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CANARIE, GARA DESERTA: NESSUNA COMPAGNIA VUOLE IL CONTRATTO MARITTIMO DA 3 MILIONI

Il piano statale per collegare cinque isole alla Penisola non trova operatori. Fuerteventura, Lanzarote e La Palma restano senza le nuove garanzie previste.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 3 minuti

Il Governo spagnolo mette sul tavolo oltre tre milioni di euro per garantire collegamenti marittimi regolari tra la Penisola e cinque isole canarie. Il risultato è tanto semplice quanto significativo: nessuna compagnia di navigazione presenta un’offerta. La gara pubblica va completamente deserta.

Il termine per partecipare è scaduto il 26 ottobre 2026. Il Ministero dei Trasporti si trova ora a dover individuare una soluzione alternativa per un servizio considerato strategico per la mobilità dei residenti e la coesione territoriale dell’arcipelago.

Non si tratta soltanto di un contratto pubblico mancato. Il risultato solleva interrogativi concreti sulla sostenibilità economica e sull’organizzazione dei collegamenti marittimi con la Spagna continentale.

CINQUE ISOLE, UN SOLO CONTRATTO

Il bando, pubblicato sul Boletín Oficial del Estado il 2 ottobre, prevedeva un finanziamento di 3,042 milioni di euro per dodici mesi, con possibilità di proroga e un valore complessivo stimato di 6,084 milioni.

Le compagnie avrebbero potuto scegliere Cadice oppure Huelva come porto peninsulare di riferimento, garantendo almeno una rotazione settimanale di andata e ritorno con scali obbligatori a Gran Canaria, Tenerife, Fuerteventura, Lanzarote e La Palma.

La novità più importante riguardava proprio queste ultime tre isole, che avrebbero beneficiato dell’inserimento obbligatorio nel servizio.

Le condizioni erano precise: un’unica nave per l’intero itinerario, almeno 400 posti passeggeri in cabina, capacità per 170 veicoli, assistenza medica, accessibilità e servizi a bordo.

Un progetto ambizioso, ma evidentemente incapace di attirare offerte alle condizioni previste.

TRE MILIONI NON BASTANO?

Il piano economico allegato alla gara stimava ricavi annuali per circa 30 milioni di euro, a fronte di costi operativi superiori a 31 milioni. Considerando anche il margine industriale previsto, lo Stato avrebbe compensato il disavanzo con circa 3,04 milioni di euro.

Il problema, tuttavia, non è necessariamente la quantità di denaro stanziata.

L’assenza di offerte non dimostra, da sola, che il finanziamento fosse insufficiente. Potrebbero aver inciso i costi di gestione, la complessità del percorso, le caratteristiche richieste alle navi o le previsioni sulla domanda.

Resta però un dato difficile da ignorare: un servizio ritenuto di interesse pubblico non ha trovato neppure un operatore disposto a presentare una proposta.

IL 2027 E IL RISCHIO DI UN POTENZIAMENTO MANCATO

Occorre chiarire un aspetto fondamentale: la gara deserta non comporta la sospensione dei collegamenti marittimi attualmente operativi.

Il Ministero ha confermato la continuità dei servizi tra Huelva, Cadice, Gran Canaria e Tenerife, secondo il regime vigente.

L’incognita riguarda invece l’ampliamento delle garanzie di collegamento, soprattutto per Fuerteventura, Lanzarote e La Palma.

Il nuovo contratto avrebbe dovuto coprire il periodo dal dicembre 2026 al novembre 2027. Senza un’aggiudicazione, il progetto resta privo dell’operatore necessario per essere realizzato.

Per un territorio insulare e ultraperiferico come le Canarie, la questione assume una dimensione che supera quella strettamente commerciale. I collegamenti marittimi incidono sulla mobilità delle persone, sul trasporto dei veicoli e sulla circolazione delle merci.

DALL’ANNUNCIO ALLA REALTÀ

Il Ministero dei Trasporti ha comunicato di stare valutando le possibili alternative amministrative, senza però annunciare, al momento, una nuova gara o modifiche delle condizioni economiche.

La questione centrale rimane dunque aperta: come garantire il potenziamento dei collegamenti se nessuna compagnia accetta le condizioni previste dallo Stato?

La risposta richiederà probabilmente una valutazione delle condizioni economiche, tecniche e operative del contratto, per individuare gli ostacoli che hanno impedito la partecipazione delle imprese.

Nel frattempo, le tre isole interessate dai nuovi scali obbligatori restano in attesa di una soluzione concreta.

 

 

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