La morosità media raggiunge i 6.711 euro nella provincia e riflette la pressione del mercato degli affitti nelle Canarie, dove il debito medio supera i 6.300 euro.
✍️ Italiano alle Canarie
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L’aumento dei prezzi degli affitti in Spagna si sta traducendo in un incremento significativo degli inquilini morosi. Anche le Canarie non fanno eccezione. La provincia di Las Palmas si colloca tra le venti con il debito medio più elevato per affitti non pagati nel Paese, con 6.711,1 euro, secondo il rapporto “Situación de la Morosidad en el Alquiler en España en 2025” elaborato dall’Observatorio del Alquiler e promosso dalla Fundación Alquiler Seguro.
Lo studio mostra come la pressione del mercato residenziale si stia trasferendo sulla capacità di pagamento degli inquilini in un contesto di aumento costante dei canoni. Nell’insieme dell’arcipelago la morosità media raggiunge i 6.348,1 euro, collocando le Canarie tra le comunità autonome con livelli di insolvenza rilevanti nel mercato immobiliare spagnolo.
La morosità accelera
Il rapporto segnala un netto aumento della morosità nell’ultimo anno. Il debito medio per affitto non pagato in Spagna è passato da 7.957,6 euro nel 2024 a 8.489,3 euro nel 2025, con un incremento del 16,5%.
Questa dinamica coincide con uno scenario di prezzi storicamente elevati. Secondo il Barómetro del Alquiler dello stesso osservatorio, il canone medio in Spagna ha raggiunto nel 2025 i 1.184 euro mensili, portando lo sforzo economico degli inquilini al 34% del reddito. Il livello supera la soglia considerata sostenibile per la stabilità finanziaria delle famiglie e aumenta il rischio di insolvenza.
Il quadro provinciale
L’analisi per province conferma che i territori con maggiore pressione immobiliare e turistica concentrano anche i livelli più elevati di morosità. In questo contesto Las Palmas figura tra le province con il debito medio più alto del Paese, con 6.711,1 euro per inquilino moroso.
Il dato resta inferiore rispetto ai mercati immobiliari con maggiore tensione abitativa, ma segnala comunque la crescente difficoltà nel sostenere il costo degli affitti.
A livello nazionale Barcellona guida la classifica con 14.036,5 euro di debito medio, seguita da Madrid (10.420,4 euro), Baleari (10.354,4 euro), Guipúzcoa (10.137,6 euro) e Malaga (10.003,1 euro).
Nell’arcipelago emerge inoltre una differenza tra province. Santa Cruz de Tenerife registra una morosità media inferiore, pari a 5.968,4 euro, rimanendo sotto la soglia dei 6.000 euro.
Meno mesi di affitto non pagati
Nonostante l’aumento della morosità media, le Canarie figurano tra le comunità autonome con il minor numero di mensilità non pagate. Il rapporto indica che il debito accumulato nell’arcipelago equivale a meno di sei mesi di affitto.
Il valore resta inferiore rispetto a regioni come Murcia, Andalusia o Catalogna, dove gli inquilini morosi superano gli otto o persino nove mesi di canone.
Il dato suggerisce che nelle Canarie la morosità tende a concentrarsi in meno mensilità, anche se l’importo complessivo continua a crescere a causa dell’aumento dei canoni.
Un mercato vicino al limite
L’Osservatorio del Alquiler avverte che il mercato residenziale potrebbe avvicinarsi al proprio limite di sostenibilità finanziaria. Affitti sempre più elevati e salari che non crescono allo stesso ritmo stanno trasformando ritardi occasionali nei pagamenti in debiti più duraturi.
Secondo lo studio, l’aumento della morosità nel 2025 non dipende soltanto da problemi temporanei di solvibilità, ma riflette uno squilibrio strutturale tra redditi delle famiglie e costo dell’abitazione in affitto.
La conseguenza è una diffusione più ampia dei casi di morosità tra territori e famiglie, in un contesto in cui il mercato non presenta più aree rifugio. Nessuna provincia spagnola ha registrato una diminuzione della morosità nell’ultimo anno.
Il dato segnala anche la crescente difficoltà di una parte della popolazione nel sostenere il costo dell’affitto. L’aumento continuo dei canoni, non accompagnato da una crescita equivalente dei salari, sta mettendo sotto pressione soprattutto i redditi medi e medio-bassi.


