La sospensione delle “peonadas” riporta al centro il dibattito sulle liste d’attesa e sulla sostenibilità del sistema sanitario pubblico. Una questione che riguarda le Canarie e la Spagna in generale.
✍️ Italiano alle Canarie
Da oggi molti medici degli ospedali pubblici delle Canarie smetteranno di svolgere volontariamente le ore straordinarie utilizzate per ridurre le liste d’attesa.
Parliamo delle cosiddette peonadas: visite specialistiche, interventi chirurgici ed esami diagnostici effettuati nel pomeriggio o durante i fine settimana, oltre il normale orario di lavoro.
La decisione arriva dopo mesi di tensioni tra professionisti sanitari e amministrazione regionale e rischia di avere conseguenze immediate sulla capacità del sistema di assorbire parte dell’arretrato accumulato.
Quando una misura straordinaria diventa ordinaria
Il punto centrale della vicenda non riguarda soltanto la protesta dei medici.
La questione più interessante riguarda il fatto che una parte significativa della riduzione delle liste d’attesa dipendeva dalla disponibilità dei professionisti a lavorare oltre il proprio orario ordinario.
Una soluzione nata come strumento straordinario per affrontare situazioni eccezionali si è progressivamente trasformata in una componente stabile del funzionamento del sistema.
Le ore extra possono certamente contribuire a smaltire una parte delle liste d’attesa. Non aumentano però in modo permanente il numero di professionisti disponibili, non correggono eventuali problemi organizzativi e non risolvono le criticità strutturali che generano il sovraccarico dei servizi.
La domanda che emerge è quindi semplice: se la sospensione delle ore straordinarie rischia di rallentare sensibilmente l’attività sanitaria, quanto è solida la struttura ordinaria del sistema?
Un problema che supera i confini dell’arcipelago
Limitare la questione alle Canarie sarebbe però riduttivo.
Negli ultimi anni il dibattito sulle liste d’attesa, sulla carenza di personale sanitario e sul ricorso crescente alle ore extra è emerso con forza in numerose comunità autonome spagnole.
La stampa nazionale e regionale racconta con frequenza crescente difficoltà di reclutamento, sovraccarico dei servizi, pensionamenti, problemi di copertura di alcune specialità mediche e tensioni tra amministrazioni e professionisti.
Le Canarie rappresentano quindi uno dei volti di una discussione più ampia che attraversa l’intero sistema sanitario spagnolo.
La pandemia ha reso più visibili problemi già esistenti
La pandemia di COVID-19 non ha creato molte delle criticità che oggi emergono nei sistemi sanitari occidentali, ma ha contribuito a renderle più evidenti.
L’invecchiamento della popolazione, l’aumento della domanda assistenziale, la difficoltà nel reperire personale qualificato e la crescita delle liste d’attesa rappresentano sfide che interessano, con intensità diverse, numerosi Paesi europei.
Ogni sistema sanitario presenta caratteristiche proprie e non esiste una situazione identica ovunque. Una tendenza comune appare evidente: garantire gli stessi livelli di assistenza con risorse umane sempre più sotto pressione sta diventando una sfida crescente.
La percezione italiana della sanità spagnola
Molti italiani che vivono in Spagna o che stanno valutando un trasferimento nell’arcipelago guardano alla sanità spagnola come a un modello più efficiente di quello italiano.
La realtà che emerge leggendo quotidianamente la stampa spagnola appare però più articolata.
Liste d’attesa, carenze di personale, proteste del settore sanitario e difficoltà organizzative occupano con regolarità le cronache nazionali e regionali.
Questo non significa che la sanità spagnola funzioni male o che sia inferiore a quella italiana, ma vuol dire che anche il sistema sanitario spagnolo convive con problemi importanti che spesso, osservati dall’estero, risultano meno visibili.
La qualità professionale dei medici e del personale sanitario non è in discussione. La questione riguarda la capacità organizzativa di un sistema chiamato a rispondere a una domanda crescente in un contesto sempre più complesso.
Oltre le esperienze personali
Molte persone raccontano esperienze positive con la sanità pubblica spagnola e canaria. Altre riportano invece attese lunghe o difficoltà nell’accesso ad alcuni servizi.
Entrambe le testimonianze possono essere vere.
Un’esperienza individuale, positiva o negativa che sia, non basta però a descrivere il funzionamento complessivo di un sistema sanitario che serve milioni di persone.
La sospensione delle ore straordinarie dei medici canari riporta semplicemente alla ribalta una domanda più ampia che riguarda non soltanto le Canarie, ma gran parte dell’Europa: quanto possono reggere i sistemi sanitari pubblici quando una parte crescente del loro equilibrio dipende dall’impegno aggiuntivo di professionisti già sottoposti a forti pressioni?

