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Vent’anni di attesa per una nuova grande residenza sociosanitaria a Gran Canaria

Il centro Benedicta Ojeda, a Tamaraceite, offre 156 posti tra residenziale e assistenza diurna. È la prima struttura pubblica di grande capacità ad aprire sull’isola dal 2006.

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✍️ Italiano alle Canarie

A oltre quattro anni dall’avvio dei lavori, il Centro Sociosanitario Benedicta Ojeda di Tamaraceite ha aperto ufficialmente le sue porte.

L’inaugurazione si è svolta con una cerimonia istituzionale, ma senza la presenza effettiva di utenti nelle nuove strutture dell’Istituto di Assistenza Sociale e Sociosanitaria del Cabildo.

Gli ingressi avverranno in modo progressivo nel corso delle prossime settimane.

Al di là del taglio del nastro, il dato che emerge con maggiore evidenza è quello temporale: si tratta della prima struttura sociosanitaria pubblica di grande capacità ad aprire a Gran Canaria dalla messa in funzione della residenza El Pino, avvenuta nel 2006.

Un intervallo di circa vent’anni durante il quale l’offerta pubblica è cresciuta solo attraverso ampliamenti di centri già esistenti o l’attivazione di strutture di dimensioni ridotte.

Vent’anni senza nuove grandi strutture.

L’apertura del centro Benedicta Ojeda consente di colmare almeno in parte un vuoto accumulato nel tempo. In due decenni, la rete sociosanitaria pubblica dell’isola non ha visto la realizzazione di nuove residenze di grande scala, nonostante l’invecchiamento progressivo della popolazione e l’aumento delle situazioni di dipendenza.

In questo contesto, la nuova struttura rappresenta più un recupero di ritardi strutturali che un punto di arrivo. I quattro anni necessari per completare i lavori si inseriscono in una tempistica più ampia che evidenzia le difficoltà  nella programmazione e nell’esecuzione delle infrastrutture sociosanitarie.

I numeri del centro.

Il Centro Sociosanitario Benedicta Ojeda dispone complessivamente di 156 posti: 105 residenziali per persone anziane con medio ed elevato livello di dipendenza, 30 destinati a persone con disturbo mentale grave e 21 posti diurni, anch’essi rivolti a persone anziane.

I posti residenziali per anziani sono organizzati in unità conviviali da 15 utenti, concepite come piccoli nuclei abitativi dotati di servizi comuni propri, secondo un modello che punta a superare l’impostazione tradizionale delle grandi residenze.

Con l’entrata in funzione di queste nuove disponibilità, Gran Canaria si avvicina alla soglia delle 2.000 unità pubbliche di assistenza sociosanitaria. Un numero destinato ad aumentare ulteriormente con l’apertura di altre strutture già programmate, tra cui l’ampliamento della residenza di Taliarte, nel comune di Telde.

Una risposta parziale a un fabbisogno crescente.

Il centro è stato realizzato su un terreno ceduto dal Comune di Las Palmas de Gran Canaria, con un investimento complessivo di 21,3 milioni di euro. La struttura è composta da tre edifici di sei piani ciascuno, per un totale di 45 posti per edificio.

Con quasi 10.000 metri quadrati tra terrazze, giardini e spazi interni, il complesso è stato progettato per offrire un ambiente il più possibile assimilabile a quello domestico. L’occupazione avverrà in modo progressivo, per unità abitative, fino al raggiungimento della piena capacità.

L’apertura del centro Benedicta Ojeda rappresenta un passo avanti nell’ampliamento dell’offerta pubblica sociosanitaria, ma lascia aperta una questione di fondo: se vent’anni sono stati necessari per realizzare una nuova grande struttura, la sfida non è solo inaugurare nuovi centri, ma garantire una pianificazione più tempestiva e coerente con i bisogni reali della popolazione.

 

 

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