Cosa cambia con il nuovo dazio UE per gli acquisti online alle Canarie
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✍️ Italiano alle Canarie
Comprare una custodia per il cellulare da due euro su AliExpress, uno zaino da viaggio su Temu o capi di abbigliamento su Shein non sarà più così economico a partire da quest’estate. L’Unione Europea ha approvato un nuovo dazio fisso di tre euro per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE.
Il punto chiave è che non si tratta di tre euro per pacco, ma per tipologia di prodotto. In altre parole, se in un unico ordine si acquistano una maglietta, un paio di calzini e degli auricolari, potrebbero essere applicati più sovrapprezzi. Sebbene la misura riguardi l’intero territorio europeo, alle Canarie le conseguenze potrebbero essere ulteriori, sia in termini di costi aggiuntivi sia di tempi di consegna e complessità burocratica legata alle pratiche doganali.
Più caro per il consumatore
Fernando del Río è CEO di Syniva, azienda con sede operativa alle Canarie che offre ai privati un servizio integrato per gli acquisti online destinati all’Arcipelago, occupandosi del ritiro della merce presso il fornitore e della consegna finale a domicilio anche quando la piattaforma originaria non spedisce direttamente nelle Isole. Secondo Del Río, l’effetto più evidente si rifletterà sul portafoglio dei clienti, poiché “questo costo non sarà assorbito dalle grandi piattaforme”, ma verrà trasferito sul prezzo finale.
L’impatto sarà maggiore sugli ordini molto economici e composti da articoli diversi. Se si acquistano numerosi prodotti dal valore di uno o due euro, il dazio può far lievitare il prezzo complessivo fino a rendere l’acquisto poco conveniente.
Del Río non prevede uno “shock” o un crollo del commercio online. Ritiene che i consumatori confronteranno i prezzi con quelli dei negozi europei e che, per ordini di importo medio — tra 60 e 70 euro — tre euro aggiuntivi non comporteranno un cambiamento radicale.
Il caso specifico delle Canarie
Oltre al prezzo, nelle Isole entrano in gioco il regime fiscale proprio e le procedure doganali. Come sottolinea Casiano Manrique de Lara Peñate, docente dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria, i tre euro si applicheranno alle Canarie allo stesso modo che nel resto d’Europa, poiché il sovrapprezzo è identico per tutti.
La differenza è che nell’Arcipelago esiste già un costo aggiuntivo legato alle pratiche doganali, dovuto alla condizione di regione ultraperiferica e al suo particolare inquadramento nell’Unione doganale. Anche quando non si pagano dazi, è comunque necessario effettuare dichiarazioni e procedure al momento dell’ingresso della merce nelle Isole, cosa che non avviene tra Paesi dell’UE continentale.
Il nuovo sovrapprezzo non crea quindi un problema esclusivamente canario, ma si somma a una situazione che già comporta maggiori costi e tempi più lunghi per molti acquisti online. “L’impatto è lo stesso, ma su un costo che è già più alto”, sintetizza il professore.
Rischio stop alle spedizioni verso le Canarie?
Nel complesso sistema di spedizioni e dazi, emerge anche il dubbio su come le aziende gestiranno il nuovo costo, che potrebbe ridurre la propensione all’acquisto. Secondo Víctor López, rappresentante e portavoce di Autodespacho Canarias, alcune piattaforme operano con sistemi logistici che potrebbero non adattarsi facilmente al nuovo dazio senza adeguamenti.
Molte di queste imprese, spiega, lavorano con modelli semplificati che non prevedono liquidazioni aggiuntive a destinazione. Se non riorganizzeranno le modalità di spedizione, potrebbero incontrare difficoltà nel mantenere l’invio diretto verso le Canarie.
Una possibile soluzione consisterebbe nel centralizzare la merce in magazzini situati all’interno dell’Unione Europea per poi ridistribuirla da lì. Diverse grandi piattaforme dispongono già di centri logistici europei, che potrebbero essere ulteriormente potenziati.
Secondo il rappresentante di Autodespacho Canarias, una forte diminuzione dei piccoli pacchi inciderebbe anche sull’occupazione legata alla logistica nelle Isole, dai corrieri ai lavoratori dei magazzini e delle pratiche doganali.
Cosa può accadere ora?
Alla luce delle dichiarazioni raccolte, nel breve periodo è probabile che gli ordini molto economici e composti da numerosi articoli diversi subiscano un aumento significativo dei costi. Questo potrebbe spingere i consumatori a confrontare maggiormente le offerte prima di acquistare fuori dall’UE, mentre le grandi piattaforme potrebbero rivedere la propria organizzazione logistica per ridurre l’impatto.
I tre euro non impediranno di acquistare online, ma potrebbero modificare le abitudini di consumo dei canari. Nell’Arcipelago, dove ogni spedizione segue già un sistema differente rispetto al resto della Spagna, il nuovo dazio si inserisce in una realtà ben nota ai consumatori: acquistare dall’esterno raramente è semplice come cliccare e attendere la consegna.


