La solitudine degli anziani diventa una emergenza silenziosa nelle Canarie: i numeri crescono e potrebbero superare le 93.000 persone entro il 2030.
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Una realtà sociale sempre più diffusa
Nelle Isole Canarie sta emergendo una realtà sociale poco visibile ma sempre più rilevante: decine di migliaia di persone anziane vivono completamente sole.
Secondo un rapporto recentemente diffuso nelle Canarie sul fenomeno della cosiddetta “solitudine non desiderata”, oltre 68.000 persone con più di 65 anni vivono oggi da sole nell’arcipelago. Le proiezioni indicano che la cifra potrebbe superare le 93.000 unità entro il 2030, riflettendo un cambiamento demografico e sociale sempre più evidente.
Dietro questi numeri non c’è soltanto una questione emotiva o personale. Il fenomeno della solitudine non desiderata viene sempre più interpretato come un problema che riguarda l’organizzazione del sistema di assistenza, i servizi sociali e la capacità delle politiche pubbliche di accompagnare l’invecchiamento della popolazione.
Oltre 216.000 famiglie composte da una sola persona
Il quadro demografico delle Canarie mostra una trasformazione significativa. Nell’arcipelago si contano oltre 216.000 famiglie unipersonali (persone che vivono da sole) e quasi un terzo è composto da persone con più di 65 anni.
La crescita dei nuclei familiari composti da una sola persona riflette diversi fattori: l’aumento dell’aspettativa di vita, i cambiamenti nei modelli familiari e le difficoltà di mantenere reti sociali e di vicinato solide soprattutto nelle aree urbane.
Gli esperti segnalano che la solitudine prolungata può avere effetti rilevanti sulla salute: maggiore rischio di depressione, peggioramento delle condizioni fisiche, aumento della dipendenza e maggiore pressione sui servizi sanitari e sociosanitari.
Un problema sociale spesso invisibile
Nonostante la crescita del fenomeno, diversi osservatori sottolineano che la risposta istituzionale si è spesso limitata ad annunci generici o programmi privi di una struttura operativa chiara, con finanziamenti limitati e senza indicatori pubblici che permettano di misurarne i risultati.
Nel frattempo la solitudine continua ad avanzare e si traduce in più accessi ai servizi sanitari, maggiore fragilità sociale e un aumento delle situazioni di dipendenza, spesso senza una rete di supporto familiare o comunitaria.
L’idea di un sistema di prevenzione della solitudine
Nel dibattito pubblico emerge sempre più spesso la proposta di creare un sistema strutturato di prevenzione della solitudine pensato specificamente per la realtà delle Canarie.
Il modello prevede interventi coordinati tra sanità, servizi sociali e comunità locali, con strumenti come reti di prossimità nei quartieri e nelle zone rurali, programmi di teleassistenza avanzata, iniziative di abitazione condivisa, servizi di mobilità sociale contro l’isolamento e il rafforzamento dei servizi di assistenza domiciliare.
Il costo stimato di un sistema di questo tipo sarebbe compreso tra 35 e 40 milioni di euro l’anno, una cifra che secondo diversi analisti potrebbe risultare inferiore alle spese sanitarie e sociali generate dall’assenza di interventi preventivi.
Una emergenza sociale destinata a crescere
La solitudine delle persone anziane viene sempre più descritta come una emergenza sociale silenziosa destinata ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione.
Affrontare il problema richiederà una strategia coordinata tra sanità, servizi sociali, politiche abitative e mobilità, con l’obiettivo di rafforzare le reti comunitarie e prevenire l’isolamento prima che si trasformi in fragilità sociale.
Fonti: elaborazioni su dati demografici dell’INE (Instituto Nacional de Estadística) e analisi sociali sul fenomeno della soledad no deseada nelle Isole Canarie.


