I migliori 5 articoli
di questa settimana

Articoli correlati

Accordo UE–Mercosur

I rischi per le Canarie.

Tra grandi equilibri globali e territori periferici: chi pagherà davvero il prezzo dell’accordo

⏱️ Tempo di lettura: 4 minuti

✍️ Italiano alle Canarie

Il Mercosur (Mercado Común del Sur) è un blocco economico sudamericano nato all’inizio degli anni Novanta e composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Fin dalla sua creazione, rappresenta per l’Unione Europea un interlocutore strategico, sia per il peso agricolo dei Paesi membri sia per il ruolo geopolitico dell’America Latina negli equilibri globali.

I negoziati tra Unione Europea e Mercosur sono iniziati ufficialmente nel 1999 e hanno attraversato fasi di stallo, rilanci e contrasti, soprattutto su agricoltura, standard ambientali e tutela dei mercati interni. La firma dell’accordo, arrivata dopo oltre ventisei anni, segna quindi un passaggio storico nelle relazioni commerciali tra i due blocchi.

La portata economica dell’accordo UE–Mercosur.

Sul piano economico e commerciale, l’intesa UE–Mercosur è considerata uno dei più ambiziosi accordi di libero scambio mai siglati dall’Unione Europea: coinvolge circa 780 milioni di persone e interessa un’area che pesa per quasi un quarto del PIL mondiale. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il multilateralismo e diversificare le relazioni commerciali europee in un contesto internazionale sempre più instabile.

Dal punto di vista politico, Bruxelles ha presentato l’accordo come un segnale a favore della cooperazione globale, anche in risposta alle politiche protezionistiche emerse negli ultimi anni, in particolare negli Stati Uniti.

Accanto alla dimensione strategica, tuttavia, il trattato solleva interrogativi rilevanti sul piano economico e territoriale, soprattutto per regioni strutturalmente fragili come le Canarie.

Preoccupazioni reali, ma effetti non automatici.

Nell’arcipelago canario, la firma dell’accordo è stata accolta con forte cautela. Il presidente del Governo autonomo, Fernando Clavijo, ha definito il patto una “cattiva notizia” per le Canarie, sostenendo che l’intesa non terrebbe adeguatamente conto delle specificità delle regioni ultraperiferiche e potrebbe esporre il settore primario locale a una concorrenza squilibrata.

Il timore principale riguarda l’agricoltura, in particolare produzioni simboliche e strategiche come il platano, l’avocado e la papaya. I Paesi del Mercosur presentano, in molti casi, costi di produzione inferiori, legati a condizioni climatiche, salariali e normative differenti.

Questo elemento costituisce un rischio potenziale, ma non si traduce automaticamente in un impatto immediato sui mercati europei.

L’accordo prevede infatti una liberalizzazione graduale: circa il 90% degli scambi sarà interessato da riduzioni tariffarie progressive, con periodi transitori che, per alcuni settori, possono estendersi fino a dieci o quindici anni. Restano inoltre in vigore i controlli fitosanitari, gli standard europei di sicurezza alimentare e, per i prodotti più sensibili, sistemi di quote che limitano i volumi importabili.

Rischi potenziali ed effetti certi: una distinzione necessaria.

Ad oggi non esistono stime ufficiali che quantifichino un impatto diretto e immediato dell’accordo UE–Mercosur sull’occupazione agricola canaria o sui prezzi dei prodotti locali. Parlare di un “crollo certo” del settore risulta pertanto prematuro. È più corretto distinguere tra:

-Effetti certi: aumento della concorrenza potenziale nel medio-lungo periodo; maggiore pressione sui prezzi nei comparti più esposti; necessità di adattamento competitivo per le produzioni locali.

-Rischi potenziali: perdita di quote di mercato, riduzione dei margini per i piccoli produttori, possibile abbandono delle superfici agricole meno redditizie.

L’effettiva materializzazione di questi rischi dipenderà non solo dall’attuazione dell’accordo, ma anche dalle politiche di accompagnamento che l’Unione Europea e lo Stato spagnolo decideranno di adottare.

Il quadro normativo per le regioni ultraperiferiche.

Le Canarie, in quanto regione ultraperiferica dell’Unione Europea, beneficiano di un trattamento differenziato riconosciuto dai Trattati.

Strumenti come il programma POSEI (Programma di Opzioni Specifiche per l’Allontanamento e l’Insularità), le clausole di salvaguardia e la possibilità di attivare misure correttive in caso di gravi perturbazioni del mercato sono già previsti dal diritto comunitario.

Il nodo centrale non è quindi l’assenza di tutele formali, ma la loro effettiva applicazione.

Le esperienze maturate in precedenti accordi commerciali mostrano che, in diversi casi, gli interventi compensativi sono arrivati in ritardo o si sono rivelati insufficienti a fronteggiare squilibri strutturali di lungo periodo.

Una sfida aperta, non un destino scritto

L’accordo UE–Mercosur non rappresenta automaticamente una condanna per l’agricoltura canaria, ma pone una sfida concreta e complessa. La vera incognita riguarda la capacità delle istituzioni europee, nazionali e regionali di anticipare gli effetti del trattato, rafforzare i meccanismi di protezione esistenti e sostenere la competitività delle produzioni locali.

La partita si giocherà sull’attuazione concreta dell’accordo e sulla volontà politica di evitare che i costi della globalizzazione ricadano, ancora una volta, sui territori più vulnerabili.

 

 

Articoli popolari