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LE CANARIE TOCCANO IL FONDO SUL FRONTE DEI SALARI: SONO I PIÙ BASSI DI SPAGNA

L’Arcipelago registra il costo salariale lordo medio più basso tra tutte le comunità autonome: 2.016 euro al mese per lavoratore, quasi 500 euro sotto la media nazionale

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✍️ Italiano alle Canarie

Un ritratto impietoso dei redditi da lavoro nelle Canarie.

Già nel primo trimestre dell’anno il dato relativo al costo salariale lordo delle Canarie era risultato particolarmente negativo nel confronto tra le comunità autonome spagnole elaborato dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) attraverso la Encuesta Trimestral de Coste Laboral, l’Indagine trimestrale sul costo del lavoro.

Allora le Canarie occupavano il penultimo posto, il sedicesimo, davanti soltanto all’Estremadura. Con i dati più recenti, relativi al secondo trimestre del 2026 e pubblicati questo giovedì, l’Arcipelago ha perso anche quell’ultima posizione di vantaggio ed è tornato in fondo alla classifica delle 17 comunità autonome spagnole.

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Le Canarie risultano quindi nuovamente la regione con il costo salariale lordo medio più basso del Paese.

2.016 EURO, MA LORDI

Occorre chiarire subito un punto fondamentale: i 2.016 euro sono lordi, non netti. Il costo salariale comprende infatti le retribuzioni lorde corrisposte ai lavoratori, prima delle ritenute fiscali e contributive a loro carico. Il costo complessivo del lavoro è ancora diverso, perché aggiunge anche i contributi previdenziali a carico dell’impresa e gli altri costi sostenuti dal datore di lavoro.

L’ECONOMIA CRESCE, I SALARI RESTANO IN FONDO

Il dato assume particolare rilevanza in una fase nella quale il turismo continua a crescere nelle isole. Una tendenza che prosegue da oltre tre anni, dalla metà del 2023, accompagnata da un aumento dei ricavi delle imprese, pur con una certa moderazione nel 2026 rispetto al record storico del 2025, quando le Canarie hanno raggiunto 18,4 milioni di turisti complessivi.

Il settore dei servizi, caratterizzato mediamente da salari lordi inferiori rispetto all’industria e alle costruzioni, rappresenta inoltre il principale motore dell’economia delle Canarie e genera circa il 37% del Prodotto interno lordo regionale.

Nello stesso periodo l’Arcipelago si è collocato ai vertici nazionali per crescita economica in termini di PIL. Il nuovo dato salariale arriva inoltre in una fase nella quale il costo della vita continua ad aumentare. Ad agosto 2026 l’inflazione annuale nelle Canarie ha raggiunto il 3,8%.

QUASI 500 EURO SOTTO LA MEDIA SPAGNOLA

Nel secondo trimestre del 2026 il costo salariale lordo medio nelle Canarie si è attestato a 2.016 euro mensili per lavoratore, lordi, calcolato su dodici mensilità. Il valore lordo è quasi 500 euro inferiore alla media nazionale, anch’essa lorda, pari a 2.513 euro al mese.

Secondo i dati dell’INE, il costo salariale lordo medio mensile nelle Canarie è cresciuto comunque del 4,1% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Nonostante l’incremento, il valore lordo di 2.016 euro resta leggermente inferiore a quello dell’Estremadura, pari a 2.022 euro lordi mensili, regione che tradizionalmente accompagna le Canarie nelle ultime posizioni della graduatoria.

Il divario con il resto della Spagna rimane significativo. Rispetto alla media nazionale lorda di 2.513 euro, la distanza sfiora i 500 euro al mese. Il costo salariale lordo delle Canarie è inoltre più di 400 euro inferiore a quello delle Isole Baleari, pari a 2.428 euro lordi.

All’estremo opposto della classifica si trova ancora una volta la Comunità di Madrid, con un costo salariale lordo medio di 3.060 euro al mese: oltre 1.000 euro lordi in più rispetto alle Canarie.

ANCHE IL COSTO ORARIO È IL PIÙ BASSO

Gli altri indicatori pubblicati dall’INE confermano la posizione debole dell’Arcipelago dal punto di vista retributivo. Oltre all’ultimo posto per costo salariale lordo mensile nel periodo aprile-giugno 2026, le Canarie registrano infatti anche il costo salariale lordo più basso per ora effettivamente lavorata, pari a 15,46 euro.

Il costo complessivo del lavoro per ora lavorata è anch’esso il più basso della Spagna, con 21,37 euro.

LA CLASSIFICA CHE NON CAMBIA MAI

I numeri raccontano soprattutto una realtà che tende a ripetersi trimestre dopo trimestre. Nelle ultime posizioni delle classifiche sul costo del lavoro e sulle retribuzioni tornano con grande frequenza gli stessi nomi: Canarie, Estremadura e Andalusia. Le posizioni possono cambiare, una regione può scavalcarne un’altra di qualche decina di euro, ma la fascia bassa resta sostanzialmente quella.

Nel primo trimestre del 2026, ad esempio, erano proprio Estremadura, Canarie e Andalusia a occupare gli ultimi tre posti per costo del lavoro complessivo.

Per le Canarie il problema appare quindi sempre meno congiunturale e sempre più strutturale: un’economia che cresce, un turismo che continua a macinare record, ma una struttura salariale che resta ancorata alle ultime posizioni della Spagna.

 

 

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