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FUERTEVENTURA, IL PARADOSSO DEL TURISMO: GLI HOTEL CERCANO PERSONALE, MA I LAVORATORI NON TROVANO CASA

Affitti fino a 1.200 euro, trasporti carenti e difficoltà a sostituire i dipendenti assenti. La crisi abitativa comincia a mettere in difficoltà anche il settore che sostiene l’economia dell’isola.

✍️ Italiano alle Canarie

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QUANDO IL TURISMO NON RIESCE PIÙ A TROVARE LAVORATORI

A Fuerteventura la crisi abitativa sta producendo un effetto paradossale: gli alberghi hanno bisogno di personale, ma trovare lavoratori disponibili diventa sempre più difficile, soprattutto quando occorre sostituire dipendenti temporaneamente assenti.

A denunciare la situazione è Antonio Hormiga, presidente dell’Associazione degli Imprenditori Turistici di Fuerteventura (Asofuer).

Il problema riguarda soprattutto camerieri, personale di sala e addetti alle pulizie delle camere. Secondo Hormiga, può capitare che un servizio previsto per dodici lavoratori debba essere garantito da appena otto persone, con un inevitabile aumento dei carichi di lavoro.

La questione, tuttavia, va ben oltre la difficoltà di reperire personale. Il vero ostacolo è diventato trovare un’abitazione a un prezzo compatibile con lo stipendio.

AFFITTI CHE ASSORBONO QUASI UN INTERO STIPENDIO

A Corralejo, una delle principali località turistiche dell’isola, gli affitti si aggirano intorno ai 1.200 euro mensili. A Puerto del Rosario, il capoluogo, si parla di circa 800 euro.

Si tratta di valori indicativi riportati dalla stampa locale, ma sufficienti a comprendere la sproporzione rispetto alle retribuzioni.

Lo stesso presidente di Asofuer ricorda che i salari netti più bassi nel settore alberghiero provinciale si collocano intorno ai 1.300 euro mensili.

Un lavoratore che guadagna 1.300 euro e ne spende 1.200 per l’affitto dovrebbe destinare oltre il 92% dello stipendio alla sola abitazione.

Una situazione economicamente insostenibile, prima ancora di considerare alimentazione, trasporti, bollette e altre spese quotidiane.

Non sorprende, quindi, che molti lavoratori siano costretti a condividere appartamenti o stanze. Alcuni alberghi, secondo la stessa associazione imprenditoriale, arrivano persino a destinare camere della struttura all’alloggio del personale.

LE CASE TURISTICHE E LA CRESCENTE PRESSIONE ABITATIVA

La diffusione degli alloggi destinati agli affitti turistici rappresenta un altro elemento della crisi.

Secondo i dati ufficiali dell’ISTAC, nel settembre 2026 Fuerteventura concentrava il 14% delle 46.711 abitazioni turistiche disponibili nell’arcipelago: circa 6.500 unità.

Lo stesso Hormiga riconosce che l’espansione di questo mercato ha contribuito ad aggravare le difficoltà di accesso alla casa, soprattutto nelle località più richieste.

Il rapporto diretto tra abitazioni turistiche e rincaro degli affitti, tuttavia, non può essere quantificato attraverso questo solo dato. Pesano anche la carenza di nuove costruzioni residenziali, la disponibilità limitata di immobili e la pressione complessiva sulla domanda.

A fine 2025 risultavano inoltre 1.126 persone iscritte nelle liste dei richiedenti una casa popolare a Fuerteventura.

IL PERSONALE SI ESAURISCE, I SERVIZI NE RISENTONO

Le conseguenze non si fermano alla ricerca di nuovi dipendenti.

Quando una struttura non riesce a sostituire chi è assente per malattia, il lavoro ricade sul personale rimasto in servizio. Aumentano la fatica, la pressione organizzativa e il rischio di ulteriori assenze.

Il problema delle assenze esiste realmente. Secondo Randstad Research, il centro studi del gruppo internazionale Randstad, specializzato nei servizi per il lavoro e le risorse umane, nel secondo trimestre 2026 alle Canarie l’assenteismo complessivo ha raggiunto il 9% delle ore lavorative concordate, mentre nel settore dei servizi è arrivato al 9,2%.

Occorre però distinguere l’assenteismo dalle assenze ingiustificate: gran parte delle ore perse è riconducibile a incapacità temporanee per motivi di salute.

Attribuire automaticamente questi dati alla scarsa volontà di lavorare sarebbe quindi una conclusione non dimostrata.

Alle difficoltà abitative si aggiunge un trasporto pubblico che, soprattutto nelle isole non capitaline, non sempre consente spostamenti agevoli tra residenza e luogo di lavoro.

IL PROBLEMA DI UN MODELLO ECONOMICO

Il presidente della Federazione degli Imprenditori Alberghieri e Turistici di Las Palmas, José María Mañaricua, precisa che la carenza di personale non è generalizzata e riguarda soprattutto la sostituzione dei lavoratori assenti.

Un dato significativo è che, secondo la federazione, circa il 90% degli occupati del settore alberghiero canario dispone di un contratto fisso o a tempo indeterminato.

La stabilità contrattuale, tuttavia, non garantisce automaticamente la sostenibilità economica della vita quotidiana.

Fuerteventura mostra così una contraddizione sempre più evidente: il turismo crea occupazione, ma il costo della casa può rendere difficile accettare proprio quei posti di lavoro.

Non si tratta di negare il valore economico del turismo, né di attribuirgli tutte le responsabilità della crisi abitativa. Il problema è capire quanto a lungo possa funzionare un modello di sviluppo nel quale l’offerta di alloggi per i visitatori convive con una disponibilità insufficiente di abitazioni accessibili ai residenti e ai lavoratori.

La difficoltà denunciata oggi dagli albergatori non riguarda soltanto le imprese, ma è anche il segnale di un problema sociale che, da tempo, condiziona la vita delle famiglie, dei giovani e di chi vorrebbe trasferirsi sull’isola per lavorare.

Una destinazione turistica può continuare ad attirare visitatori. La sua economia, però, ha bisogno anche di persone che possano permettersi di viverci.

 

 

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