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CANARIE, 166 MILIONI PER ALLEGGERIRE GLI OSPEDALI PUBBLICI: LE URGENZE RESTANO SOTTO PRESSIONE

Il Governo regionale autorizza una nuova spesa pluriennale per affidare a strutture sanitarie esterne una parte dei ricoveri. Una misura che punta a liberare posti letto negli ospedali di Gran Canaria e Tenerife.

✍️ Italiano alle Canarie

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UN INVESTIMENTO DA 166,6 MILIONI PER LIBERARE POSTI LETTO

Il Governo delle Canarie ha autorizzato una spesa di 166,6 milioni di euro per finanziare servizi di ricovero di media degenza destinati ai pazienti del sistema sanitario pubblico di Gran Canaria e Tenerife. Il provvedimento, approvato il 26 ottobre 2026, prevede un accordo quadro della durata di quattro anni, articolato in tre lotti, per consentire al Servicio Canario de la Salud (SCS) di utilizzare posti letto aggiuntivi presso strutture convenzionate.

L’obiettivo è trasferire pazienti che, pur non necessitando più di cure ospedaliere ad alta intensità, devono proseguire il ricovero e l’assistenza sanitaria. Una soluzione pensata per rendere disponibili posti letto nei grandi ospedali pubblici e migliorare la gestione dei ricoveri.

GRAN CANARIA, PRONTO SOCCORSO RIPETUTAMENTE SOTTO PRESSIONE

La decisione arriva in un contesto sanitario segnato da ripetuti episodi di sovraffollamento, particolarmente evidenti nei principali ospedali delle due isole maggiori.

A Gran Canaria, il Doctor Negrín e l’Hospital Insular sono stati più volte al centro delle denunce del sindacato infermieristico SATSE, che già nel febbraio scorso descriveva la saturazione delle urgenze come un problema strutturale, legato alla disponibilità insufficiente di posti letto e alle difficoltà organizzative.

Al Doctor Negrín, durante alcune giornate dell’inverno scorso, gli accessi alle urgenze hanno superato i 300 pazienti quotidiani, con malati costretti a prolungare la permanenza nelle aree di emergenza in attesa di un ricovero.

TENERIFE, CRITICITÀ ANCHE ALL’HOSPITAL UNIVERSITARIO DE CANARIAS

La situazione presenta analoghe difficoltà a Tenerife, dove l’Hospital Universitario de Canarias, nella zona di La Laguna, è stato ripetutamente interessato da episodi di sovraffollamento, con pazienti sistemati nei corridoi e attese prolungate.

Le criticità sono state documentate anche nel corso del 2026, mentre i vertici ospedalieri hanno sostenuto che i tempi di assistenza rientrassero, nelle giornate considerate, nella normale variabilità del servizio.

Il problema non riguarda soltanto il numero delle persone che arrivano al pronto soccorso. Quando un paziente necessita di ricovero ma non trova un posto letto disponibile, continua a occupare spazi e risorse delle urgenze, rallentando il funzionamento dell’intero servizio.

UNA RISPOSTA NECESSARIA, MA IL PROBLEMA RESTA STRUTTURALE

Lo stesso Servicio Canario de la Salud ha recentemente aggiornato i piani di emergenza dei quattro principali ospedali universitari di Gran Canaria e Tenerife, prevedendo rinforzi di personale, ampliamento delle aree di osservazione e maggiore ricorso all’ospedalizzazione domiciliare in vista dell’aumento stagionale della domanda.

I 166,6 milioni rappresentano dunque una risposta concreta a una necessità assistenziale, ma non costituiscono, da soli, una soluzione definitiva ai problemi della sanità pubblica canaria.

Il ricorso alle strutture convenzionate può contribuire a liberare posti letto e ridurre la pressione sugli ospedali. Resta però aperta la questione della capacità del sistema pubblico di affrontare una domanda sanitaria crescente, sostenuta anche dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche.

Il nuovo finanziamento conferma che il sistema ha bisogno di risorse di ricovero aggiuntive rispetto a quelle attualmente disponibili negli ospedali pubblici.

La vera misura dell’efficacia del provvedimento non sarà quindi l’importo stanziato, ma la sua capacità di ridurre concretamente le attese, liberare posti letto e impedire che i corridoi dei pronto soccorso continuino a trasformarsi in reparti di degenza improvvisati.

 

 

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