L’Hospital Insular di Gran Canaria consente ai ricoverati nelle cure palliative di ricevere la visita dei propri animali domestici. Al Materno-Infantil sono attivi anche programmi di terapia assistita con cani
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All’Hospital Universitario Insular di Gran Canaria, i pazienti ricoverati nell’unità di cure palliative possono ricevere la visita del proprio animale domestico. Un incontro pensato per offrire serenità, conforto e qualche momento di felicità alle persone che si trovano nella fase finale della vita.
La misura, introdotta nel novembre scorso, riconosce il profondo legame affettivo che unisce molti pazienti ai propri cani o gatti, considerati a tutti gli effetti membri della famiglia. L’obiettivo non è semplicemente rendere la struttura più pet friendly, ma umanizzare ulteriormente l’assistenza sanitaria, rispondendo anche ai bisogni emotivi di chi affronta gli ultimi giorni della propria esistenza.
Il progetto era stato proposto circa due anni fa ed è stato approvato dopo la definizione di specifici protocolli sanitari e di sicurezza da parte di un’équipe multidisciplinare.
L’iniziativa è nata proprio nell’unità di cure palliative per una ragione evidente: permettere ai pazienti di trascorrere del tempo con i propri animali e, in alcuni casi, salutarli per l’ultima volta.
Essere circondati dai propri animali può offrire un grande conforto. La scelta resta volontaria e viene presa dal paziente insieme alla famiglia.
Gli animali devono avere il certificato delle vaccinazioni aggiornato e le visite vengono concordate con il personale sanitario. Non esiste un orario rigidamente prestabilito, anche se generalmente gli incontri vengono organizzati nel pomeriggio, quando all’interno dell’ospedale c’è meno movimento.
La disponibilità degli operatori consente di gestire ogni visita con una certa flessibilità, cercando di garantire un’assistenza completa che tenga conto non soltanto delle esigenze cliniche, ma anche della dimensione affettiva e psicologica del paziente.
Il personale sanitario osserva che gli animali si comportano generalmente in modo tranquillo anche all’interno dell’ambiente ospedaliero, nonostante gli odori, i rumori e gli stimoli insoliti.
Secondo Fernando Fernández, vicedirettore medico dei Progetti trasversali del complesso ospedaliero, gli animali riconoscono la persona che sono venuti a visitare. Il beneficio, quindi, riguarda entrambe le parti.
«La visita serve a dare tranquillità e benessere durante gli ultimi momenti della vita», spiega Fernández.
L’Hospital Insular sta valutando la possibilità di estendere l’iniziativa anche ad altri pazienti, in particolare agli anziani ricoverati nei reparti geriatrici. Diversi studi indicano infatti che il contatto con gli animali può contribuire al benessere emotivo e alla salute mentale.
Una persona più serena, secondo il medico, affronta meglio anche la permanenza in ospedale e il rapporto con le cure.
L’iniziativa dell’Insular ha anticipato la stessa gestione politica regionale. Nel mese di maggio, il Parlamento delle Canarie ha approvato una proposta affinché il Servizio sanitario canario sviluppi protocolli che consentano le visite degli animali domestici ai pazienti ricoverati per lunghi periodi.
La presenza degli animali nel complesso ospedaliero non si limita alle cure palliative. Il Materno-Infantil dispone già di due programmi di terapia assistita con animali.
Il primo è rivolto ai bambini ricoverati nei reparti di oncologia ed ematologia pediatrica, grazie alla collaborazione della Fundación Aladina e dell’associazione Perros Azules.
Il secondo viene sviluppato nell’unità di Psichiatria infantile e adolescenziale con il sostegno della Fundación Disa, di Terapican e dell’associazione Felices con Narices.
Esiste inoltre un’iniziativa collegata al Tribunale per la violenza contro l’infanzia e l’adolescenza. Alcuni cani accompagnano e sostengono i minori durante gli accertamenti nei casi di presunti abusi sessuali.
Gli animali impiegati a fini terapeutici possono anche raggiungere le abitazioni dei bambini che ricevono cure palliative domiciliari.
Esperienze diverse, unite da un principio comune: curare non significa soltanto somministrare terapie, ma anche preservare, fino all’ultimo momento possibile, gli affetti e la dignità della persona.

