Un’indagine del Ministero della Sanità e dell’Istituto di Salute Carlos III colloca le Canarie tra le comunità con maggiore rischio di abbandono della professione. Per SATSE (Sindicato de Enfermería), i dati sono “molto preoccupanti”.
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La denuncia di SATSE
Il sindacato infermieristico SATSE nelle Canarie ritiene che lo studio confermi una realtà denunciata da anni: le condizioni lavorative nel Servizio Sanitario Canario (SCS) stanno spingendo infermiere e infermieri ad abbandonare la sanità nelle isole.
Secondo SATSE, il fatto che le Canarie compaiano tra le comunità autonome con maggiore rischio di abbandono della professione — oltre il doppio rispetto alla Navarra, usata dallo studio come riferimento comparativo — “è la conseguenza diretta di anni di precarietà strutturale, abuso della temporalità, carenza cronica di organico e mancanza di pianificazione sanitaria”.
Il dato ufficiale fotografa il rischio di abbandono e la mancanza di tempo nell’assistenza; SATSE collega invece questa situazione alle condizioni strutturali del Servizio Sanitario Canario, dalla temporalità alla carenza di organico.
Il rischio di abbandono della professione
La prospettiva che quasi il 40% degli infermieri stia pensando di lasciare la professione nel prossimo decennio, e che un 17% preveda di farlo entro meno di due anni, rappresenta per il sindacato una minaccia reale alla sostenibilità del sistema sanitario canario.
In una comunità già segnata dal sovraccarico assistenziale, dalle liste d’attesa e dalle difficoltà di copertura nelle isole minori dell’arcipelago, questa situazione potrebbe tradursi in un ulteriore deterioramento dell’assistenza sanitaria.
Temporalità e carenza di organico
La temporalità continua a essere uno dei grandi problemi del Servizio Sanitario Canario. Migliaia di professionisti concatenano contratti temporanei per anni, senza garanzie di stabilità né reali possibilità di conciliazione familiare o crescita professionale.
Questa situazione genera esaurimento, fuga di talenti e perdita di professionisti verso altre comunità autonome o persino verso l’estero.
Quando manca il tempo per curare
Particolarmente preoccupante, secondo SATSE, è il dato secondo cui il 60% degli infermieri ammette di non riuscire a garantire tutte le cure ai pazienti per mancanza di tempo. Dal punto di vista sindacale, questo dimostra che gli attuali rapporti infermiere-pazienti sono insufficienti e che gli organici non rispondono alle reali necessità della popolazione.
Specializzazioni infermieristiche poco valorizzate
Lo studio segnala anche un altro elemento critico: tra gli infermieri che hanno conseguito una specializzazione, solo una parte lavora effettivamente come specialista. Secondo l’ISCIII, la quota si ferma al 34,5%, anche se il dato varia in base alla specialità.
Per SATSE, questo significa che una parte delle competenze formate dal sistema sanitario non viene pienamente utilizzata, con effetti negativi sia sullo sviluppo professionale del personale sia sull’organizzazione dei servizi.
La richiesta del nuovo Statuto quadro
SATSE lega la risposta a questa crisi all’approvazione del nuovo Statuto quadro del personale sanitario.
Il nuovo testo di legge sullo Statuto quadro non è stato ancora inviato al Congresso dei Deputati, dopo il passaggio preliminare previsto dal Consiglio dei Ministri.
Un impatto strutturale sul sistema sanitario
Il dato supera quindi il piano strettamente sindacale: se una parte rilevante del personale infermieristico pensa di lasciare la professione, la questione riguarda direttamente la tenuta della sanità pubblica canaria.


