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Canarie, quasi quattro studenti su dieci in difficoltà con la matematica

Le valutazioni scolastiche e il rapporto PISA evidenziano le difficoltà degli studenti canari nel ragionamento matematico e nell’applicazione pratica delle conoscenze.

✍️ Italiano alle Canarie

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Alle Canarie quasi quattro studenti su dieci si collocano nei livelli più bassi di rendimento in matematica. Una percentuale compresa tra il 38% e il 39%, emersa dalle valutazioni effettuate nelle scuole dell’arcipelago, che solleva interrogativi sulla qualità dell’apprendimento e sull’efficacia degli interventi educativi.

I dati sono stati illustrati il 26 ottobre da Inés María González, coordinatrice dell’area delle valutazioni scolastiche dell’Agenzia Canaria per la Qualità Universitaria e la Valutazione Educativa (ACCUEE), durante un incontro organizzato a Las Palmas de Gran Canaria.

Le criticità vengono individuate già nel quarto anno della scuola primaria e nel secondo della scuola secondaria obbligatoria, molto prima che gli alunni arrivino alle valutazioni internazionali.

NON BASTA CONOSCERE LE OPERAZIONI: BISOGNA SAPER RAGIONARE

Il dato più interessante non riguarda esclusivamente l’esecuzione di calcoli o la risoluzione di equazioni. Le valutazioni evidenziano anche la necessità di migliorare la capacità di applicare le conoscenze a situazioni nuove, interpretare i risultati e spiegare il ragionamento seguito.

Comprendere quale sia l’offerta commerciale più conveniente, calcolare correttamente uno sconto, confrontare due finanziamenti o interpretare una percentuale sono esempi di competenze che accompagnano ogni individuo nella vita quotidiana.

Non si tratta, quindi, soltanto di una materia scolastica, ma di uno strumento fondamentale per sviluppare il pensiero logico, valutare informazioni e prendere decisioni consapevoli.

Quando una percentuale così elevata di alunni incontra ostacoli nell’apprendimento, il problema supera inevitabilmente i confini dell’aula.

IL RAPPORTO PISA AVEVA GIÀ SEGNALATO IL RITARDO DELLE CANARIE

Il fenomeno non rappresenta una novità. Già il rapporto internazionale PISA 2022 aveva evidenziato risultati preoccupanti per l’arcipelago.

PISA è l’acronimo inglese di Programme for International Student Assessment, ovvero Programma per la valutazione internazionale degli studenti. Si tratta di un’indagine promossa dall’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che generalmente ogni tre anni valuta le competenze dei quindicenni in matematica, lettura e scienze.

L’obiettivo non è verificare soltanto le conoscenze scolastiche, ma anche la capacità di utilizzarle per affrontare problemi reali.

In questa disciplina, le Canarie hanno ottenuto 447 punti, contro i 473 della media spagnola e i 472 della media OCSE.

Un divario rispettivamente di 26 e 25 punti, che colloca l’arcipelago sensibilmente al di sotto dei due riferimenti.

LE RESPONSABILITÀ DEL SISTEMA EDUCATIVO

Attribuire questi risultati esclusivamente alla scarsa preparazione o al disinteresse degli alunni sarebbe una spiegazione semplicistica.

Una situazione così diffusa impone una riflessione sull’organizzazione dell’insegnamento, sull’individuazione precoce delle lacune e sulla capacità delle scuole di intervenire prima che queste diventino strutturali.

La Consejería de Educación delle Canarie ha annunciato una figura di coordinamento nei centri di scuola secondaria, con il compito di aiutare gli istituti a interpretare i risultati delle valutazioni e trasformarli in misure concrete di miglioramento.

Un’iniziativa che rappresenta un possibile passo avanti, ma la cui efficacia dovrà essere misurata attraverso risultati verificabili nel tempo.

La questione fondamentale rimane la stessa: non basta individuare le lacune, occorre dimostrare di saperle ridurre.

Le competenze numeriche e logiche rappresentano una componente importante della formazione, non soltanto per il percorso scolastico, ma anche per comprendere informazioni, valutare situazioni e affrontare decisioni quotidiane.

I risultati delle valutazioni non permettono di prevedere il futuro dei singoli ragazzi, né di attribuire automaticamente le carenze all’insegnamento. Costituiscono, tuttavia, un segnale che merita attenzione e interventi mirati.

La sfida per il sistema educativo canario sarà individuare i fattori che contribuiscono a questi risultati, rafforzare gli strumenti di sostegno e verificare nel tempo se le misure adottate producano miglioramenti concreti.

 

 

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