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Radiografia delle famiglie canarie: una su cinque ha bisogno di aiuto per arrivare a fine mese

Molte famiglie canarie ricorrono al sostegno economico di parenti e persone vicine, mentre affitti elevati, salari bassi e assenza di risparmio ridimensionano la narrazione delle Canarie come paradiso accessibile a tutti.

✍️ Italiano alle Canarie

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Dietro l’immagine patinata delle Canarie, fatta di sole, mare e qualità della vita, esiste una realtà molto meno turistica: quella delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, dei lavoratori con stipendi bassi e di un mercato della casa diventato sempre più proibitivo.

A mettere nero su bianco questa realtà non è un sindacato né un’associazione di categoria, ma il V Osservatorio Cofidis 2026.

Cofidis è una società finanziaria attiva nel credito al consumo e presente anche in Italia. Attraverso il suo V Osservatorio 2026, ha analizzato la situazione economica delle famiglie spagnole sulla base di un’indagine condotta su un campione di oltre 6.000 residenti.

L’alto costo della vita che le famiglie canarie si trovano ad affrontare negli ultimi anni ha portato il 20,4% di esse a dover ricorrere al sostegno economico di parenti e persone vicine per riuscire ad arrivare a fine mese. Si tratta della percentuale più alta registrata tra tutte le comunità autonome della Spagna.

La famiglia come ammortizzatore sociale

Questo dato racconta qualcosa di più profondo di una semplice difficoltà individuale. Quando una famiglia su cinque ha bisogno dell’aiuto economico del proprio contesto familiare o sociale per sostenere le spese quotidiane, la rete familiare finisce per trasformarsi in un vero ammortizzatore sociale parallelo. Una parte della tenuta economica delle famiglie non poggia più soltanto su salari, risparmi o politiche pubbliche, ma sulla capacità di parenti e persone vicine di intervenire dove il reddito non basta.

Il dato diventa ancora più significativo osservando l’uso di questo sostegno. Tra le famiglie che ricevono aiuto economico, oltre la metà lo utilizza per coprire spese essenziali come alimentazione e utenze domestiche: il 57,8%. In altre parole, per molte famiglie canarie l’aiuto dei parenti non serve a mantenere consumi superflui, ma a pagare la spesa, la luce, l’acqua e le necessità di base. Seguono le spese fisse legate all’abitazione, come affitto o mutuo, indicate dal 15,6%.

La casa come principale fattore di pressione

Il problema centrale resta quello già noto a molti residenti: redditi insufficienti, costo della vita elevato e abitazioni sempre meno accessibili. Il prezzo degli affitti obbliga oltre il 40% dei canari a cambiare località, spesso allontanandosi dal luogo di lavoro, oppure a trasferirsi in case più piccole. Sei famiglie su dieci destinano più del 30% delle proprie entrate all’affitto, superando spesso la soglia considerata prudente per evitare il sovraindebitamento.

Circa il 35% degli inquilini compensa questa spesa riducendo altre voci del proprio bilancio familiare.

Inquilini e proprietari, inoltre, sono stati costretti a ricorrere a finanziamenti bancari o a utilizzare i propri risparmi per far fronte alle spese legate all’abitazione, confermando la forte pressione che il costo della casa esercita sui bilanci familiari.

Redditi bassi e margini sempre più ridotti

I bassi redditi evidenziano la vulnerabilità delle famiglie canarie: il 14,3% vive con 1.000 euro al mese o meno.

La situazione reddituale descrive infatti uno scenario di particolare fragilità per una parte significativa delle famiglie dell’arcipelago, con il 14,3% che dispone di un reddito mensile pari o inferiore a 1.000 euro.

Trasferirsi alle Canarie: attrazione e realtà

I dati ridimensionano una narrazione spesso troppo semplificata delle Canarie come luogo dove trasferirsi significhi automaticamente vivere meglio. L’arcipelago resta un territorio attrattivo, ma il quadro cambia radicalmente per chi arriva senza una pensione medio-alta, senza un reddito da remoto, senza risparmi consistenti o senza una rete familiare ed economica alle spalle.

Per molti italiani che valutano un trasferimento, il punto è proprio questo: se l’obiettivo è vivere esclusivamente di lavoro locale, soprattutto nei settori con salari medi o medio-bassi, le prospettive possono non essere molto diverse da quelle dei residenti canari. Si entra nello stesso mercato del lavoro, si affrontano gli stessi affitti, gli stessi rincari e la stessa difficoltà a costruire un margine di risparmio.

Le Canarie, quindi, non vanno idealizzate né demonizzate. Vanno comprese nella loro complessità. Possono offrire molto a chi arriva con un profilo economico solido o con entrate indipendenti dal mercato locale, ma possono diventare molto più complicate per chi immagina di ricominciare da zero affidandosi soltanto a uno stipendio ordinario.

Risparmio quasi impossibile

Secondo l’Osservatorio Cofidis, questa pressione economica si riflette direttamente nella capacità di risparmio. Il 32% delle famiglie canarie dichiara di non riuscire a risparmiare nulla a fine mese, mentre il 34% riesce ad accantonare meno del 10% delle proprie entrate.

La ridotta disponibilità economica emerge anche nella capacità di affrontare spese impreviste. Il 40% delle famiglie non sarebbe in grado di sostenere una spesa straordinaria di 5.000 euro, mentre il 23% non potrebbe affrontarne una di 1.000 euro.

A questi dati si aggiunge un ulteriore elemento di fragilità: il 16% delle famiglie avrebbe difficoltà persino a far fronte a una spesa imprevista di 500 euro, evidenziando una situazione di estrema vulnerabilità finanziaria per una parte consistente della popolazione.

Una fragilità strutturale

Questi numeri raccontano una fragilità strutturale. Non descrivono soltanto una fase difficile, ma un modello sociale nel quale una parte significativa dei residenti vive senza margine di sicurezza, esposta al primo aumento, alla prima bolletta pesante, al primo problema familiare o sanitario.

La domanda, allora, diventa inevitabile: quale qualità della vita può offrire davvero un territorio dove lavorare non garantisce più stabilità, dove affittare una casa assorbe una parte crescente del reddito e dove il sostegno familiare diventa una rete di salvataggio sempre più necessaria?

Le Canarie restano un luogo straordinario sotto molti aspetti. Sarebbe però fuorviante raccontarle solo come un paradiso accessibile. Per molti residenti, e per chi arriva senza redditi forti dall’esterno, la vita quotidiana nell’arcipelago è fatta anche di stipendi bassi, affitti difficili, risparmio quasi impossibile e crescente dipendenza dall’aiuto familiare.

 

 

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