I procedimenti sulla costa passano da 22 a 64, mentre il totale dei fascicoli sull’isola diminuisce.
✍️ Italiano alle Canarie
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Gran Canaria ha chiuso il 2025 con un segnale che merita attenzione. Se da un lato il numero complessivo dei procedimenti ambientali aperti sull’isola è diminuito rispetto all’anno precedente, dall’altro quelli legati alla Legge sulle Coste sono quasi triplicati in appena dodici mesi.
Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAC, i procedimenti relativi alla tutela del litorale sono passati da 22 nel 2024 a 64 nel 2025, con un incremento del 190,9%. È il secondo valore più alto delle Canarie dopo Tenerife e richiama l’attenzione su una delle aree più delicate dell’isola: la fascia costiera.
L’aumento non dimostra automaticamente un maggior numero di violazioni ambientali, poiché la statistica fotografa i procedimenti aperti dall’Agenzia Canaria per la Protezione dell’Ambiente Naturale (ACPMN). Tuttavia, evidenzia una crescente attenzione verso il litorale e una pressione sempre più evidente su un territorio esposto all’attività umana.
Un dato che va in controtendenza
L’aspetto più significativo è il contrasto tra l’andamento generale e ciò che accade sulla fascia costiera.
Nel complesso, Gran Canaria registra meno procedimenti ambientali rispetto all’anno precedente. Il calo riguarda soprattutto alcune categorie tradizionalmente rilevanti, come le violazioni edilizie e i rifiuti.
La dinamica cambia però quando si osserva il litorale. Proprio mentre il totale dei fascicoli diminuisce, quelli collegati alla Legge sulle Coste aumentano con forza.
È questa inversione di tendenza a rendere il dato particolarmente importante: il problema non è soltanto quanti procedimenti vengono aperti, ma dove si concentrano e quale parte del territorio iniziano a riguardare con maggiore intensità.
Gran Canaria tra le isole con più procedimenti sul litorale
Il fenomeno interessa tutto l’arcipelago.
Nel 2025 i procedimenti collegati alla Legge sulle Coste nelle Canarie sono passati da 96 a 199, con una crescita del 107,3% rispetto al 2024.
Tenerife guida la classifica con 72 procedimenti, seguita da Gran Canaria con 64. Più distanti si trovano Lanzarote (21), La Palma (17), Fuerteventura (16), La Gomera (6) ed El Hierro (3).
In pratica, Gran Canaria concentra quasi un terzo di tutti i procedimenti aperti nelle Canarie per possibili infrazioni legate alla fascia costiera.
Anche il peso di questa categoria sul totale regionale è quasi raddoppiato: dal 4,7% del 2024 al 9,4% del 2025.
Le violazioni edilizie restano il problema principale
Nonostante il forte aumento dei procedimenti relativi alla costa, il grande nodo ambientale delle Canarie continua a essere il rapporto con il territorio costruito.
Le violazioni edilizie restano infatti la categoria più numerosa tra i procedimenti aperti dall’ACPMN e confermano quanto il consumo di suolo, l’uso del territorio e la trasformazione degli spazi siano ancora al centro dell’attività di controllo.
Il quadro è significativo: se si considerano insieme le violazioni edilizie e le altre irregolarità legate all’uso del territorio, emerge che quasi due procedimenti ambientali su tre aperti nelle Canarie nel 2025 riguardano direttamente questo ambito.
In altre parole, il problema non è solo ciò che accade sulla costa. È l’intero rapporto tra sviluppo, costruzioni e tutela ambientale a rimanere uno dei punti più delicati dell’arcipelago.
Rifiuti e scarichi in mare
Accanto alle violazioni edilizie e ai procedimenti legati alla costa, resta aperto anche il fronte dei rifiuti.
Nel 2025 questa categoria continua a rappresentare una delle aree più rilevanti dell’attività di controllo ambientale nelle Canarie, anche se il numero dei fascicoli risulta leggermente inferiore rispetto all’anno precedente.
Un discorso simile riguarda gli scarichi in mare, dove i casi diminuiscono nel complesso dell’arcipelago. La riduzione non cancella però la delicatezza del tema, soprattutto in un territorio insulare dove il mare non è soltanto paesaggio, ma anche risorsa ambientale, economica e turistica.
Gran Canaria, in questo ambito, registra un calo rispetto al 2024. Resta però evidente che la gestione dei rifiuti e la tutela delle acque continuano a essere due capitoli centrali nella protezione ambientale delle isole.
Il livello più alto degli ultimi otto anni
Nel complesso, l’Agenzia Canaria per la Protezione dell’Ambiente Naturale ha aperto 2.124 procedimenti nel corso del 2025, il dato più elevato dal 2017, quando erano stati registrati 2.155 fascicoli.
Dopo il minimo raggiunto nel 2019, con 941 procedimenti, la serie storica mostra una crescita pressoché costante.
La statistica, tuttavia, misura esclusivamente il numero dei procedimenti aperti dall’Agenzia e non corrisponde al numero di sanzioni definitive o di violazioni accertate. Rappresenta comunque un indicatore utile per comprendere dove si concentra l’attività di controllo e quali ambiti richiedono maggiore attenzione sul piano della tutela ambientale.

