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Dalla casa al supermercato: perché vivere alle Canarie è diventato più caro

Per molti anni le Canarie hanno conservato l’immagine di un territorio dove vivere costava meno rispetto alle grandi città spagnole ed europee, ma oggi la situazione è completamente diversa.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: circa 3 minuti

Affitti, acquisto della casa, supermercato, carburanti e servizi hanno modificato rapidamente il bilancio delle famiglie. Non tutto costa più che nel resto della Spagna, ma il punto è un altro: il tradizionale vantaggio del costo della vita alle Canarie si sta progressivamente riducendo.

La casa è diventata il caso più evidente, ma non è l’unico. Dal carrello della spesa agli spostamenti quotidiani, negli ultimi anni gli aumenti hanno cambiato concretamente quanto serve ogni mese per vivere nell’arcipelago.

LA CASA È DIVENTATA IL PRIMO PROBLEMA

Il cambiamento più evidente arriva dal mercato immobiliare. Nell’agosto 2026 il prezzo medio delle abitazioni in vendita nelle Canarie ha raggiunto 3.336 euro al metro quadrato, con un aumento del 6,7% rispetto a un anno prima. Nella provincia di Las Palmas l’incremento annuale è stato dell’11%, mentre a Las Palmas de Gran Canaria ha raggiunto il 12,7%.

Anche gli affitti continuano a esercitare una pressione crescente. A Las Palmas de Gran Canaria il prezzo richiesto ad agosto era di 14,6 euro al metro quadrato, il 6,2% in più rispetto all’anno precedente. Un appartamento di 70 metri quadrati, prendendo come semplice riferimento quel valore medio, supera ormai i mille euro mensili.

Il problema non riguarda quindi soltanto chi vuole comprare casa. Riguarda soprattutto chi deve destinare una parte sempre maggiore del proprio bilancio mensile semplicemente per avere un tetto.

AL SUPERMERCATO IL CONTO RESTA ALTO

Poi c’è la spesa quotidiana. Ad agosto i prezzi alimentari hanno mostrato qualche segnale di alleggerimento rispetto al mese precedente, ma il quadro di lungo periodo rimane molto diverso da quello di qualche anno fa.

Secondo OCU, l’Organizzazione dei Consumatori e degli Utenti, il costo della propria cesta di riferimento è aumentato di circa il 36% negli ultimi quattro anni. Un’altra rilevazione della stessa organizzazione indica che nell’arco di cinque anni l’aumento accumulato degli alimenti ha raggiunto il 36,6%.

Il consumatore può quindi vedere scendere per qualche settimana frutta, pesce o altri prodotti senza che questo significhi un ritorno ai vecchi prezzi. Il livello da cui si parte è ormai molto più alto.

MUOVERSI COSTA DI PIÙ

L’ultimo dato dell’ISTAC fotografa anche un altro elemento. Ad agosto l’inflazione nelle Canarie è stata del 3,8% su base annua, inferiore al 4,3% nazionale ma in aumento per il sesto mese consecutivo. Tra le voci più inflazionistiche compare il trasporto personale, salito del 13%.

In un arcipelago dove l’automobile rimane essenziale per una parte importante della popolazione, il costo della mobilità entra inevitabilmente nel bilancio mensile insieme alla casa e alla spesa.

Carburante, manutenzione dell’auto, assicurazioni e spostamenti quotidiani rappresentano voci che, mese dopo mese, finiscono per pesare sempre di più.

GLI AUMENTI SI SOMMANO

Il punto centrale non è quindi individuare un solo prezzo fuori controllo, ma osservare il quadro complessivo.

La casa costa di più, fare la spesa costa molto più di qualche anno fa e muoversi pesa maggiormente sul bilancio familiare. Anche molti servizi quotidiani hanno progressivamente ritoccato i propri prezzi.

Una pressione ancora più evidente in un territorio dove i livelli salariali restano tra i più bassi della Spagna.

Spese che prese singolarmente possono sembrare gestibili finiscono così, messe insieme, per modificare in maniera significativa il costo reale della vita.

IL VECCHIO VANTAGGIO SI STA RIDUCENDO

Le Canarie continuano ad avere caratteristiche favorevoli rispetto ad altre zone della Spagna e l’inflazione generale rimane oggi leggermente più bassa della media nazionale. Sarebbe quindi semplicistico sostenere che tutto sia più caro che altrove.

Il problema è un altro: il margine che per anni ha reso l’arcipelago relativamente conveniente è diventato molto più stretto.

La casa assorbe più risorse, il supermercato non è tornato ai prezzi precedenti alla grande ondata inflazionistica e muoversi costa di più. Alla fine del mese non è una singola voce a fare la differenza, ma il conto complessivo.

Il clima continua a essere mite. Il mare continua a essere a pochi chilometri. Vivere alle Canarie conserva alcuni dei suoi vantaggi, ma Il conto mensile, però, racconta ormai una storia molto meno ottimistica.

 

 

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