I migliori 5 articoli
di questa settimana

Articoli correlati

Canarie: scontro sulla detrazione IRPF ai proprietari: un regalo da 40 milioni di euro

Il Sindicato de Inquilinas considera la misura un trasferimento di risorse pubbliche a favore dei proprietari immobiliari.

✍️ Italiano alle Canarie

L’annuncio del presidente del Governo, Pedro Sánchez, sull’intenzione di concedere una detrazione fino al 100% dell’IRPF ai proprietari che riducono o quantomeno non aumentano il canone di locazione al rinnovo dei contratti non è stato accolto positivamente. La proposta ha infatti generato frizioni sia all’interno dell’Esecutivo sia tra i suoi alleati parlamentari.

La misura non convince nemmeno gli inquilini. Víctor Martín, portavoce del Sindicato de Inquilinas de Tenerife, ritiene che l’iniziativa non produrrà effetti reali sul mercato degli affitti e la definisce «un puro esercizio di facciata». Secondo questa lettura, il sostegno del Governo alla contenzione dei prezzi degli affitti non inciderebbe sulla domanda, ma esclusivamente sull’offerta.

Una sovvenzione da 40 milioni

Secondo il sindacato, la misura comporterebbe un trasferimento diretto di risorse pubbliche ai proprietari. Viene richiamata l’ipotesi di una sovvenzione finanziata con risorse pubbliche, anche nelle Canarie, dove il problema abitativo viene descritto come particolarmente grave.

Una posizione critica è stata espressa anche dalla vicepresidente seconda del Governo centrale, Yolanda Díaz, che ha definito un grave errore l’ipotesi di destinare risorse pubbliche ai proprietari immobiliari.

In base alle stime del sindacato, qualora i proprietari aderissero alla misura, la detrazione potrebbe tradursi in una sovvenzione ai locatori pari a circa 250 milioni di euro a livello statale e intorno ai 40 milioni di euro nelle Canarie.

Incentivo fiscale e dinamica dei canoni

Vengono espressi forti dubbi sulla possibilità che i proprietari rinuncino a un potenziale aumento dei canoni in cambio di un beneficio fiscale. L’IRPF si colloca infatti intorno al 4%, mentre gli affitti, nel corso dell’ultimo anno, sono cresciuti di circa il 10%. Alla luce di questo divario, viene ritenuto più probabile che i proprietari continuino ad adeguarsi all’andamento del mercato piuttosto che aderire a misure di questo tipo.

Viene inoltre evidenziato che il problema non riguarda soltanto il rallentamento degli aumenti, ma il livello attuale dei prezzi. Il nodo centrale non sarebbe la stabilizzazione dei canoni, bensì la loro insostenibilità ai livelli attuali, in un contesto definito come una crisi abitativa senza precedenti a livello nazionale.

Va infine segnalato che, secondo alcune valutazioni critiche, l’alleggerimento del carico fiscale sui proprietari potrebbe essere percepito come uno squilibrio nel sistema tributario complessivo, in un contesto in cui la pressione fiscale su lavoratori e piccole e medie imprese resta elevata. Si tratta di una lettura che rientra nel dibattito politico ed economico in corso e che viene richiamata come elemento di criticità della misura.

Abitazioni sfitte e controlli insufficienti

Viene inoltre segnalato che non vi sarebbe alcun reale contenimento dei prezzi finché non verrà applicato quanto previsto, almeno in parte, dalla legge sulla casa — che nessuna comunità autonoma ha ancora attuato — e finché lo Stato non metterà in campo una politica strutturata di creazione di edilizia pubblica, non solo attraverso nuove costruzioni, ma anche mediante l’utilizzo delle abitazioni già esistenti e attualmente vuote.

In questo quadro, viene espresso scetticismo anche rispetto alle misure annunciate sui contratti di locazione temporanea e sull’affitto di stanze. Si rileva infatti che né lo Stato né le comunità autonome dispongono della capacità necessaria per verificare tutti i contratti stipulati, una situazione che potrebbe finire per favorire i proprietari, consentendo aumenti annuali dei canoni in linea con l’andamento del mercato.

 

 

Articoli popolari