRUDENZA
Tra le ipotesi allo studio figura anche l’introduzione di Obblighi di Servizio Pubblico su alcune rotte tra le Canarie e la Penisola, uno strumento previsto dalla normativa europea che, a determinate condizioni, può consentire anche limitazioni tariffarie.
Non sarebbe una novità assoluta. Nel 2023 era già stata annunciata una sperimentazione sulla rotta Lanzarote-Madrid, con l’obiettivo di introdurre un prezzo massimo.
Nel settembre 2024 il Ministero dei Trasporti confermava che il progetto era ancora allo studio, insieme ad altre due rotte, Minorca-Barcellona e Melilla-Madrid.
A ottobre 2026, tuttavia, non risultano conferme ufficiali dell’entrata in funzione del tetto tariffario sulla rotta Lanzarote-Madrid.
Un precedente che invita a distinguere le intenzioni dalla loro effettiva realizzazione.
DALLE PROPOSTE AI FATTI, IL PASSAGGIO CHE ANCORA MANCA
Le misure contenute nella nuova strategia affrontano problemi reali, ma per il momento rimangono sulla carta. La loro eventuale applicazione richiederà ulteriori valutazioni, il coordinamento con lo Stato e, in alcuni casi, il rispetto di precise condizioni previste dalla normativa europea.
Il problema, del resto, non è stato scoperto oggi. Gli effetti delle sovvenzioni sui prezzi erano già stati analizzati nel 2020, mentre le ipotesi di introdurre tariffe massime vengono discusse da anni.
Adesso si torna a parlare di controlli, osservatori e possibili limiti ai prezzi. Proposte certamente interessanti, ma che rischiano di aggiungersi a un elenco già piuttosto lungo di annunci rimasti senza conseguenze concrete.
Dopo tanti studi e progetti, sarebbe ragionevole conoscere non soltanto che cosa si intende fare, ma soprattutto come e quando.
Il problema dei residenti non è la mancanza di idee per contenere il costo dei voli, ma la distanza tra le soluzioni annunciate e quelle realmente applicate.
Le promesse, fino a oggi, hanno viaggiato molto. I risultati decisamente meno.

