Il prezzo medio raggiunge un nuovo record storico
✍️ Italiano alle Canarie
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Il mercato immobiliare continua a rappresentare una delle grandi criticità sociali della Spagna e delle Canarie. Da anni, l’aumento dei prezzi delle abitazioni pesa sull’accesso alla casa e alimenta una pressione crescente su residenti, famiglie e lavoratori.
Di fronte a una dinamica ormai strutturale, la Spagna continua a mostrare incapacità evidente nel fornire risposte efficaci e soluzioni visibili nel breve o medio termine.
In questo scenario, le Canarie hanno registrato un nuovo massimo storico nel primo trimestre dell’anno. L’arcipelago ha raggiunto un prezzo medio delle abitazioni pari a 2.234 euro al metro quadrato, il valore più elevato mai registrato dalla serie storica ufficiale pubblicata dal ministero competente per le politiche abitative, una statistica che prende come riferimento i dati disponibili a partire dal 1995.
Con questo dato, le Canarie registrano ormai tre trimestri consecutivi con un prezzo medio superiore ai 2.000 euro al metro quadrato, consolidando una tendenza al rialzo che continua a rendere sempre più difficile l’accesso alla casa. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il prezzo delle abitazioni è aumentato del 13,6%.
Massimi storici
L’arcipelago si colloca tra le comunità autonome che hanno superato i propri massimi storici, insieme ad Andalusia, Baleari, Catalogna, Comunità Valenciana, Galizia, Navarra, Paesi Baschi, Madrid e alle città autonome di Ceuta e Melilla.
Nel caso delle Canarie, il nuovo record conferma la crescente pressione del mercato immobiliare in un territorio segnato da una disponibilità limitata di alloggi e da una domanda che resta elevata.
Le Canarie figurano inoltre tra le comunità autonome con prezzi medi superiori ai 2.000 euro al metro quadrato. Davanti all’arcipelago si trovano Madrid, che guida la classifica nazionale con 4.075 euro al metro quadrato, le Baleari con 3.885,6 euro, i Paesi Baschi con 3.036 euro, la Catalogna con 2.749 euro e l’Andalusia con 2.316 euro.
Una situazione a macchia di leopardo
Nel complesso della Spagna, il prezzo delle abitazioni continua a crescere, anche se non tutte le comunità autonome hanno ancora superato i massimi raggiunti durante la bolla immobiliare.
Restano ancora al di sotto dei loro precedenti picchi Aragona, Asturie, Cantabria, Castiglia e León, Castiglia-La Mancia, Murcia, La Rioja ed Estremadura. Quest’ultima è l’unica regione spagnola in cui il prezzo medio del metro quadrato rimane sotto i 1.000 euro.
Il dato dell’Estremadura introduce quasi una nota amara: l’unica regione in cui comprare casa appare ancora relativamente più abbordabile è anche una delle aree economicamente più fragili della Spagna. Una convenienza solo apparente, dunque, perché il prezzo più basso del mattone va letto insieme a un contesto di redditi più deboli, minori opportunità economiche e vulnerabilità sociale più elevata.
Il dato conferma una dinamica che si ripete da anni: i prezzi continuano a salire, mentre il problema dell’accesso alla casa resta senza una risposta realmente efficace.
Alle Canarie, come in molte altre zone della Spagna, la questione abitativa si consolida così come una delle principali emergenze economiche e sociali, senza che all’orizzonte si intravedano interventi capaci di invertire la tendenza nel breve periodo.

