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Sanità canaria, il paradosso dei conti: più spesa di Madrid e Andalusia, ma ospedali ancora insufficienti

La spesa sanitaria cresce, ma il sistema resta in affanno.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 4 minuti

Le Isole Canarie spendono per la sanità pubblica più di alcune delle principali comunità autonome spagnole, ma continuano a fare i conti con ospedali sovraccarichi, centri sanitari insufficienti e infrastrutture che non sembrano aver tenuto il passo con la crescita della popolazione.

Secondo il rapporto El gasto en salud en España: análisis y recomendaciones, elaborato su dati del Ministero della Salute spagnolo, nel 2024 le Canarie hanno destinato alla sanità pubblica 4.574 milioni di euro, pari a 2.036 euro per abitante.

Una cifra superiore a quella di Madrid, ferma a 1.779 euro, e dell’Andalusia, con 1.658 euro per abitante, ma non sufficiente da sola a spiegare la qualità effettiva del servizio sanitario.

Il dato va letto con attenzione: le Canarie risultano sopra Madrid e Andalusia, ma non sono tra le comunità autonome che spendono di più in assoluto. Il vero punto critico, quindi, non è soltanto quanto si spende, ma come quella spesa si traduce in ospedali, centri sanitari e capacità reale di risposta.

Secondo il rapporto El gasto en salud en España: análisis y recomendaciones, pubblicato nel 2026 ed elaborato su dati del Ministerio de Sanidad, gli ultimi dati disponibili utilizzati nello studio si riferiscono al 2024, le Canarie hanno destinato alla sanità pubblica 4.574 milioni di euro, pari a 2.036 euro per abitante.

Più spesa non significa automaticamente più servizi

Il confronto pone una questione che da anni accompagna il dibattito sanitario nelle isole: se le Canarie spendono più di altre regioni, perché continuano a emergere problemi strutturali?

Secondo Levy Cabrera, segretario generale del Sindacato Medico delle Canarie, una parte della risposta si trova proprio nelle infrastrutture.

A suo giudizio, negli ultimi anni gli investimenti non sono stati sufficienti per sviluppare pienamente gli ospedali del nord e del sud di Tenerife e per adeguare la rete sanitaria all’aumento della popolazione residente e turistica.

Particolarmente critica sarebbe la situazione dell’assistenza primaria. Molti centri sanitari, progettati per una realtà demografica diversa, oggi risultano sottodimensionati rispetto alla domanda.

Tenerife accumula ritardi, Gran Canaria si avvicina al limite

Secondo Cabrera, Tenerife sconta un ritardo infrastrutturale di circa un decennio.

Alcuni centri di salute pianificati oltre quindici anni fa non sono ancora stati realizzati, mentre la crescita della popolazione continua a esercitare pressione sul sistema.

Anche Gran Canaria mostra segnali di saturazione. Gli ospedali Doctor Negrín e Insular continuano a sostenere gran parte dell’attività assistenziale dell’isola, ma opererebbero ormai vicino ai propri limiti di capacità.

La valutazione del sindacato è netta: Tenerife avrebbe bisogno di almeno altri due grandi ospedali oltre alla Candelaria e all’Hospital Universitario de Canarias, mentre Gran Canaria necessiterebbe di una terza struttura ospedaliera di rilievo per alleggerire il carico sulle infrastrutture esistenti.

Il confronto con Madrid

Un altro elemento evidenziato nell’analisi riguarda la diversa evoluzione delle infrastrutture.

Secondo Cabrera, Madrid ha beneficiato di un importante piano di espansione ospedaliera tra il 2003 e il 2012, periodo durante il quale furono costruiti dodici nuovi ospedali territoriali.

La situazione canaria appare differente. Pur registrando negli anni una crescita costante della popolazione, non si sarebbe assistito a un analogo sviluppo della rete ospedaliera.

Una parte della differenza è legata anche ai limiti territoriali e urbanistici propri delle isole, ma il sindacato ritiene che negli ultimi quindici anni sia mancata una pianificazione sufficientemente ambiziosa.

Il peso dell’insularità

In questa ottica, l’obiettivo dello studio, non è stilare classifiche tra comunità autonome, ma evidenziare l’importanza del finanziamento sanitario regionale.

Le Canarie spendono leggermente più della media di alcune grandi regioni spagnole, ma devono sostenere costi che molte comunità della penisola non affrontano.

L’insularità obbliga infatti a mantenere strutture sanitarie anche in territori con popolazione ridotta, dove un criterio puramente economico renderebbe difficile giustificare determinati servizi.

In alcune isole minori, la presenza di ospedali e servizi specialistici risponde soprattutto a esigenze di equità territoriale e accessibilità.

La questione dell’efficienza

Lo studio richiama infine un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: il livello della spesa, da solo, non basta per valutare l’efficacia di un sistema sanitario.

Le differenze tra territori possono dipendere dalle necessità della popolazione, dalle priorità politiche assegnate ai bilanci pubblici e dalla capacità di trasformare le risorse economiche in servizi efficienti.

Una comunità autonoma può spendere meno e ottenere risultati migliori, così come può investire di più senza riuscire a eliminare ritardi, carenze infrastrutturali o liste d’attesa.

Il caso delle Canarie sembra inserirsi proprio in questa zona grigia: una regione che investe più di Madrid e Andalusia, ma che continua a confrontarsi con una rete sanitaria che molti operatori considerano insufficiente rispetto alla crescita demografica e alle esigenze del territorio.

🔍 Fonte dati: El gasto en salud en España: análisis y recomendaciones (Foro Económico de Galicia, giugno 2026), elaborato su dati del Ministerio de Sanidad.

 

 

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