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PORTO DI LAS PALMAS, ORMEGGIO +30%: IL CONTO POTREBBE ARRIVARE FINO AL CARRELLO DELLA SPESA

L’associazione degli agenti marittimi e degli operatori portuali contesta il forte aumento delle tariffe e avverte: maggiori costi portuali possono trasferirsi lungo tutta la catena logistica fino ai consumatori delle Canarie

✍️ Italiano alle Canarie

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Alle Canarie quasi tutto passa dal mare. Alimentari, bevande, prodotti per la casa, materiali e una parte importante delle merci che ogni giorno finiscono nei supermercati e nei negozi dell’arcipelago arrivano attraverso i porti.

Proprio per questo una variazione dei costi portuali apparentemente tecnica può trasformarsi in qualcosa di molto più concreto per i cittadini: prezzi più alti.

L’allarme è stato lanciato dalla Asociación de Consignatarios y Estibadores de Buques de Las Palmas (ASOCELPA), l’associazione che rappresenta agenti marittimi e operatori portuali di Las Palmas, che ha respinto la proposta di revisione straordinaria delle tariffe massime del servizio di ormeggio e disormeggio nel Porto di Las Palmas.

L’aumento proposto raggiungerebbe il 30% sulla tariffa di ormeggio. Secondo ASOCELPA, il maggior costo inciderebbe sull’operatività delle navi e potrebbe trasferirsi progressivamente lungo la catena logistica, fino alla distribuzione e ai prezzi pagati dai consumatori.

DAL PORTO AL SUPERMERCATO

Il Porto di Las Palmas, ufficialmente Puerto de La Luz y de Las Palmas, non è uno scalo che serve soltanto la capitale di Gran Canaria. È uno dei principali nodi attraverso i quali entrano e vengono distribuite le merci destinate alle Canarie.

Per questo il problema non può essere considerato esclusivamente portuale.

Un aumento del 30% della tariffa di ormeggio non significa, naturalmente, che i prezzi al supermercato aumenteranno automaticamente della stessa percentuale. La tariffa di ormeggio è soltanto una delle tante voci che compongono il costo complessivo del trasporto di una merce.

Il meccanismo denunciato da ASOCELPA è però molto semplice: se aumenta il costo per far arrivare una nave, aumenta uno dei costi della catena che porta la merce dal porto agli scaffali.

Armatore, trasporto, logistica, distribuzione e commercio rappresentano passaggi successivi della stessa filiera. Se uno di questi passaggi diventa più costoso, il rischio è che almeno una parte dell’aumento venga trasferita ai passaggi successivi.

In un arcipelago fortemente dipendente dal trasporto marittimo, anche incrementi apparentemente limitati ai servizi portuali possono quindi assumere una dimensione economica molto più ampia.

ASOCELPA: AUMENTO DIFFICILE DA GIUSTIFICARE

L’associazione non contesta soltanto le possibili conseguenze dell’aumento, ma anche le ragioni economiche utilizzate per sostenerlo.

ASOCELPA ritiene che le tariffe dovrebbero essere costruite sulla base dei costi realmente necessari ed efficienti per garantire il servizio, evitando di trasferire sugli utenti spese che considera non sufficientemente giustificate.

C’è poi il capitolo della redditività.

Secondo ASOCELPA, il nuovo sistema sarebbe stato costruito prevedendo per SEPCAN, la società che presta il servizio di ormeggio nel Porto di Las Palmas, un margine del 10%.

La stessa società avrebbe però dichiarato nel 2025, sempre secondo i dati riportati dall’associazione, un utile netto del 14,88% con le tariffe attualmente in vigore.

ASOCELPA critica inoltre l’utilizzo, nel calcolo della nuova struttura tariffaria, degli aumenti di traffico collegati a situazioni eccezionali come le deviazioni delle rotte provocate dalle crisi geopolitiche nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz.

Secondo l’associazione, fenomeni temporanei non dovrebbero trasformarsi in costi permanenti caricati sulle tariffe ordinarie.

IL VERO NODO È CHI PAGHERÀ IL CONTO

La discussione potrebbe sembrare lontana dalla vita quotidiana di chi vive alle Canarie. In realtà tocca uno dei punti più sensibili dell’economia dell’arcipelago: il costo necessario per far arrivare le merci sulle isole.

Le Canarie partono già da una condizione particolare. La distanza dal continente e l’insularità rendono il trasporto marittimo un elemento essenziale dell’approvvigionamento.

Aggiungere nuovi costi alla porta d’ingresso delle merci significa quindi aggiungere un’ulteriore pressione su una catena che termina nei supermercati, nei negozi e nelle attività commerciali.

Non è possibile affermare oggi quanto di un eventuale aumento delle tariffe di ormeggio arriverebbe effettivamente sui prezzi finali. Sarebbe altrettanto sbagliato, però, considerare quei costi come qualcosa che riguarda esclusivamente le aziende portuali.

ASOCELPA chiede ora all’Autorità Portuaria di Las Palmas di rivedere la proposta e di aprire un confronto con gli operatori prima di rendere definitivo l’aumento.

Una tariffa decisa sulla banchina del Porto di Las Palmas può sembrare una questione tecnica riservata a navi e aziende, ma alle Canarie ciò che aumenta sulla banchina rischia di arrivare molto più lontano: fino al carrello della spesa.

 

 

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