Las Palmas ha ospitato oltre 2.000 professionisti del settore. Le isole rafforzano il loro ruolo tra Mediterraneo e Atlantico, mentre il dibattito si sposta dalla quantità dei passeggeri alla qualità e alla sostenibilità del turismo crocieristico.
✍️ Italiano alle Canarie
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Las Palmas de Gran Canaria è stata per due giorni uno dei principali punti di incontro mondiali dell’industria delle crociere.
Il 16 e 17 settembre il nuovo terminal crocieristico di Santa Catalina ha ospitato la trentesima edizione di Seatrade Cruise Med, uno dei più importanti appuntamenti europei dedicati al settore.
Secondo i dati dell’organizzazione, alla manifestazione hanno partecipato oltre 2.000 professionisti, più di 180 espositori internazionali e oltre 220 rappresentanti delle compagnie di crociera, provenienti complessivamente da decine di Paesi.
Per due giorni Las Palmas è diventata quindi un grande tavolo commerciale nel quale compagnie di navigazione, porti, operatori turistici e fornitori hanno discusso itinerari, nuovi scali, infrastrutture e strategie per i prossimi anni.
UN SETTORE CHE NELLE CANARIE CONTINUA A CRESCERE
La scelta di Gran Canaria non è casuale.
Nel 2025 i porti canari hanno registrato complessivamente 3.725.995 passeggeri di crociera, contro i 3.196.958 dell’anno precedente.
Santa Cruz de Tenerife ha superato 1,15 milioni di crocieristi, mentre Las Palmas ne ha registrati 988.405. Seguono Arrecife con 663.396, Puerto del Rosario con 430.693 e Santa Cruz de La Palma con 363.428.
Numeri che spiegano perché l’Arcipelago sia diventato sempre più importante nelle rotte tra Mediterraneo, Atlantico, Africa ed Europa.
Il nuovo terminal di Las Palmas rappresenta inoltre uno degli investimenti più significativi del settore. La struttura misura circa 14.000 metri quadrati e può accogliere contemporaneamente fino a quattro navi da crociera.
NON SOLO PIÙ CROCIERISTI
Durante l’incontro si è parlato anche delle questioni che accompagneranno il settore nei prossimi anni: elettrificazione delle banchine, riduzione delle emissioni, nuove infrastrutture, intelligenza artificiale applicata alla gestione portuale e distribuzione dei flussi turistici.
Il tema più interessante riguarda però probabilmente il modello stesso di sviluppo delle crociere.
Nel dibattito tra i principali porti mediterranei è emersa infatti una tendenza sempre più evidente: contare semplicemente quanti passeggeri arrivano non basta più.
L’attenzione si sta spostando sul valore economico che rimane realmente nelle destinazioni, sulla capacità delle infrastrutture di reggere la crescita e sull’impatto che migliaia di visitatori concentrati in poche ore possono avere sulle città portuali.
Una discussione particolarmente importante per le Canarie, dove turismo, infrastrutture portuali e pressione sui territori sono ormai strettamente collegati.
La manifestazione si è conclusa anche con i Seatrade Cruise Awards 2026, dedicati alle migliori iniziative internazionali del settore.
Il risultato più significativo, al di là della fiera, resta però il posizionamento conquistato dall’Arcipelago: per due giorni le Canarie non sono state soltanto una destinazione per le navi da crociera, ma il luogo nel quale una parte importante dell’industria mondiale ha discusso dove e come navigherà nei prossimi anni.

