Dignità compromessa, logistica inadeguata e pressione assistenziale permanente nei due principali ospedali pubblici dell’isola
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✍️ Italiano alle Canarie
Il Sindacato degli Infermieri Satse Canarias ha lanciato un nuovo allarme sul collasso strutturale che interessa i servizi di Pronto Soccorso dell’Hospital Universitario Insular de Gran Canaria e dell’Hospital Universitario de Gran Canaria Doctor Negrín.
Secondo l’organizzazione, la saturazione assistenziale non rappresenta più un fenomeno episodico, bensì una condizione consolidata che mette in discussione la tenuta logistica del sistema sanitario pubblico sull’isola.
«Ogni giorno vediamo l’intollerabile trasformato in routine», afferma Juan Trenzado, segretario provinciale del sindacato a Las Palmas, sottolineando che la situazione non può più essere ricondotta a picchi stagionali o a circostanze contingenti.
Barelle tra ascensori e aule di docenza
Nel comunicato ufficiale, Satse evidenzia come la carenza di posti letto effettivamente operativi, l’insufficienza degli organici e l’assenza di una pianificazione strutturale abbiano prodotto uno scenario di sovraffollamento ormai cronico nei due principali ospedali di riferimento di Gran Canaria.
Nei Pronto Soccorso la scena si ripete quotidianamente: pazienti gravi, anziani e persone non autosufficienti restano per ore — talvolta per giorni — su barelle collocate nei corridoi o in spazi non idonei al ricovero.
All’ospedale Insular, riferisce il sindacato, sarebbero stati occupati anche spazi in prossimità degli ascensori panoramici; al Doctor Negrín sarebbero state utilizzate ex aule di docenza per sistemare i malati.
La denuncia riguarda anche l’assenza di condizioni minime di privacy e, in alcuni casi, la mancanza di accesso ai servizi igienici.
Sicurezza e qualità delle cure sotto pressione
La criticità non riguarda soltanto il disagio dei pazienti. Infermieri e personale sanitario operano in un contesto di pressione assistenziale costante che, secondo il sindacato, aumenta il rischio di errore clinico, incide sulla qualità delle cure e mette a rischio la salute fisica e psicologica degli operatori.
Per il sindacato Satse, il collasso è il risultato di scelte organizzative e politiche che non hanno saputo anticipare la crescita e l’invecchiamento della popolazione di Gran Canaria, né l’incremento reale della domanda di assistenza urgente.
L’applicazione reiterata di misure temporanee avrebbe finito per trasformare l’emergenza in normalità.
Richiesta di interventi strutturali
Satse Canarias sollecita un intervento immediato della Consejería de Sanidad, del Servicio Canario de la Salud e del Governo autonomo.
Le misure indicate come prioritarie comprendono:
l’apertura effettiva dei posti letto attualmente chiusi o bloccati;
la creazione di nuove risorse sociosanitarie;
il rafforzamento stabile e strutturale degli organici infermieristici e del restante personale sanitario;
l’incremento delle risorse umane e materiali nei servizi di urgenza dell’Assistenza Primaria;
l’ampliamento degli spazi dedicati ai Pronto Soccorso e la semplificazione delle procedure di ricovero.
Il sindacato definisce la situazione insostenibile e chiede soluzioni non più temporanee ma sistemiche, parlando di un vero e proprio SOS per la dignità di pazienti e professionisti negli ospedali pubblici di Gran Canaria.
Fino a 300 accessi al giorno per ospedale
A incidere ulteriormente sulla pressione assistenziale vi sono anche gli episodi di calima, che colpiscono in particolare i pazienti pluripatologici con problematiche respiratorie.
Al Doctor Negrín si registrano fino a circa 300 accessi al giorno. Per far fronte all’afflusso, ogni turno sarebbe stato rafforzato con circa quattro infermieri e altrettanti ausiliari. In alcune giornate si sono rese necessarie soluzioni straordinarie, come la disposizione delle barelle in fila lungo i corridoi.
All’Insular la domanda assistenziale è cresciuta negli ultimi giorni. Secondo fonti ospedaliere, nella giornata di lunedì il servizio di Urgenza ha assistito complessivamente 295 persone.
Il quadro delineato dal sindacato non descrive una criticità occasionale, ma una precarietà strutturale che pone interrogativi seri sulla capacità organizzativa del sistema sanitario pubblico dell’isola.


