Nonostante le rassicurazioni della Sanità regionale, pazienti e familiari segnalano tempi di attesa ben superiori a quelli ufficialmente comunicati.
✍️ Italiano alle Canarie
L’Assessorato regionale alla Sanità ha comunicato all’Associazione Spagnola Contro il Cancro della provincia di Santa Cruz de Tenerife che l’attesa per una colonscopia sarebbe di circa tre mesi, un periodo che non può comunque essere considerato immediato.
Secondo quanto riferito da familiari e pazienti all’associazione, tuttavia, i tempi reali possono arrivare dai sei fino a dieci mesi.
Nelle Canarie, l’attesa per effettuare una colonscopia si è quindi allungata in modo significativo. Si tratta di un esame fondamentale per stabilire se il sanguinamento rilevato dopo un test positivo di sangue occulto nelle feci sia riconducibile a un tumore. Il prolungamento dei tempi desta preoccupazione tra operatori sanitari e pazienti.
A confermarlo è il presidente provinciale dell’Associazione Spagnola Contro il Cancro, Andrés Orozco, che definisce la situazione “molto grave” e strutturale, sottolineando la distanza tra i tempi indicati ufficialmente e quelli effettivamente riscontrati.
Diagnosi precoce e tempi di intervento
Il programma di diagnosi precoce del tumore del colon-retto è rivolto alla popolazione tra i 50 e i 69 anni e si basa su un semplice test di sangue occulto nelle feci, effettuabile a domicilio e consegnabile al centro di salute. In caso di esito positivo, è necessaria una colonscopia per individuare l’origine del sanguinamento, spesso dovuto a polipi benigni la cui rimozione precoce può prevenire l’evoluzione tumorale.
Un collo di bottiglia nel sistema
Secondo Orozco, il principale problema si concentra proprio nella fase successiva al test positivo. I tempi di attesa per la colonscopia risultano eccessivi e incompatibili con una corretta diagnosi precoce. “Secondo l’Assessorato regionale alla Sanità, mancano medici specialisti per effettuare questa prova”.
Il Servizio Canario della Salute avrebbe avviato contatti con strutture private per accordi, una soluzione temporanea che non risolve il problema strutturale. Nel frattempo, l’attesa prolungata accresce l’ansia dei pazienti e i rischi legati al ritardo diagnostico.
Attese giudicate inaccettabili
Levy Cabrera, portavoce del Sindacato Medico, chiarisce che non vi sono criticità nella fase di screening o nella convocazione dei pazienti. Il vero nodo emerge quando, dopo un risultato positivo, la colonscopia viene rinviata di mesi. Una tempistica che viene definita inaccettabile.
Secondo il sindacato, la colonscopia dovrebbe essere effettuata entro 15 giorni o, al massimo, un mese dal risultato positivo, mentre attese di due o tre mesi non sono mai state considerate adeguate.
Tenerife, la situazione più critica
Tra le prove diagnostiche, la colonscopia è quella con i tempi di attesa più lunghi e rappresenta una delle principali criticità, soprattutto nell’isola di Tenerife. A segnalarlo è il segretario generale della Sanità di CCOO Canarias, Juan Navarro.
Tra le cause principali figurano l’aumento degli screening per il tumore del colon-retto, la carenza di personale sanitario e problemi di pianificazione interna nei servizi ospedalieri.
Anche in questo caso, la sanità delle Canarie a lungo indicata come modello efficiente e accessibile si scontra con una realtà che restituisce un quadro ben diverso. Il caso delle colonscopie rappresenta uno degli esempi più evidenti delle criticità presenti nell’organizzazione del sistema e nella capacità di garantire risposte tempestive su prestazioni decisive.


