I migliori 5 articoli
di questa settimana

Articoli correlati

Fondi UE alle Canarie: miliardi assegnati, metà non spesa

Da oltre vent’anni arrivano risorse europee miliardarie, ma la capacità di trasformarle in sviluppo resta limitata. Una condizione strutturale che attraversa governi di diverso colore politico e solleva interrogativi sulla qualità della classe dirigente e sull’effettiva capacità amministrativa dell’arcipelago.

✍️ Italiano alle Canarie

⌚ Tempo di lettura: 3 minuti

Il problema della convergenza

Uno studio dell’Ordine degli Economisti di Las Palmas de Gran Canaria indica che l’indice di esecuzione dei fondi europei si ferma al 55% e invita il Governo delle Canarie a «fare una riflessione profonda»: non si comprende come si possano richiedere più risorse senza avere la capacità di spenderle.

Dal 2000 la convergenza economica delle Canarie rispetto alla Spagna — ossia il livello di avvicinamento del reddito e della ricchezza dell’arcipelago alla media nazionale — è scesa dal 93,8% al 78,4%, mentre rispetto alla media dell’Unione Europea il dato arretra dal 74% al 72% dal 2013. L’arcipelago figura così tra le regioni ultraperiferiche (RUP) — territori dell’Unione Europea geograficamente lontani dal continente e con condizioni strutturali specifiche — con la peggiore dinamica relativa.

Il rapporto evidenzia che, mentre alcune RUP hanno ridotto il divario con i propri parametri di riferimento, territori come Guayana Francese, Mayotte e le stesse Canarie continuano ad allontanarsi, segno di criticità strutturali non risolte.

Miliardi ricevuti, capacità di spesa debole

Le Canarie sono la seconda RUP per volume di fondi europei ricevuti: circa 3,2 miliardi nel ciclo 2014-2020, dei quali è stato speso poco più della metà. Per il periodo 2021-2027, ancora in corso, l’esecuzione risulterebbe persino inferiore.

Il confronto con altre realtà è significativo. A Madeira vengono assegnati circa 900 milioni di euro, ma la spesa effettiva supera 1,5 miliardi grazie alla capacità di assorbire e attrarre ulteriori risorse.

Secondo gli economisti, uno dei principali ostacoli è la burocrazia amministrativa, che rallenta o blocca l’utilizzo dei fondi disponibili.

Parallelamente, le Canarie risultano tra le RUP con maggiore pressione fiscale, con un differenziale rispetto alla Spagna del 9,4%. Una combinazione che, insieme al basso reddito pro capite, incide sul benessere sociale.

Non solo fondi europei

La difficoltà di esecuzione non riguarda esclusivamente le risorse europee. Nell’attuale legislatura il governo regionale guidato da Coalición Canaria e Partido Popular ha lasciato senza destinazione oltre 3,3 miliardi di euro nei propri bilanci.

Il caso più rilevante è quello della Consejería de Transición Ecológica, che nel 2025 ha lasciato inutilizzati tre euro su quattro tra quelli assegnati.

Nel triennio considerato le risorse non utilizzate ammontano a 3.352 milioni di euro, concentrate soprattutto negli investimenti reali e nei trasferimenti di capitale.

Nel complesso emerge una difficoltà cronica nel trasformare le risorse disponibili in sviluppo effettivo. Non è un problema di un singolo esecutivo, ma una dinamica che accompagna l’arcipelago da oltre vent’anni e che continua a pesare sulla sua capacità di convergenza economica. La domanda resta aperta: quanto ancora le Canarie possono permettersi di lasciare inutilizzate opportunità già finanziate?

 

 

Articoli popolari