L’Arcipelago supera ormai il 9% e si colloca nella zona più critica del Paese, mentre aumentano le assenze per malattia, lo stress lavorativo e la pressione sul sistema sanitario
✍️ Italiano alle CanarieTempo di lettura: 5 minuti
Le Canarie sono passate dall’essere una delle comunità autonome con il maggior assenteismo lavorativo in Spagna a diventare direttamente il territorio che guida la classifica nazionale. Il dato emerge dall’ultimo rapporto disponibile di Randstad Research sul fenomeno dell’assenteismo lavorativo, relativo al quarto trimestre del 2025. Randstad Research è il centro di analisi e studi sul mercato del lavoro e sulle risorse umane del gruppo Randstad in Spagna, multinazionale olandese specializzata nei servizi per il lavoro e nella selezione del personale. L’analisi, basata sui dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo, colloca l’Arcipelago al 9,1% di assenteismo, chiaramente al di sopra della media nazionale, ferma al 7,1%.
Dietro quella percentuale si nasconde una realtà molto più complessa di quanto possa sembrare a prima vista. Ogni giorno migliaia di lavoratori non si presentano al proprio posto di lavoro nelle Canarie per motivi legati a incapacità temporanee, assenze per malattia, problemi di salute mentale, stress lavorativo o patologie di lunga durata. Il fenomeno colpisce in modo particolare il settore dei servizi. Nell’Arcipelago, questo comparto registra un tasso di assenteismo del 9,3%, cioè una quota di ore non lavorate rispetto al totale delle ore di lavoro previste.
Il dato diventa ancora più significativo se osservato nel contesto generale dell’Arcipelago. Le Canarie continuano a registrare numeri molto elevati nel turismo, ad attrarre visitatori e a mantenere una forte attività economica in buona parte del territorio. In parallelo, però, crescono anche le assenze dal lavoro, il logoramento psicologico e la pressione su molti lavoratori chiamati a sostenere un modello produttivo sempre più intenso.
Un fenomeno ormai in testa alla classifica nazionale
Il primato canario non è un dato isolato, ma si inserisce in una tendenza nazionale che continua a crescere. La Spagna registra ormai livelli di assenteismo molto elevati in tutto il Paese, con un impatto che riguarda insieme imprese, lavoratori, sistema sanitario e organizzazione dei servizi.
Nel complesso del Paese, ogni giorno circa 1,6 milioni di persone non si recano al lavoro. Più di 1,2 milioni di queste assenze corrispondono a incapacità temporanee o congedi medici legati a problemi di salute.
Questi numeri rendono fragile una lettura troppo semplicistica, quella che riduce l’assenteismo a una presunta mancanza di volontà o di impegno da parte dei lavoratori. Una quota molto rilevante del fenomeno è collegata a fattori sanitari, all’invecchiamento della popolazione attiva, alle malattie croniche, ai disturbi psicologici e alla saturazione del sistema sanitario.
Liste d’attesa, salute mentale e logoramento lavorativo
Gli esperti segnalano da tempo che l’aumento delle assenze per malattia è collegato anche al peggioramento progressivo di alcuni indicatori sociali e sanitari. Le Canarie convivono da anni con importanti liste d’attesa mediche e con una forte pressione sulla sanità pubblica. A questo si aggiunge l’incremento dei problemi legati ad ansia, depressione, esaurimento psicologico e stress lavorativo, fenomeni cresciuti in buona parte d’Europa dopo la pandemia e dopo il forte aumento del costo della vita.
L’Arcipelago presenta inoltre una struttura economica fortemente dipendente dal settore dei servizi. In questo ambito sono frequenti lavori fisicamente impegnativi, turni irregolari, contatto costante con il pubblico, stagionalità e livelli di pressione elevati.
Ospitalità, ristorazione, commercio e turismo generano migliaia di posti di lavoro, ma concentrano anche una parte del logoramento fisico e mentale denunciato da molti lavoratori. Una regione può crescere economicamente e, allo stesso tempo, mostrare segnali evidenti di fatica sociale.
La contraddizione diventa quindi sempre più visibile: mentre le Canarie continuano a proiettare un’immagine di dinamismo turistico ed economico, aumenta anche il numero di lavoratori che non riescono a sostenere quel ritmo senza conseguenze sulla propria salute.
La Spagna locomotiva d’Europa, ma non per tutti
La Spagna è stata spesso raccontata come una delle grandi locomotive economiche d’Europa. La crescita del PIL, il buon andamento dell’occupazione, il dinamismo dei servizi e il peso del turismo hanno alimentato una narrazione positiva, sostenuta anche da previsioni internazionali favorevoli rispetto ad altre grandi economie europee.
Questa narrazione rischia però di diventare incompleta se non viene confrontata con ciò che accade nella vita reale dei lavoratori. Un Paese può crescere più della media europea e, nello stesso tempo, accumulare tensioni sociali, sanitarie e lavorative che non entrano sempre nei titoli trionfali sull’economia.
Il caso delle Canarie mostra bene questa frattura. L’Arcipelago partecipa pienamente al dinamismo spagnolo, soprattutto attraverso turismo, commercio e servizi. Nello stesso tempo, però, presenta uno dei segnali più evidenti di pressione sul lavoro: il tasso di assenteismo più alto del Paese.
La domanda, quindi, non è soltanto se la Spagna cresca. La domanda è chi sostiene materialmente quella crescita, in quali condizioni e con quali conseguenze sulla salute quotidiana delle persone.
Più occupazione non significa sempre migliore qualità della vita
Il dibattito va oltre la statistica sull’assenteismo. L’aumento del costo della casa, la perdita di potere d’acquisto, la precarietà di una parte del mercato del lavoro e la crescita dei cosiddetti working poor, cioè persone che lavorano ma continuano ad avere difficoltà economiche, mostrano uno scenario nel quale crescita economica e benessere reale non sempre camminano insieme.
L’assenteismo lavorativo può diventare così un indicatore silenzioso di tensioni più profonde. Dietro un riposo medico non c’è sempre soltanto una malattia episodica: spesso si intravedono anche stanchezza accumulata, stress prolungato, difficoltà di conciliazione e un sistema sanitario che non sempre riesce a rispondere con la rapidità necessaria.
Un costo economico che preoccupa imprese e amministrazioni
L’impatto economico dell’assenteismo preoccupa in modo crescente imprese e amministrazioni pubbliche. Diversi studi collocano il costo annuale del fenomeno in una forchetta che supera ampiamente i 25 miliardi di euro nel complesso della Spagna, con alcune stime oltre i 30 miliardi.
Le imprese denunciano problemi di produttività, difficoltà nel coprire assenze temporanee e aumento dei costi organizzativi. Sindacati ed esperti, però, ricordano che ridurre tutto a una questione economica sarebbe un errore: una parte del problema riguarda condizioni di lavoro, prevenzione dei rischi psicosociali, salute mentale e qualità dell’occupazione.
Nelle Canarie, territorio altamente dipendente dal turismo e dai servizi, la questione assume un peso ancora maggiore. Quando cresce il logoramento della base lavorativa che sostiene hotel, ristoranti, negozi, aeroporti e attività collegate al turismo, il problema finisce per riguardare l’intero modello economico.
Il lato meno positivo del modello canario
Le Canarie guidano spesso le classifiche legate al turismo, all’occupazione alberghiera e alla capacità di attrarre visitatori. Ora, però, si trovano in cima anche a una graduatoria molto meno celebrativa: quella dell’assenteismo lavorativo.
Il dato non dovrebbe essere letto soltanto come un problema di aziende che perdono ore di lavoro, né come una questione da scaricare automaticamente sui dipendenti. Un tasso superiore al 9% segnala qualcosa di più profondo.
In un territorio che vive di servizi, turismo e attività continua, il record di assenze dal lavoro apre quindi una domanda scomoda: le Canarie stanno semplicemente lavorando meno, oppure una parte crescente della popolazione sta iniziando a non reggere più il peso di un modello che chiede molto e restituisce sempre meno?
Fonti di riferimento:
Randstad Research, Informe de absentismo laboral. Cuarto trimestre de 2025.
Instituto Nacional de Estadística, Encuesta Trimestral de Coste Laboral, dati utilizzati da Randstad Research.
RTVC, dati sul tasso di assenteismo nelle Canarie al 9,1% e sul settore servizi al 9,3%.
RTVE e Infobae, dati nazionali su circa 1,6 milioni di lavoratori assenti ogni giorno e oltre 1,2 milioni di assenze per incapacità temporanea.


