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Canarie, il porto di Las Palmas verso un aumento del 35% delle tariffe: quali rischi per i consumatori?

L’Autorità Portuaria propone una revisione del 34,77% dei prezzi massimi per la movimentazione delle merci, dopo 17 anni di tariffe congelate.

✍️ Italiano alle Canarie

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Il porto di Las Palmas potrebbe essere interessato da un significativo aumento delle tariffe massime applicabili alle operazioni di carico, scarico, stivaggio e movimentazione delle merci. La proposta di revisione dell’Autorità Portuaria prevede un incremento del 34,77%, destinato a modificare i limiti tariffari del servizio dopo 17 anni di sostanziale congelamento.

La proposta, presentata dal direttore Francisco Trujillo, ha incontrato l’opposizione di Asocelpa, l’associazione dei consignatari e degli operatori portuali, favorevole a contenere l’incremento intorno al 27%. Le osservazioni sarebbero state respinte, mantenendo la percentuale del 34,77%.

Il procedimento, tuttavia, non è concluso. Sono ancora necessari il parere di Puertos del Estado e la successiva decisione del Consiglio di amministrazione dell’Autorità Portuaria.

DICIASSETTE ANNI SENZA AUMENTI: LE RAGIONI DELLA REVISIONE

Alla base della proposta figurano l’incremento dei costi energetici, dei carburanti, della manutenzione delle attrezzature e soprattutto della manodopera portuale.

Il costo del personale del Centro Portuario de Empleo rappresenterebbe oltre la metà delle spese operative considerate nel calcolo. Proprio il trattamento di questa componente avrebbe determinato il confronto tra l’Autorità Portuaria e Asocelpa.

La necessità di aggiornare tariffe rimaste invariate per quasi due decenni presenta quindi motivazioni economiche concrete. Resta però da valutare quale impatto potrebbe avere la revisione sui prezzi effettivamente praticati agli operatori commerciali.

UN’INFRASTRUTTURA STRATEGICA PER L’ECONOMIA DELLE CANARIE

Il porto di Las Palmas rappresenta uno dei principali collegamenti dell’arcipelago con i mercati internazionali e con le altre isole.

Nel 2025, i cinque porti amministrati dall’Autorità Portuaria di Las Palmas hanno registrato complessivamente oltre 36,5 milioni di tonnellate di traffico, confermando la rilevanza strategica della logistica marittima per l’economia insulare.

La proposta attuale riguarda esclusivamente il porto di Las Palmas. Eventuali revisioni tariffarie per Arrecife e Puerto del Rosario dovranno seguire procedimenti separati.

Le conseguenze economiche di un aumento dei costi logistici, tuttavia, potrebbero estendersi oltre Gran Canaria, attraverso i collegamenti commerciali e i sistemi di distribuzione tra le isole.

DAL PORTO AL SUPERMERCATO: IL POSSIBILE EFFETTO SUI PREZZI

Le Canarie dipendono in misura rilevante dalle importazioni e dai rifornimenti via mare. Prodotti alimentari, beni di consumo e materiali destinati alle attività economiche attraversano una filiera composta da compagnie marittime, operatori portuali, importatori e distributori.

Un incremento dei costi effettivi di movimentazione potrebbe essere assorbito dalle imprese oppure trasferito, almeno parzialmente, ai successivi passaggi commerciali, fino ai prezzi sugli scaffali.

Occorre però distinguere tra tariffe massime autorizzate e prezzi realmente applicati. La revisione del 34,77% riguarderebbe il limite tariffario, non rappresenterebbe un incremento automatico equivalente dei costi sostenuti dalle imprese, né tantomeno dei prezzi pagati dai consumatori.

L’effetto reale dipenderà dalle trattative commerciali, dalla concorrenza tra gli operatori e dalle decisioni delle aziende coinvolte.

IL CONTO FINALE: UN INTERROGATIVO ANCORA APERTO

In un territorio già condizionato dai costi dell’insularità, anche un ulteriore rincaro logistico merita attenzione, soprattutto per le possibili ripercussioni sui bilanci delle famiglie.

Al momento non esistono elementi sufficienti per quantificare un eventuale aumento del carrello della spesa direttamente riconducibile alla proposta portuale.

Rimane però una domanda concreta: quanto potrebbe costare di più fare la spesa se l’aumento delle tariffe massime dovesse tradursi in maggiori costi lungo la distribuzione?

Il tempo e le decisioni degli operatori economici daranno una risposta. L’esperienza insegna che una parte degli aumenti lungo le filiere può finire per essere trasferita a chi acquista.

Il rischio, ancora una volta, è che il conto finale arrivi ai consumatori.

FONTI

Atlántico Hoy, 29 ottobre 2026: proposta di revisione delle tariffe massime del porto di Las Palmas.

 

 

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