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Las Palmas, sicurezza in taxi sotto accusa

Di Italiano alle Canarie

Un’aggressione che ferisce la fiducia

Il 30 settembre un taxista di Las Palmas de Gran Canaria è stato minacciato con un coltello da un passeggero in un tentativo di rapina.La videocamera presente nel taxi ha registrato tutto, permettendo l’identificazione dell’aggressore: un uomo di 42 anni con precedenti, collegato ad altri due episodi di violenza nella città.L’arresto, avvenuto pochi giorni dopo, ha scatenato la rabbia del settore e riaperto il dibattito sulla sicurezza.

Quando la protezione è affidata al singolo

Molti autisti hanno installato telecamere a proprie spese, poiché fungono da deterrente e come prova in caso di aggressione. Nonostante l’efficacia, non si tratta di una misura obbligatoria né supportata dalle istituzioni: tutto resta sulle spalle di chi guida. Le associazioni chiedono ora un piano comune che includa anche un pulsante d’emergenza realmente collegato al Cemelpa, il Centro municipale di sicurezza.

Mamparas: disagio o necessità?

L’idea di montare paratie di protezione divisorie tra conducente e passeggero era stata inizialmente respinta perché scomoda, ma oggi molti la vedono come l’unica forma di protezione rimasta.“Non importa se è notte o giorno, ci stiamo giocando la pelle”, ha dichiarato Ángel Hernández, presidente di Autaxi.

Turni notturni a rischio

Molti taxisti evitano ormai i turni di notte, dove la presenza di pattuglie è minima e i rischi più alti.In zone come San Telmo, Santa Catalina o La Feria si moltiplicano risse e aggressioni.Il caso di un autista picchiato davanti a un bambino in pieno centro, lo scorso luglio, è rimasto impresso come simbolo di un declino urbano che non si vuole ammettere.

Violenza sociale e indifferenza politica

Le associazioni di categoria denunciano una violenza sociale crescente: non solo rapine, ma anche insulti, minacce e vandalismo quotidiano.Il tutto in una città che continua a vendersi come modello di accoglienza, turismo e modernità, ma che lascia soli i propri lavoratori e adesso si candida perfino a diventare Capitale Europea della Cultura, quando le basi sociali mancano del tutto: questa è la dimostrazione lampante di un’ambizione scollegata dalla realtà.

 

 

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