L’INE quantifica in 2.715 euro il costo di un lavoratore, non il suo stipendio medio. In questo contesto, l’arcipelago rimane tra le regioni con il costo del lavoro più basso della Spagna.
✍️ Italiano alle Canarie
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Le Canarie hanno registrato nel primo trimestre del 2026 un aumento del costo del lavoro del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (INE), il costo medio sostenuto dalle imprese ha raggiunto i 2.715,95 euro per lavoratore al mese.
A prima vista potrebbe sembrare una cifra elevata. In realtà il dato richiede una precisazione importante, perché non rappresenta lo stipendio che il lavoratore riceve in busta paga.
Proprio questo equivoco è uno dei più frequenti quando vengono pubblicate statistiche sul mercato del lavoro.
Il primo aspetto da chiarire: non si tratta dello stipendio
Il costo del lavoro indica quanto un’impresa spende complessivamente per ogni dipendente.
All’interno di questa cifra rientrano infatti non solo la retribuzione lorda, ma anche i contributi previdenziali versati dall’azienda, le indennità, gli eventuali premi e altri oneri legati al rapporto di lavoro.
In altre parole, i 2.715,95 euro mensili rilevati dall’INE non finiscono nelle tasche del lavoratore.
Il dato più vicino alla retribuzione è il cosiddetto costo salariale, che nelle Canarie si è attestato a 1.952,54 euro lordi mensili, con una crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anche questa cifra, tuttavia, non coincide con il netto effettivamente percepito dal dipendente, poiché da essa devono essere sottratti contributi e imposte.
Un aumento che non cambia la posizione delle Canarie
L’incremento del 4,5% colloca l’arcipelago all’ottavo posto tra le comunità autonome spagnole per crescita del costo del lavoro.
Regioni come Cantabria, Paesi Baschi e Catalogna hanno registrato aumenti ancora più consistenti, mentre Andalusia, Baleari e Asturie hanno mostrato incrementi più contenuti.
Nonostante la crescita, la posizione delle Canarie nel quadro nazionale resta sostanzialmente invariata.
Con 2.715,95 euro per lavoratore al mese, l’arcipelago continua infatti ad avere il secondo costo del lavoro più basso dell’intera Spagna, davanti soltanto all’Estremadura.
Il confronto con la media nazionale aiuta a comprendere meglio la situazione.
Nel complesso della Spagna il costo medio del lavoro ha raggiunto nel trimestre i 3.278,01 euro per lavoratore al mese, oltre 560 euro in più rispetto al dato registrato nelle Canarie.
Un indicatore che racconta anche la struttura economica dell’arcipelago
Il dato non deve essere interpretato automaticamente come positivo o negativo.
Si tratta piuttosto di un indicatore che aiuta a comprendere le caratteristiche del mercato del lavoro locale.
L’economia delle Canarie si basa in larga misura sul turismo, sul commercio, sulla ristorazione, sui servizi e sulle attività legate all’accoglienza.
Si tratta di settori fondamentali per l’occupazione e per la ricchezza dell’arcipelago, ma che storicamente presentano livelli retributivi medi inferiori rispetto ad attività ad alto valore aggiunto come la finanza, la tecnologia avanzata, l’industria specializzata o alcuni comparti professionali presenti in altre regioni spagnole.
Questo contribuisce a spiegare perché il costo del lavoro nelle Canarie continui a collocarsi nelle posizioni più basse della classifica nazionale nonostante gli aumenti registrati negli ultimi anni.
Cosa ci dice davvero questo dato
L’indagine dell’INE mostra che le imprese stanno sostenendo costi maggiori rispetto a un anno fa e che anche la componente salariale è aumentata.
Allo stesso tempo, il dato conferma che il mercato del lavoro canario continua a caratterizzarsi per livelli di spesa per lavoratore inferiori rispetto alla maggior parte delle altre comunità autonome.
Per questo motivo il numero di 2.715 euro non dovrebbe essere interpretato come uno stipendio medio, bensì come il costo complessivo che un’azienda sostiene per ogni dipendente.
La distinzione può sembrare tecnica, ma è fondamentale per comprendere correttamente le statistiche sul lavoro e per evitare interpretazioni fuorvianti.
Più che raccontare quanto guadagnano i lavoratori, questi dati descrivono infatti quanto costa il lavoro alle imprese e quale posizione occupa l’arcipelago all’interno del panorama economico nazionale.
Un dato che si inserisce in un dibattito più ampio
La pubblicazione di questi dati arriva in un momento in cui nelle Canarie continua il confronto pubblico su temi come il costo della vita, il prezzo degli affitti, l’accesso alla casa e il potere d’acquisto delle famiglie.
L’indagine dell’INE non misura direttamente il benessere economico dei lavoratori né la capacità delle famiglie di far fronte alle spese quotidiane. Tuttavia, il fatto che l’arcipelago continui a registrare uno dei costi del lavoro più bassi della Spagna rappresenta un elemento che contribuisce al dibattito sul modello economico delle isole e sulla capacità dei salari di tenere il passo con l’evoluzione dei prezzi.
🔍 Fonte: INE – Encuesta Trimestral de Coste Laboral

