La concessione di Global scade il 31 dicembre 2027 e il Cabildo studia una via d’emergenza per non lasciare il servizio nelle mani di una società privata
✍️ Italiano alle Canarie
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Prima di parlare di Global, aziende pubbliche o gare future, bisogna chiarire un punto essenziale: il trasporto interurbano di Gran Canaria non è un servizio qualsiasi. È una concessione pubblica affidata a un operatore privato per un periodo determinato. Global gestisce oggi il servizio perché il Cabildo glielo ha affidato attraverso questo modello, non perché ne sia proprietaria in senso pieno.
La data chiave è il 31 dicembre 2027. Quel giorno scade la concessione attuale. Da lì in poi, il Cabildo dovrà scegliere se prorogare, indire una nuova gara o cambiare modello. Proprio per questo la questione non può essere affrontata come una pratica ordinaria dell’ultimo momento: riguarda il futuro di uno dei servizi pubblici essenziali dell’isola.
Qualcosa si muove nel Cabildo di Gran Canaria, ma la sensazione è che il movimento arrivi tardi. Il trasporto interurbano di passeggeri, attualmente gestito da Global attraverso una concessione pubblica, è entrato al centro della scena politica e amministrativa dell’isola. Alcuni passaggi delle ultime settimane lasciano intuire l’obiettivo della corporazione insulare: aprire la strada alla creazione di un’azienda pubblica di trasporto.
Il bivio è già tracciato: continuare con lo schema della concessione a un operatore privato oppure tentare un cambio di rotta verso un modello più controllato dall’amministrazione insulare. Dentro gli uffici sembra farsi strada questa seconda ipotesi, con mezzi di proprietà del Cabildo e una futura azienda insulare incaricata di gestire il servizio.
La criticità sta proprio qui. Una scelta di questo tipo non si improvvisa a ridosso della scadenza. Richiede studi, relazioni, capitolati, copertura economica e una struttura capace di garantire continuità al servizio. Se tutto questo arriva solo quando il conto alla rovescia è già partito, il rischio è che la “via d’emergenza” non sia una strategia, ma il risultato di anni di ritardi.
Quale modello per il futuro?
La strada più prevedibile sarebbe aprire una nuova gara pubblica per raccogliere le offerte delle imprese interessate, senza escludere l’ipotesi di una proroga di un anno. Sarebbe la continuità rispetto allo schema seguito finora: una concessione pubblica affidata a un operatore privato.
Negli uffici del Cabildo, tuttavia, si sta studiando un’altra ipotesi. La corporazione insulare ha incorporato una professionista proveniente da Guaguas Municipales con un obiettivo preciso: lavorare alla ricerca di fondi che permettano al Cabildo di acquistare autobus destinati poi alla gestione da parte di Global. Questa mossa compare in una tabella di marcia come primo passo verso la creazione di un’azienda pubblica di trasporto.
Il punto, però, non è soltanto decidere chi dovrà gestire il servizio. La vera questione è se il Cabildo sia ancora in tempo per costruire un’alternativa solida prima della scadenza della concessione. Una cosa è annunciare l’intenzione di cambiare modello; altra cosa è arrivare preparati con strumenti, mezzi, personale e copertura finanziaria.
La “via d’emergenza”
Il principale ostacolo riguarda tempi e burocrazia. Teodoro Sosa, consigliere insulare alla Presidenza e alla Mobilità Sostenibile, ha ammesso lo scorso marzo, durante una commissione plenaria, che non esiste ancora un piano per il futuro del trasporto. “Non c’è stato alcun avanzamento”, ha dichiarato.
In precedenza, nel maggio dello scorso anno, Miguel Ángel Pérez del Pino, del PSOE, aveva già proposto la creazione di un’azienda pubblica diretta dal Cabildo Insular per non dipendere dall’assegnazione della concessione a imprese private.
Nel frattempo, il tempo corre senza che nessuno disponga ancora di una ricetta definitiva. In assenza di alternative chiare, l’unica prospettiva concreta sembra essere la via d’emergenza.
La formula pesa, perché fotografa una possibile mancanza di pianificazione. Quando un’amministrazione arriva a parlare di emergenza su un contratto con una scadenza nota da anni, la domanda diventa inevitabile: perché non si è lavorato prima a una soluzione strutturale?
Un lungo lavoro amministrativo
Il percorso resta complesso. Tanto per costituire un’azienda pubblica quanto per scegliere la strada della gara, sarà necessario elaborare capitolati, relazioni e pratiche che possono richiedere più di un anno di lavoro amministrativo. Il percorso avrebbe dovuto essere avviato già da tempo: la scadenza della concessione era nota e la costruzione di un’alternativa richiede mesi di preparazione.
Qui non si parla di un servizio marginale, ma di una rete essenziale per la mobilità quotidiana di migliaia di residenti. Il trasporto interurbano collega comuni, aree turistiche, zone periferiche, centri di lavoro, servizi sanitari e spazi amministrativi. Lasciare il futuro del sistema in sospeso significa esporre un servizio pubblico strategico a incertezza e improvvisazione.
Passeggeri in aumento e servizio sotto pressione
Il servizio mostra già segnali di tensione. Diverse guaguas di Global superano i 14 anni di servizio, anche se non viene messa in discussione la sicurezza dei passeggeri. In parallelo, si registrano fermate piene e linee che non riescono sempre a rispondere alla domanda.
La qualità del servizio appare sotto pressione. L’aumento dei passeggeri era prevedibile, mentre il rafforzamento della flotta dei diversi operatori non sembra aver seguito lo stesso ritmo.
La criticità, quindi, non riguarda solo il futuro della concessione. Riguarda anche il presente di un servizio che mostra segnali di saturazione mentre si discute di come dovrà essere gestito domani.
Autobus di proprietà pubblica
Tornando alle intenzioni del Cabildo, l’Autorità Unica del Trasporto di Gran Canaria sta studiando la richiesta di fondi per acquistare nuovi autobus di sua proprietà.
I veicoli sarebbero quindi del Cabildo Insular e non dell’impresa, perché l’amministrazione che concede il finanziamento stabilisce che debba essere così. Si tratta di future acquisizioni che, qualora l’idea dell’azienda pubblica andasse avanti, verrebbero incorporate nella sua flotta.
Il passaggio è rilevante perché potrebbe anticipare un cambio di modello: non più una gestione fondata soltanto sull’affidamento a operatori privati, ma un sistema in cui l’amministrazione recupera un ruolo più diretto nel controllo dei mezzi. Senza un piano definito, però, il rischio è acquistare strumenti per un modello non ancora costruito fino in fondo.
Il ruolo del Cabildo nella flotta e nella manutenzione
Secondo la ricostruzione riportata, anche gli autobus attuali sarebbero del Cabildo e spetterebbe all’istituzione finanziarne l’acquisto.
L’impresa concessionaria riceverebbe una compensazione per costi salariali, manutenzione e utile industriale, mentre il materiale apparterrebbe alla corporazione.
Questo elemento rafforza la domanda di fondo: se il Cabildo ha già un ruolo determinante nella proprietà o nel finanziamento del materiale, perché il futuro del servizio arriva al 2027 senza una strategia chiara e pubblicamente definita?
In definitiva, il caso Global non riguarda soltanto una concessione in scadenza. Riguarda il modo in cui Gran Canaria intende organizzare nei prossimi anni uno dei suoi servizi pubblici essenziali.
Il tempo per scegliere un modello c’è ancora, ma non è infinito: senza una strategia chiara, il rischio è arrivare alla scadenza con una soluzione dettata più dall’urgenza che da una vera pianificazione.


