Nato alla fine dell’Ottocento, demolito e ricostruito nel Novecento, lo storico albergo di Ciudad Jardín ha ospitato artisti, capi di Stato e protagonisti della mondanità internazionale.
✍️ Italiano alle Canarie
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Nel cuore verde di Las Palmas de Gran Canaria, accanto al Parque Doramas e a pochi minuti dal centro della città, sorge uno degli edifici più rappresentativi della storia turistica dell’arcipelago.
L’Hotel Santa Catalina non è soltanto un albergo di lusso. È un luogo nel quale si intrecciano oltre 130 anni di storia, architettura, cultura e mondanità internazionale.
La sua facciata elegante, i saloni decorati e i lunghi corridoi raccontano una Las Palmas diversa da quella di oggi: una città portuale in piena espansione, aperta ai traffici internazionali e fortemente influenzata dalla presenza britannica.
DALLE ORIGINI BRITANNICHE ALLA PRIMA STAGIONE D’ORO
Le origini del Santa Catalina risalgono alla fine dell’Ottocento, quando alcune importanti famiglie britanniche presenti a Gran Canaria decisero di realizzare un grande albergo destinato ad accogliere imprenditori, viaggiatori e personalità provenienti dall’Europa.
Il progetto venne affidato all’architetto scozzese James MacLaren, mentre la costruzione fu seguita dall’ingegnere Norman Wright.
L’hotel venne inaugurato il 6 febbraio 1890, in un periodo nel quale il porto di Las Palmas stava diventando uno scalo fondamentale lungo le rotte marittime tra Europa, Africa e America.
Il Santa Catalina rappresentava già allora qualcosa di più di una struttura ricettiva. Era il simbolo delle ambizioni di una città che voleva affermarsi come destinazione internazionale e attirare un turismo facoltoso, elegante e cosmopolita.
LA CHIUSURA, IL DECLINO E LA RICOSTRUZIONE
La Prima guerra mondiale segnò la fine della prima grande stagione dell’albergo.
La struttura chiuse e attraversò un lungo periodo di difficoltà e abbandono. Nel corso degli anni venne utilizzata anche per funzioni diverse da quelle originarie, mentre il deterioramento dell’edificio diventava sempre più evidente.
Nel 1923 il complesso venne acquistato dal Comune di Las Palmas de Gran Canaria. Le condizioni della costruzione originaria erano però talmente compromesse da rendere necessaria la demolizione.
L’hotel venne successivamente ricostruito secondo il progetto dell’architetto canario Miguel Martín-Fernández de la Torre, una delle figure più importanti dell’architettura dell’arcipelago nel Novecento.
Il nuovo edificio reinterpretò lo spirito dell’antico albergo coloniale attraverso elementi neocanari, legno lavorato, pietra locale, balconi, cortili e decorazioni ispirate alla tradizione dell’isola.
La struttura che vediamo oggi non coincide quindi interamente con quella inaugurata nel 1890, ma ne conserva la continuità storica, il nome e il ruolo simbolico nella vita della città.
UN PALCOSCENICO PER CELEBRITÀ E PERSONAGGI STORICI
Nel corso del Novecento, il Santa Catalina diventò uno dei principali luoghi d’incontro dell’alta società canaria e internazionale.
Nei suoi saloni passarono attori, cantanti, politici, scienziati, reali e protagonisti della cultura mondiale.
Tra gli ospiti più celebri viene ricordato Gregory Peck, che soggiornò nell’albergo durante la lavorazione di Moby Dick, il film diretto da John Huston e girato in parte a Gran Canaria negli anni Cinquanta.
Alla storia del Santa Catalina sono legati anche nomi come Ava Gardner, Maria Callas, Frank Sinatra, Rita Hayworth e Neil Armstrong, insieme a esponenti della politica internazionale e delle famiglie reali europee.
Non mancano anche nomi dello spettacolo italiano, come Sophia Loren, Marcello Mastroianni e Ornella Muti.
Anche Agatha Christie è associata alla memoria dell’hotel, sebbene con una precisazione importante. La scrittrice soggiornava al vicino Hotel Metropole, ma frequentava il Santa Catalina per prendere il tè, incontrare persone e dedicarsi alla scrittura.
Negli anni più recenti l’albergo ha continuato ad accogliere delegazioni ufficiali, personalità internazionali, attori, musicisti e importanti squadre sportive in visita a Las Palmas.
Il Santa Catalina non è stato quindi soltanto uno spettatore della storia della città. In molte occasioni ne è diventato uno dei principali palcoscenici.
LA RINASCITA COME HOTEL DI LUSSO CONTEMPORANEO
Dopo una profonda ristrutturazione, l’hotel ha riaperto nel novembre 2019 sotto la gestione del gruppo Barceló e con il marchio Santa Catalina, a Royal Hideaway Hotel.
L’intervento ha recuperato gli spazi storici, le opere d’arte, le decorazioni e gli elementi architettonici più rappresentativi, affiancandoli a servizi contemporanei, piscine, spa, terrazze panoramiche e un’offerta gastronomica di alto livello.
Tra i ristoranti dell’hotel spicca Poemas by Hermanos Padrón, punto di riferimento della cucina d’autore a Las Palmas.
Il Santa Catalina di oggi conserva dunque il fascino di un grande albergo storico, ma lo combina con il lusso e i servizi richiesti dal turismo internazionale contemporaneo.
UN SIMBOLO CHE APPARTIENE ALLA CITTÀ
La sua posizione accanto al Parque Doramas contribuisce a rendere l’hotel un luogo particolare.
Ficus, palme, fontane e giardini circondano l’edificio, creando un’oasi separata dal traffico e dal ritmo quotidiano della città.
Camminare nei corridoi del Santa Catalina significa attraversare oltre un secolo di trasformazioni: dalla presenza britannica di fine Ottocento alle grandi stagioni mondane del Novecento, dalla crisi alla ricostruzione, fino alla rinascita come albergo internazionale.
Il lusso è certamente una parte importante della sua identità, ma non è l’unica.
Il valore più profondo del Santa Catalina risiede nella sua capacità di rappresentare la memoria, le ambizioni e l’evoluzione di Las Palmas de Gran Canaria.
Gli alberghi normalmente ospitano i viaggiatori.
Il Santa Catalina, da oltre un secolo, ospita anche la storia di Las Palmas: quella delle sue trasformazioni, delle sue stagioni di splendore e di crisi, e dei grandi personaggi del cinema, della cultura, della politica e della mondanità internazionale che sono passati dalle sue stanze e dai suoi saloni.


