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Canarie: IGIC allo 0% e aiuti contro il caro prezzi.

Il Governo Regionale approva riduzioni fiscali e sostegno diretto ai settori chiave, ma le misure devono ancora passare da un decreto per diventare operative.

✍️ Italiano alle Canarie

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Il Governo delle Canarie si muove di fronte all’impatto economico della guerra in Iran. Il Consiglio di Governo ha dato il via libera a un pacchetto di misure fiscali e aiuti per un valore di 29,8 milioni di euro, con l’obiettivo di attenuare l’aumento dei prezzi nell’arcipelago.

Si tratta tuttavia di un’approvazione a livello politico-amministrativo: le principali misure fiscali dovranno ora essere tradotte in un decreto-legge regionale per diventare effettivamente operative.

Il piano prevede la riduzione dell’IGIC allo 0% su carburanti e alcuni prodotti di base, oltre ad aiuti diretti a settori chiave come quello primario e industriale.

Le misure mirano a compensare l’esclusione delle Canarie da alcune iniziative statali, come la riduzione dell’IVA, a causa del loro specifico regime fiscale.

Riduzioni fiscali principali

Tra le decisioni più rilevanti figura la riduzione dell’IGIC dall’1% allo 0% sui carburanti, con l’obiettivo di abbassare il prezzo finale per i consumatori.

Si tratta di una misura che interviene su una componente limitata della fiscalità, il cui effetto concreto dipenderà anche da quanto la riduzione verrà effettivamente trasferita ai prezzi finali.

Viene inoltre aumentato il rimborso dell’imposta sui carburanti per agricoltori e trasportatori, che passa dal 67% al 99%, alleggerendo i costi per questi settori.

Si applicherà anche l’aliquota zero dell’IGIC a prodotti di base che finora erano tassati al 3%, come il caffè, il burro e il sale.

Va però considerato che molti beni essenziali nell’arcipelago sono già soggetti a IGIC allo 0%, tra cui pane, frutta, verdura, latte e altri prodotti di largo consumo. L’estensione del tipo zero a ulteriori categorie potrebbe quindi avere un impatto circoscritto sul carrello della spesa delle famiglie.

Le misure messe in campo avranno carattere urgente ma richiederanno il passaggio formale del decreto-legge regionale prima di produrre effetti concreti.

Sostegno ai settori

Il pacchetto include anche una linea di aiuti diretti pari a 7,2 milioni di euro per compensare l’aumento dei costi energetici in settori come agricoltura, allevamento, pesca e industria.

Verrà inoltre ampliato il limite del regime speciale per i piccoli imprenditori fino a 50.000 euro di fatturato annuo, riducendo gli oneri fiscali e amministrativi.

Questa specifica misura, secondo quanto indicato, è prevista con applicazione a partire dalla metà del 2026, e non avrà quindi effetti immediati.

L’Esecutivo avverte che, qualora il conflitto dovesse protrarsi, il costo delle misure potrebbe arrivare a 60 milioni di euro annui.

Nel complesso, si tratta di interventi mirati che puntano ad alleggerire parte della pressione sui costi, pur senza incidere in modo strutturale sulle dinamiche dei prezzi legate al contesto internazionale.

Richieste allo Stato

Il Governo delle Canarie ha chiesto allo Stato ulteriori misure per rafforzare la risposta alla crisi, tra cui agevolazioni sul carburante, riduzioni dell’IRPF e maggiori risorse per i settori strategici.

Propone inoltre l’adattamento dei fondi europei e una maggiore flessibilità delle regole fiscali per facilitare l’adozione di misure straordinarie.

Tra le proposte figurano anche iniziative per migliorare la competitività dell’arcipelago, come la riduzione delle tariffe aeroportuali e la promozione delle energie rinnovabili.

“Clausola canaria”

L’Esecutivo insiste sulla necessità di introdurre una “clausola canaria” nelle misure statali, che consenta di adattare le politiche alle specificità dell’arcipelago.

Secondo il Governo, l’obiettivo è garantire equità e compensare fattori come l’insularità, la distanza e la dipendenza energetica.

Con questo pacchetto, le Canarie puntano ad attenuare gli effetti della crisi internazionale e a proteggere sia le famiglie sia il tessuto produttivo.

 

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